SU STRANIERI E PUBBLICA SICUREZZA A SPOLETO CALA LA “SCURE” DI WOLFGANG BERNELLI (PDL)

SU STRANIERI E PUBBLICA SICUREZZA A SPOLETO CALA LA “SCURE” DI WOLFGANG BERNELLI (PDL)

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E' densa di episodi ripetuti nel tempo,  l'attenzione che il Consigliere comunale del Pdl, Wolfgang Bernelli, rivolge alla Moschea di V.le Martiri della Resistenza a Spoleto e all'annessa macelleria. In una interrogazione dettagliata e scritta in punta di diritto, il politico piddiellino chiede spiegazioni sulle autorizzazioni dell'insediamento.

Ecco il testo completo:

 
“OGGETTO: Aggregazioni di Stranieri e Sicurezza Pubblica a Spoleto. –

Il sottoscritto Consigliere Comunale,
PREMESSO CHE:

ormai da lungo tempo, a seguito di alcuni episodi in primis dopo gli attentati negli Stati uniti d’America dell’11 Settembre 2001, e successivamente ai vari conflitti peraltro ancora in atto, in termini di politica internazionale, (vedi la rivolta in Libia che ad oggi vede impiegati gli eserciti dei paesi facenti parte dell’Alleanza Atlantica, tra cui l’Italia esposta in prima linea), vari organismi Statali ed Internazionali di Giustizia e Pubblica Sicurezza denunciano un coinvolgimento diretto e capillare di strutture ed Istituzioni islamiche – o sedicenti tali – in attività di terrorismo internazionale ed interno;

che tali strutture risultano avvalersi, per necessità operativa, di luoghi di aggregazione di massa, in particolare presunti centri culturali e luoghi di culto, cui i primi sono spesso annessi;

che in conseguenza della presa di coscienza di ciò si sta sviluppando in larghe fasce della popolazione non  islamica un crescente senso di paura e diffidenza, incrementato dal fatto che appare più inesistente, a livello territoriale, una reale possibilità di prevenzione e contrasto, dovuta principalmente ad un’immagine extracomunitaria incontrollata, situazione resa ancor più ingestibile dalla connivenza ideologica di vari settori politici e “culturali”;

che risulterebbe un centro islamico nel territorio del Comune di Spoleto, sito presso un immobile adibito anche a moschea oltre che ad esercizio alimentare denominato come “macelleria islamica” in via Martiri della Resistenza, al cui interno non si hanno precise informazioni circa le autorizzazioni rilasciate da parte del Comune di Spoleto – per quanto di sua competenza – per l’esercizio di attività associative e di aggregazione.

CONSIDERATO CHE:

l’effettiva professione della propria fede religiosa è diritto inviolabile di ogni essere umano;
il diritto pubblico ed amministrativo mira a scongiurare ogni possibile mistificazione, cosicchè le modalità di esercizio dei culti acattolici devono ritenersi lecite solo se non contrastanti con l’ordinamento giuridico vigente (art. 8 della Costituzione) e comunque tali da non mascherare o proteggere, in qualunque modo, forme di associazione segrete, (nonché volte a perseguire, anche direttamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare – art. 18 della Costituzione);

in diritto internazionale la “ Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali” del 4 novembre 1950 (legge di ratifica del 4 agosto 1955, n° 848), nel rimarcare l’assoluta libertà di pensiero, coscienza e religione, riflette quanto sopra, consentendo (art. 9, comma secondo) quelle limitazioni che costituiscano “misure necessarie”, in una società democratica, per la sicurezza pubblica, la protezione dell’ordine, della salute e della libertà pubblica o la protezione dei diritti e delle libertà di altri”.
A complemento si precisa (art. 16 della Costituzione) che ogni diritto di espressione, riunione ed associazione, così come ogni più generale divieto di “discriminazione” inerente gli stranieri non esclude limitazioni ad un’eventuale attività politica degli stessi.

Ciò presupposto, l’organizzazione di persone cui fa parte la citata moschea costituisce, ai sensi del diritto vigente, una semplice associazione privata (probabilmente di fatto), e come tale è soggetta ai normali controlli di Ordine e Sicurezza Pubblici, anche da parte degli Organismi degli Enti Locali a ciò deputati;

IN VIRTU’ DEL FATTO CHE:
Da un lato è evidente la necessità di fornire risposte istituzionali certe alla cittadinanza interessata, senza con ciò invadere la sfera d’attribuzione di altri organismi pubblici (ad esempio la Polizia, i Carabinieri, il Corpo Forestale dello Stato, ecc) risposte idonee a provare che, al di là di comodi slogan elettorali, si provvede alla cura dell’interesse generale nel pieno rispetto della legalità;che dall’altro è vitale, pena il rischio di caos collettivo, porre una parola definitiva e certe sulla fondatezza o meno delle illazioni che in qualche modo identificano l’ideale di vita islamico ed i suoi modelli di convivenza sociale con una realtà puramente negativa, se non addirittura criminogena, così da sfatare ogni infondata insinuazione meramente xenofoba ed indegnamente “pressappochista”;

il sottoscritto Consigliere Comunale,

INTERROGA:

Il Signor Sindaco e la Giunta, per sapere:

1. se l’Autorità Comunale di Spoleto, da Ella rappresentata, si è limitata a concedere l’autorizzazione, nell’ambito dei suoi poteri all’esercizio della predetta moschea e/o luogo di culto di Via Martiri della Resistenza, semplicemente seguendo una prassi politico-culturale, o se ha ritenuto di provvedere in tal senso nell’esclusivo interesse di tutta la comunità popolare Spoletina da Ella amministrata;
a tal unico fine, infatti è considerata legittima, stante il diritto vigente, ogni attività amministrativa, anche se qualificata “discrezionale”, ed in tal ultima ipotesi di voler motivare per iscritto ed analiticamente  (ex legge 241/1990) siffatti intendimenti;

2. se la stessa Autorità Comunale abbia in seguito vigilato così come deve accadere anche nei confronti dei pubblici esercizi, sulla regolarità delle attività presumibilmente svolte, in particolare sull’eventuale diffusione di proclami ostili al modello di convivenza liberale sancito dalle leggi vigenti, ovvero ancora in possibile contrasto con l’Ordine Pubblico e la Sicurezza Pubblica, se non addirittura implicanti forme di discriminazione culturale o religiosa, nonché sulla compatibilità della struttura suesposta, anche alla luce delle sue finalità aggregative, con l’igiene, la sicurezza e l’incolumità pubbliche; se eventualmente svolti detti controlli di riferire in merito venire e di venire in possesso di dovute relazioni di servizio;

3. se le Autorità di Polizia Municipale o di Pubblica Sicurezza abbiano segnalato fenomeni di natura contravvenzionale, di disturbo della quiete o dell’igiene pubblica, ovvero ancora obiettivi ostacoli alla vita libera ed ordinata della cittadinanza Spoletina in prossimità o a causa del predetto centro islamico, o comunque prodotti da suoi frequentatori in ragione della loro presenza sul posto;

In ultimo, nei termini di motivata sintesi di quanto sopra esposto,

CHIEDE:

4. se in seguito alla valutazione dei suesposti quesiti ed ai doverosi accertamenti conseguenti, l’Autorità Comunale di Spoleto ritenga o meno sussistenti delle cause oggettive, anche di opportunità, che giustifichino un provvedimento di chiusura, in tutto o in parte, della predetta struttura ed alla conseguente limitazione delle attività svoltesi.”

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