Strisce blu più care, Bartolini “Tra le meno costose in Umbria" | Lignani "Ennesimo colpo a centro storico" - Tuttoggi

Strisce blu più care, Bartolini “Tra le meno costose in Umbria” | Lignani “Ennesimo colpo a centro storico”

Redazione

Strisce blu più care, Bartolini “Tra le meno costose in Umbria” | Lignani “Ennesimo colpo a centro storico”

La tariffa passa da 0.80 a 0.90 euro, l'assessore alla Polizia Municipale risponde alle critiche del capogruppo di Fratelli d'Italia
Lun, 27/03/2017 - 14:52

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I parcheggi a pagamento di Città di Castello rimangono, anche dopo il passaggio della tariffa da 0.80 a 0.90 euro, tra i meno costosi dell’Umbria. L’incremento di appena 0.10 centesimi è stato introdotto dopo anni di blocco della tariffa ed è appena sufficiente a coprire l’adeguamento Istat

Lo dichiara l’assessore alla Polizia Municipale di Città di Castello Monica Bartolini, in risposta ad alcune dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Lignani Marchesani, per il quale l’aumento è “l’ennesimo colpo alle attività del Centro Storico, considerato che le strisce blu insistono soprattutto nell’area limitrofa all’accesso nel presunto salotto buono della città. Di fatto l’ennesimo atto teso a consolidare la tendenza a shopping e ad acquisti presso la zona industriale, passata velocemente da area artigianale ad area commerciale, dove guarda caso i parcheggi sono gratuiti.

Per oltre metà dei circa 450 parcheggi a strisce blu, – aggiunge Bartolini – la tariffa rimarrà inalterata a 0.80“. Si tratta dei 251 posti auto del parcheggio cosiddetto ex Sogema (struttura coperta di fronte a Le Fonti), dell’ultima parte di via Gramsci e di via IV Novembre.

A Città di Castello – conclude l’assessore – i parcheggi a pagamento a ridosso del centro storico, hanno un prezzo molto economico, addirittura fuori mercato se pensiamo che in quei 0.90 euro è compresa l’Iva al 22%. Infine, circostanza non secondaria, anche se il cespite finanziario derivante dalla sosta a pagamento è ascritto al bilancio del comune, gli introiti sono interamente trasferiti all’Edarco, che ne ha la gestione”.

Per Lignani, infine, “è stato violato anche il principio di partecipazione. Le riunioni partecipative di consulte e territori sul bilancio sono state infatti unilateralmente abolite e se da un lato è comprensibile, vista la scarsa partecipazione, dall’altro era quanto meno necessario coinvolgere l’Associazione commercianti prima di procedere all’aumento“.

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