Terni, Comune contro movida su vendita alcol, ora è ‘guerra’ | Esercenti ‘snobbati’, si rischia il caos

Terni, Comune contro movida su vendita alcol, ora è ‘guerra’ | Esercenti ‘snobbati’, si rischia il caos

Dopo le polemiche ecco l’ordinanza della Giunta contro la vendita di alcol nel weekend

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Multe da 2mila a 12mila euro, i gestori dei locali sono avvertiti. È quanto stabilito nell’ordinanza antialcol che, questa mattina, il sindaco ha formalizzato dopo le polemiche dei giorni scorsi. Per i distributori automatici nel sanzioni saranno invece tra i 5mila e i 30mila euro, ma la sostanza rimane sempre la stessa: “chiunque venda o somministri alcolici dalle ore 24 alle ore 7 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 12.000 euro. Se il fatto è commesso dalle ore 24 alle ore 7 attraverso distributori automatici, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro. Per le violazioni è disposta anche la confisca della merce e delle attrezzature utilizzate” – è quanto si legge in un paragrafo dell’ordinanza che è stata emesso per pubblica quiete e sicurezza della città.

Non solo; la giunta ha rigettato le rimostranze delle associazioni di categoria e dei commercianti  che, nei giorni scorsi, si erano rivolti anche al Prefetto per avere un confronto istituzionale sull’opportunità di poter partecipare in modo attivo alla garanzia della sicurezza. Il perimetro entro il quale non si potranno somministrare alcolici è delimitato da via Mazzini, Piazza Buozzi, via Castello, via Cerquetelli, rotonda R. Angelini, via Lungonera G. Cimarelli, rotonda dei Partigiani, via Guglielmi, via Vittime delle Foibe, rotonda Obelisco Lancia di Luce, Corso del popolo, via Annunziata, piazzale Briccialdi, via D. Giannelli, largo E. Ottaviani, Largo Micheli, via della Rinascita, via Battisti, piazza Tacito.

Si rischia il caos – Da un’ordinanza nata per garantire la sicurezza e la quiete si rischia che la situazione possa sfuggire di mano dal punto di vista amministrativo. Spieghiamo meglio. Nell’ordinanza si legge: “rimane consentita la somministrazione di bevande alcoliche di qualunque gradazione all’interno di pubblici esercizi e sulle rispettive aree o spazi pertinenziali regolarmente autorizzati. Gli esercenti sono responsabili della corretta applicazione dell’ordinanza e devono adottare nei confronti degli avventori le necessarie misure di controllo, ponendo in essere ogni cautela possibile, e sono altresì invitati a rimuovere con sollecitudine, nel caso di servizio assistito al tavolo, i contenitori in vetro o lattina utilizzati per la somministrazione”.

La competenza del controllo è affidata ai gestori dei locali che, di fatto, dovrebbero essere costretti a ricorrere a una sorta di vigilanza privata. Se si sta lavorando, e chi ha frequentato almeno una volta nel weekend le strade della ‘movida’ sa bene quanta concentrazione di persone ci sia nei locali, come si può tenere a bada il cliente sbadato che, magari distratto, si sposta di un metro con la bevanda alcolica dalla zona di pertinenza del locale? Se in quel momento arriva il controllo, il locale rischia fino a 12mila euro di multa? Vale a dire farlo chiudere.

Il problema si pone, soprattutto, per quei locali che hanno una pertinenza esterna; all’interno di un esercizio commerciale potrebbe essere più agevole avere sotto controllo la situazione, ma all’esterno?

Se il gestore, i camerieri, o chiunque lavori nel locale, è impegnato all’interno, come fa ad avere il controllo della situazione esterna? Se un cliente decide di alzarsi con il bicchiere in mano, magari per salutare un conoscente di passaggio, il locale rischia la sanzione?

Forse le competenze andrebbero un po’ riviste e, soprattutto, vista la buona volontà dimostrata dagli stessi proprietari dei locali, non sarebbe stato più opportuno prendere un provvedimento condiviso, tutelando sia la pubblica sicurezza che gli interessi di chi, nella città investe e ha investito.

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