SUICIDIO DAL PONTE, SINDACO "ADESSO BASTA, VIADOTTO VA MESSO IN SICUREZZA" - Tuttoggi.info

SUICIDIO DAL PONTE, SINDACO “ADESSO BASTA, VIADOTTO VA MESSO IN SICUREZZA”

Redazione

SUICIDIO DAL PONTE, SINDACO “ADESSO BASTA, VIADOTTO VA MESSO IN SICUREZZA”

Mar, 14/06/2011 - 10:34

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In seguito al recente suicidio di un giovane diciannovenne di Giano dell’Umbria, gettatosi dal viadotto di Castelvecchio, il sindaco di Massa Martana, Maria Pia Bruscolotti ha scritto ieri una lettera al presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e all’assessore provinciale alla Viabilità, Domenico Caprini, in cui chiede loro di intervenire urgentemente per mettere in sicurezza lo stesso viadotto.

Un’opera che quando fu realizzata, ormai molti decenni fa, avrebbe dovuto essere un tassello della viabilità tra l’Adriatico e il Tirreno ma che, almeno fino ad oggi, è rimasta una brutta cattedrale nel deserto, che ormai è definito dai più ‘ponte maledetto’. «Occorre posizionare quanto prima», afferma Bruscolotti, «delle alte protezioni ai lati del ponte, delle reti invalicabili o qualcosa di simile che impediscano tali pericolosi scavalcamenti. I guard rail sono bassi, forse nemmeno più sufficienti per i moderni autoveicoli che oggi percorrono il rettilineo del ponte a velocità sostenuta. In ogni caso», conclude Bruscolotti, «ritengo che vadano fatte delle verifiche e presi degli accorgimenti. E al più presto».

Alcuni abitanti di Castelvecchio, frazione a Nord del territorio di Massa Martana, hanno riferito di aver già sventato, in passato, alcuni tentativi di suicidio. L’ultimo suicida prima del diciannovenne di Giano dell’Umbria risale al giugno del 2008, quando un uomo di 40 anni di Gualdo Cattaneo si era tolto la vita lanciandosi nel vuoto sempre dal Ponte della Fonnaia di Castelvecchio, da non confondere con l’antico ponte romano Fonnaia risalente al 220 a. C. ubicato a Sud sul confine fra i comuni di Massa Martana e Acquasparta. Qualche giorno fa, anche una donna di Bastardo aveva pensato di buttarsi giù dal viadotto di Castelvecchio, ma poi non ha più staccato le mani dal guard rail: chi l’ha dissuasa dal compiere l’estremo gesto ha riferito che, in mano, teneva alcune fotografie dei suoi figli.

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