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Terni, omicidio Hyseni | 16 anni di carcere al killer Beli per ‘omicidio volontario’

Luca Biribanti

Terni, omicidio Hyseni | 16 anni di carcere al killer Beli per ‘omicidio volontario’

Sentenza del tribunale di Terni, 400mila euro ai famigliari della vittima
Mar, 15/05/2018 - 11:06

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Terni, omicidio Hyseni | 16 anni di carcere al killer Beli per ‘omicidio volontario’

16 anni di carcere per omicidio volontario; è quanto stabilito dal tribunale di Terni per Kujtim Beli, 61enne cittadino albanese, che il 18 luglio 2017 ha ucciso a colpi di pistola il connazionale 49enne Demir Hyseni in via Galvani.

La sentenza è arrivata nella giornata di ieri, confermando la richiesta del pm Raffaele Pesiri; alla famiglia della vittima, la moglie e tre figli, sono stati riconosciuti 400mila euro di risarcimento.

Movente passionale: ad aver armato la mano di Kutjim Beli, secondo l’accusa, sarebbe stato un sentimento esasperato di gelosia nei confronti della propria moglie, ipotesi confermata dall’analisi dei tabulati telefonici, collaborazione dei cittadini e capacità operativa dei militari, che hanno permesso agli inquirenti di catturare il presunto assassino in meno di 12 ore.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, infatti, i due uomini si conoscevano da tempo, e, dal 2013, Beli avrebbe iniziato a sospettare una relazione tra la sua ex moglie e la vittima. Il 60enne originario di Tirana, durante il suo soggiorno a Terni tra il 2013 e il 2015, era anche stato denunciato dalla ex moglie per comportamenti violenti, tanto che la donna si era convinta a lasciarlo e a trasferirsi in Germania.

Durante la sua permanenza nel capoluogo umbro, l’assassino aveva dunque iniziato a frequentare il connazionale ed era diventato una sorta di amico di famiglia. Tanto che la moglie della vittima lo ha subito riconosciuto quando i Carabinieri le hanno mostrato una sua foto.

Beli era poi tornato in Albania, ma, lo scorso 10 luglio, si è imbarcato da Tirana per Bari; secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo aver lasciato parcheggiata l’auto al porto, ha preso un treno ed è di nuovo tornato a Terni dove ha cercato di contattare il vecchio conoscente.

Dalle analisi dei tabulati telefonici, i Carabinieri hanno subito individuato il sospettato dell’omicidio, visto che la sera prima del delitto Hyseni ha ricevuto 2 chiamate dal suo presunto killer. Secondo quanto ricostruito sembra che Beli, che di professione fa l’operaio, abbia teso una vera e propria ‘trappola’ alla vittima, raccontando a Demir di aver bisogno di aiuto a trovare un lavoro a Terni.

Ottenute le informazioni che voleva sulla residenza di Hyseni e sugli orari dei suoi spostamenti, la mattina del 18 luglio 2017  l’uomo si è presentato in Via Galvani, attendendo che il 49enne uscisse di casa per recarsi al lavoro. Quando è salito a bordo della proprio auto, Beli è sbucato da una via adiacente e tra i due sarebbe iniziato un violento litigio. Nell’ambito dello scontro verbale, Hyseni è sceso dalla macchina, ed è proprio in quel momento che il ‘rivale’ ha fatto fuoco con un’automatica calibro 7.65, risultata poi comprata all’estero, ma con matricola ancora visibile.

Dopo il primo colpo, la vittima ha fatto in tempo ad estrarre un coltello da cucina che teneva nella borsa frigo contenente il pranzo, ma non ha fatto in tempo a difendersi. Dopo aver percorso qualche metro per cercare la fuga, è stato inseguito e raggiunto da altri colpi che non gli hanno lasciato scampo.

Il killer si è subito dato alla fuga, gettando la calibro 7.65 in un cassonetto, cercando di far perdere le sue tracce. Le testimonianze di alcuni residenti, che intanto erano stati svegliati dai colpi di pistola e dalle grida, sono state preziose ai militari che hanno ricostruito un identikit molto accurato del fuggitivo.

Subito i Carabinieri, contestualmente alle ricerche in loco, hanno diramato alle forze dell’ordine del territorio nazionale gli elementi in loro possesso e, in breve tempo, i colleghi di Bari, hanno identificato il sospetto mentre cercava di imbarcarsi nuovamente per l’Albania.

Una volta fermato, i militari hanno provveduto alla perquisizione dell’auto che l’uomo aveva lasciato parcheggiata al porto, all’interno della quale c’era un sacchetto di plastica contenente i vestiti che corrispondevano alla descrizione fatta dai cittadini che lo avevano visto fuggire a Terni.


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