Il primo pensiero del vescovo di Foligno per la Santa Pasqua, va ai terremotati d'Abruzzo. A coloro che hanno perso tutto, ai morti saliti in cielo in questi giorni di festa. Sarà una Pasqua triste quest'anno, ma l'invito di monsignor Gualtiero Sigismondi è di non abbandonare mai la speranza, come suggerisce il mistero della Resurrezione. Ed ecco il messaggio di monsignor Gualtiero Sigismondi, alla città e alla Diocesi per la Santa Pasqua 2009. «Il clima di festa che da sempre accompagna il Triduo pasquale è necessariamente velato dalla sofferenza dei nostri fratelli abruzzesi, duramente colpiti dalla calamità del terremoto. La partecipazione alla loro sofferenza è resa ancor più intensa a motivo del fatto che Foligno sa bene quale sia il terribile potere del terremoto: quello di rendere nemica la casa! L'abbraccio della solidarietà, che ha stretto e rincuorato questa città e l'intera diocesi in occasione del sisma del 1997, ora domanda di essere corrisposto con la nostra carità concreta e generosa. C'è anzitutto la solidarietà dei volontari, che da Foligno sono già all'opera nei luoghi colpiti dal sisma; c'è poi la solidarietà dell'ospitalità da offrire, soprattutto agli anziani e ai giovani, sotto il coordinamento della Caritas nazionale e regionale; e c'è, infine, la solidarietà della competenza acquisita in fatto di ricostruzione, che chiede a tanti nostri tecnici di mettere a disposizione, con intelligenza d'amore, i loro talenti. Mentre affidiamo al Signore le vittime del terremoto, raccomandiamo a Lui i superstiti e i loro soccorritori, facendo nostra l'intenzione di preghiera suggerita in questi giorni dalla Liturgia: “Sul monte degli ulivi hai pregato il Padre tuo di risparmiarti il calice della passione, fa' che il dolore non soffochi mai la fiducia e la speranza”. Tenere viva la speranza, “sperando contro ogni speranza”: questo è l'augurio più bello che faccio ai Folignati; il Signore che, con la sua Pasqua, ci ha resi “prigionieri della speranza”, ci aiuti ad essere “ambasciatori di speranza”».