Terni ‘contro’ Regione Umbria su Arpa “Il dipartimento deve rimanere”

Terni ‘contro’ Regione Umbria su Arpa “Il dipartimento deve rimanere”

Atto di indirizzo presentato in consiglio comunale per evitare la regionalizzazione del servizio

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Regionalizzazione dell’Arpa con sede unica a Perugia, è lo scenario che potrebbe diventare presto realtà per effetto del Decreto di Giunta Regionale n.910 del 28/07/2017 avente per oggetto la “Nuova disciplina dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA)”.

Secondo quanto contenuto nell’atto politico, a conclusione di un apposito gruppo di lavoro istituito per la riorganizzazione dell’ente, sono state approvate le nuove linee guida che porteranno sotto l’egida di Palazzo Donini tutte le funzioni del direttore generale unico.

A tale disegno si è opposto con forza il consiglio comunale, con un atto di indirizzo presentato a marzo e approvato ieri sera in consiglio e firmato dai consiglieri Valeria Masiello, Sandro Piermatti, Jonathan Monti, Michele Pennoni, Fabio Narciso, Vladimiro Orsini e Sandro Piccinini.

Secondo i firmatari del documento politico il DDR sulla riorganizzazione dell’Arpa sarebbe incompatibile con la legge regionale n.9 del 1998, secondo la quale “A ciascun dipartimento è preposto un direttore che ha la responsabilità della struttura dipartimentale” e nonostante il DDR 646 del 13/06/2016 che invita la Regione dell’Umbria “a rafforzare le specifiche funzioni dei due Direttori dei Dipartimenti Territoriali”.

“Anche le organizzazioni sindacali si legge nell’atto di indirizzo hanno segnalato nell’audizione in Terza Commissione Consiliare che l’attuale riorganizzazione oltre ad essere in contrasto con la Legge Regionale n. 9 del 1998 ha lasciato agli Ex Direttori dei dipartimenti gli stessi stipendi non svolgendo più le stesse funzioni, ha causato disservizi su alcune strutture/servizi dovuti allo spostamento interno del personale Arpa, per poi provvedere ad esternalizzare i servizi rimasti scoperti”.

Sopprimere il Diapartimento Arpa in una città come Terni, dove da qualche tempo si parla di Area Ambientale Complessa, e dove il fattore di incidenza vari fattori di inquinamento ha un tasso decisamente alto, potrebbe avere conseguenze negative sul territorio. Il sindaco si era già espresso favorevole a un iter in questo senso, così come uno dei più decisi sostenitori dell’AAC, il capogruppo regionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, che lo scorso 30 giugno affermava: “A me fa piacere – sosteneva Nevi – che ci sia questa presa di posizione da parte di Di Girolamo perché forse, dopo tanto immobilismo e scontri fra negazionisti e catastrofisti, si riesce a costruire una risposta seria riconoscendo che a Terni c’è un problema importante da affrontare tutti insieme. Non solo Comune, ASL, ARPA, ma soprattutto, come è scritto nella mozione presentata in Aula, coinvolgendo Governo centrale e, perché no, l’Europa”.

L’atto cui Nevi fa riferimento, approvato dall’Aula nel maggio scorso con le astensioni di Lega e M5s, impegnava la Giunta Regionale ad “avviare un confronto a livello governativo e con le competenti Commissioni dell’Unione Europea per riconoscere l’unicità della conca ternana come ‘AREA AMBIENTALE COMPLESSA’ alla luce delle sue straordinarie specificità, che si possono sintetizzare in tre caratteristiche fondamentali: orografica (Conca che non favorisce ricambio d’aria); presenza di uno dei più importanti insediamenti siderurgici d’Europa e presenza di un diffuso tessuto di piccole e medie imprese del settore chimico; presenza di una vecchia discarica di rifiuti e scorie ferrose da bonificare all’interno della conca stessa”.

Nell’atto di indirizzo approvato ieri, indirizzato al sindaco Leopoldo Di Girolamo, all’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti, al presidente e al segretario del consiglio comunale si chiede di: “avviare una interlocuzione con la Regione al fine di ottenere la modifica del D.D.R. nr. 83 del 10/03/2016 per una rimodulazione della riorganizzazione di Arpa Umbria in linea con le necessità del territorio ternano nell’ambito di un percorso condiviso anche con i sindacati, tenendo conto delle particolari criticità del nostro territorio e della Legge Regionale n. 9 del 6/03/1998, così come modificata dalla Legge Regionale n. 10 del 2/04/2015 (in particolare gli Artt. 2 e 10) e in attesa dell’adeguamento che la Regione Umbria dovrà espletare entro il mese di giugno 2017 in base alla legge nazionale “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale” n. 132 del 28 giugno 2016;

In questo contesto a valorizzare il territorio ternano con una sede dipartimentale a Terni a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, anche tramite la necessaria autonomia nell’ambito degli indirizzi generali e con capacità operativa in grado di garantire interventi adeguati”.

Foto di repertorio

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