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Il consiglio comunale di Terni nella seduta di lunedì 11 maggio apre con il tentato femminicidio di sabato scorso a Stroncone. Oltre alla profonda preoccupazione “per il tentato femminicidio di cui è stata vittima una nostra concittadina dalla parte del marito”, il Comune “esprime vicinanza alla vittima e ai familiari. Avverte, inoltre, “la necessità di censurare la dinamica relativa al malfunzionamento del dispositivo di controllo applicato all’aggressore“.
Il Comune chiede un incontro tempestivo al Prefetto della provincia di Terni “per formalizzare la più dura condanna rispetto a quanto è accaduto e chiedere l’intensificazione di controlli e verifiche sui dispositivi elettronici applicati ai destinatari dei provvedimenti cautelari”. L’atto è stato votato all’unanimità con 31 voti favorevoli.
Su quanto accaduto sabato a Stroncone, il sindaco Giuseppe Malvetani si è espresso sui social definendolo “un episodio gravissimo sul nostro territorio, portandolo all’attenzione della cronaca nazionale, che ha scosso profondamente la nostra comunità. Il fatto che non abbia riguardato nostri concittadini e che solo incidentalmente sia avvenuto nel nostro comune non alleggerisce in nulla l’inquietudine e la preoccupazione per quanto accaduto. Una donna straniera residente a Terni che lavora come badante nel nostro comune è stata aggredita brutalmente sull’autobus e versa in gravissime condizioni in ospedale mentre l’aggressore, sembra si tratti del marito, si è dato alla fuga. Il nostro pensiero va in primo luogo alla vittima, con l’auspicio che riesca a riprendersi presto e bene, in secondo luogo alle Forze dell’Ordine per il grande lavoro che stanno svolgendo senza sosta da ieri pomeriggio. L’auspicio è che quanto prima possano assicurare l’aggressore alla giustizia affinché risponda di questo efferato gesto”.
In una nota della Presidente della Regione Stefania Proietti sottolinea quanto sia “Inaccettabile che, ancora una volta, nella nostra terra un uomo tenti di togliere la vita a una donna, colpendo al cuore la nostra comunità con una violenza che non può essere tollerata. Quanto accaduto a Stroncone conferma con drammatica evidenza che la violenza di genere non è un fatto privato, ma una questione di salute pubblica, sicurezza e dignità umana, da contrastare ogni giorno con un’azione istituzionale concreta, continua e coordinata”. La Presidente ricorda quanto la Regione Umbria sta già facendo in modo strutturale attraverso il piano “Umbria contro ogni genere di violenza”, “che rafforza la rete tra sanità, scuola, servizi sociali, comuni e forze dell’ordine, per intercettare i segnali di rischio e non lasciare mai sole le vittime. Abbiamo inoltre destinato risorse specifiche al consolidamento dei servizi antiviolenza e all’attivazione di nuovi centri e sportelli sul territorio, perché la protezione deve essere capillare e immediata”.
Una situazione emergenziale quella della violenza di genere perpetrata il più delle volte da coniugi, ex, compagni, ma accanto alla tutela è decisiva la prevenzione. “La Regione continua a investire in percorsi educativi nelle scuole e in iniziative di formazione e sensibilizzazione, per promuovere un cambiamento culturale profondo fondato sul rispetto della donna e della dignità di ogni persona. Solo una rete solida e un impegno quotidiano possono spezzare la spirale della violenza. Non lasceremo sola la donna coinvolta né la sua famiglia, e continueremo a rafforzare con determinazione tutte le azioni di protezione e difesa delle donne, in particolare nel momento più delicato che segue la denuncia delle violenze subite, lavorando per garantire loro una rete efficace e tempestiva, capace di tutelarle concretamente da ogni forma di ritorsione o ulteriore violenza”.