Si è svolta ieri, nella sala consiliare di Palazzo Spada, la commemorazione del 66° anniversario della Liberazione dal nazifascismo della città di Terni. La celebrazione è stata particolarmente sentita sia dalle Istituzioni, che dalle associazioni di ex-combattenti e cittadini, visto che Terni è stata una delle città più colpite dalla guerra con l'80% degli edifici rasi al suolo in seguito ai bombardamenti. La memoria storica è ancora ben radicata nella città e l'intervento del Sindaco ha generato attimi di commozione e solidarietà civile nel ricordo ancora vivo di esperienze drammatiche: “Il 13 giugno del 1944, giorno della sua Liberazione dal nazifascismo, centinaia di donne e uomini avevano perso la vita sotto i bombardamenti aerei, migliaia di cittadini ternani erano sfollati nella campagne e nei paesi circostanti”. Questo è ciò che trovò la Brigata Gramsci quando, risalito il Nera da sud, entrò in città piegando le ultime resistenze nemiche. Prosegue Di Girolamo: “Appena tre giorni più tardi, il 16 giugno, il Comitato di Liberazione di Terni, che riuniva l'antifascismo di cattolici e comunisti, socialisti e repubblicani, assunse il governo provvisorio, ripristinando la democrazia cittadina che era stata spazzata via vent'anni prima con la violenza dell'irruzione delle squadracce nere della “Disperatissima” di Perugia nel consiglio comunale di Terni. Nasce lì, tra le macerie ancora fumanti della città martoriata, un pezzo fondamentale della identità di Terni, di quella memoria condivisa che nel segno delle libertà democratiche, dell'operosità, generosità e combattività delle sue genti, dello spirito di apertura al confronto e all'accoglienza, ne forgia col fuoco della ricostruzione e della rinascita cittadina la materia comune e ne costituisce un lascito inalienabile. Le ricostruzioni storiche dettagliate, i diversi punti di vista e impostazioni storiografiche possono gettare ulteriore luce su quegli avvenimenti, metterne a fuoco alcuni aspetti a discapito di altri. Ma il senso profondo di quella storia comune non può essere scalfito da nessuna revisione o reinterpretazione. Solo chi non ha una propria storia, chi ha smarrito e confuso la propria identità, può avere paura che si riscriva la storia. Noi, la Terni antifascista e democratica del 13 giugno di 66 anni fa e quella di oggi, non abbiamo paura: le ragioni degli uni mai potranno essere oscurate, le terribili responsabilità degli altri non potranno essere taciute o minimizzate. L'unità nazionale e lo spirito della Costituzione democratica e repubblicana sono i capisaldi ancora oggi, una bussola preziosa per tutti noi e per le nuove generazioni che si affacciano alla vita sociale e civile”.
TERNI CELEBRA IL 66° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
Lun, 14/06/2010 - 14:30