Spoleto

Tari, No aumenti indiscriminati a Spoleto | Protesta di Cna e Confartigianato

Continua la protesta delle imprese a Spoleto contro l’aumento della Tari; dopo la denuncia di ieri di Confcommercio Spoleto, Federalberghi, Fipe e ConSpoleto, arriva a stretto giro di posta anche quella di Cna Umbria e Confartigianato Spoleto-Valnerina che dicono No agli aumenti.

Applicare una volta per tutte la legge 147 del 2013, confermata da un’ordinanza della Corte di Cassazione del 2025, che esenta le imprese dal pagare la Tari sulle superfici in cui si producono rifiuti speciali, che vanno smaltiti separatamente” scrivono al sindaco Andrea Sisti le due categorie di fronte all’ennesimo rialzo della tariffa annuale sui rifiuti solidi urbani.

“Innanzitutto stigmatizziamo la mancata convocazione delle associazioni da parte della commissione comunale preposta nonostante l’esplicita richiesta di incontro per confrontarci sul tema. E poi denunciamo ancora una volta la mancata applicazione della normativa vigente e la volontà di continuare a far pagare alle imprese costi di smaltimento non dovuti. La legge 147 del 2013, infatti, riconosce che le attività artigianali e industriali producono prevalentemente rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, che le imprese avviano al recupero e smaltimento attraverso ditte autorizzate e sostenendo costi sostanziosi. Di conseguenza, la tassa sui rifiuti solidi urbani dovrebbe essere applicata solo sulle superfici aziendali residue”.

“In realtà a Spoleto, e purtroppo in moltissimi altri Comuni, le imprese sono chiamate a pagare la Tari sull’intera superficie aziendale, con il risultato che su quelle su cui si producono rifiuti speciali le aziende pagano due volte: una per smaltire i rifiuti speciali secondo le modalità indicate dalle leggi esistenti, un’altra per smaltire rifiuti solidi urbani che su quelle stesse aree le ditte in realtà non producono. Siamo stanchi di denunciare ogni volta questa situazione, ancor più quest’anno che il Comune di Spoleto ha introdotto aumenti concentrati in particolare sulle utenze non domestiche, mentre ha confermato le esenzioni per il terzo settore, senza distinguere la parte di attività assistenziale da quella che produce business. Quindi al Comune diciamo di applicare la Tari solo sulle superfici su cui le imprese non producono rifiuti speciali, rendendo la procedura automatica anziché costringerle a presentare, ogni anno, un’istanza specifica per vedersi riconosciuto un diritto sancito dalla legge. Anche perché tra le tante cose di cui le imprese hanno bisogno sicuramente non c’è quella di un ulteriore aggravio burocratico”