Street food Spoleto ‘saltato’, ecco i documenti

Street food Spoleto ‘saltato’, ecco i documenti

L’accordo con Confesercenti e l’area “sbagliata” | Il cambio di location e l’sos al Comune | L’assessore Cappelletti replica agli attacchi dell’organizzatore

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Portare anche a Spoleto un evento di Street food, con i “truck” pronti ad offrire specialità culinarie da ogni parte d’Italia e non solo. L’idea era quella di replicare un’iniziativa che ormai è organizzata in molte altre città, anche dell’Umbria, con successo. La manifestazione, però, prevista per il ponte di Ferragosto in un terreno privato nei pressi dello svincolo Sud della città, non si è fatta, nonostante la pubblicità e nonostante l’arrivo in città, sabato scorso, dei primi furgoncini. Lasciando amarezza e versioni contrastanti tra loro, con l’organizzatore che accusa il Comune di aver boicottato l’evento e l’ente che però non ci sta e mette fine, una volta per tutte, a polemiche e chiacchiere.

Ad annunciare la mancata autorizzazione della manifestazione era stato proprio il Comune di Spoleto, giovedì 10 agosto, con una nota: “L’Amministrazione Comunale di Spoleto, visti gli annunci apparsi anche sui giornali e riferiti alla manifestazione denominata “Spoleto Street Food International”, annunciata per i giorni dal 12 al 15 agosto 2017, comunica che non è stato possibile rilasciare le autorizzazioni previste dall’attuale ordinamento per lo svolgimento della manifestazione in questione. Il diniego al rilascio delle autorizzazioni è derivato dal fatto che l’Associazione Culturale “Cinema Arte Cultura Spoleto”, nella sua qualità di soggetto organizzatore della manifestazione, non è stata in grado di completare la produzione della necessaria documentazione prevista dalla normativa di settore e dalle recenti Circolari Ministeriali per lo svolgimento delle manifestazioni all’aperto”.

Tempo poche ore, però, e l’organizzatore, Patrizio Molendi dell’associazione  aveva fatto sapere che l’evento di street food invece si sarebbe fatto, ma in forma “privata”: i partecipanti all’ingresso avrebbero cioè dovuto sottoscrivere una tessera gratuita di iscrizione all’associazione Cinema Arte Cultura Spoleto, sempre nel terreno lungo la statale Flaminia.  In realtà a creare qualche dubbio era stato il fatto che sugli annunci pubblicitari veniva fatta un po’ di confusione sulla location, indicando “via Flaminia 24” e la vicinanza all’antico ponte romano, creando confusione tra i cittadini e gli operatori commerciali. Alla fine il festival, però, non si è fatto, con i “truck” che sono arrivati e poi se ne sono andati dopo aver constatato la forma privata dell’iniziativa ed aver capito che correvano il rischio di multe salate. Ed è stato a quel punto che l’organizzatore su Facebook ha iniziato ad inveire contro l’amministrazione comunale: “Ci hanno boicottato – è stata la critica dell’organizzatore – abbiamo lottato fine alla fine, ci hanno mandato tutte le autorità possibili immaginabili”. Sui social, però, sono iniziate a fioccare le critiche proprio contro lo stesso Molendi, da parte di alcuni cittadini, ma anche di alcuni operatori che con il loro truck sono arrivati a Spoleto per poi andarsene.


L’idea della Confesercenti e l’accordo per evitare due eventi

Cosa è successo quindi? Perché l’evento non si è fatto? Tuttoggi.info ha cercato di ricostruire tutto, visionando anche alcuni documenti del signor Molendi, folignate che da 6 anni ha aperto due negozi in città. In realtà ad avere l’idea di organizzare un evento di street food a Spoleto erano stati due diversi organismi. A giugno, infatti, agli uffici competenti del Comune era stata presentata domanda dalla Nuova Confesercenti, presieduta da Mauro Storri, che aveva chiesto di organizzare la manifestazione al Giro della Rocca per il 4, 5 e 6 agosto. Tempo qualche giorno, però, ed in città è iniziata a circolare la pubblicità di un’altra iniziativa identica, per il ponte di Ferragosto, organizzata (si è scoperto successivamente, da Molendi). Dal Comune è quindi arrivata la richiesta di una possibile collaborazione, evitando così di organizzare due eventi uguali a pochi giorni di distanza. “Molendi ci ha proposto di organizzare l’evento insieme, ma abbiamo pensato a quel punto di fare un passo indietro e rinunciare alla nostra iniziativa” ci spiega Mauro Storri. Tra l’associazione Cinema Arte Cultura e gli esercenti quindi, viene fatto un accordo che prevede la rinuncia all’evento nel Giro della Rocca; nella scrittura privata vengono stabilite anche altre cose, tra cui la pubblicizzazione, da parte dell’associazione di Molendi, del logo della Confesercenti. Logo che però non sembra in realtà sia stato apposto da nessuna parte. “Il ruolo ufficiale della Confesercenti finisce lì” dichiara lapidario Storri. Anche se il presidente dell’associazione di commercianti spiega di aver più volte sconsigliato a Patrizio Molendi  il posto da lui scelto, un terreno privato nei pressi di via Strada romana, allo svincolo sud. L’accordo tra le parti, comunque, nonostante il luogo non condiviso da Confesercenti, è rimasto.


Il luogo ‘sbagliato’ e la circolare Gabrielli sulla sicurezza

Mi piaceva quel luogo, la mia idea era di fare un evento di street food all’americana, leggermente fuori dalla città, con giochi di strada, animazioni, musica… Poco tempo prima ci avevano fatto un evento motociclistico e non c’erano stati problemi” ci spiega Patrizio Molendi. Da fine maggio, quando si è tenuto il campionato mondiale di enduro, però, sono cambiate le norme a livello nazionale sulla sicurezza. Dopo i fatti di Torino, in cui è morta una donna per un falso allarme bomba, è stata infatti emanata la cosiddetta circolare Gabrielli che ha portato a controlli più stringenti e disposizioni più severe nell’organizzazione di eventi, da quelli più piccoli a quelli più grandi, tanto che diverse manifestazioni in tutta Italia (e l’Umbria non ne è stata esente) sono state annullate. “Avevamo risolto tutto sul piano sicurezza, siamo stati quattro volte dalla polizia” dice l’organizzatore, mostrando alcuni documenti (“presentati al Comune quasi un mese prima” sostiene lui). E tutto sarebbe stato ok, spiega anche sul fronte del personale per la sicurezza e delle ambulanze necessarie sul posto.

Così, però, non deve essere stato se dalla commissione per il pubblico spettacolo l’ok non è arrivato. Anzi dalla presentazione della documentazione “è stata una catastrofe“. Si è arrivati infatti ad inizio agosto, ad un paio di settimane dall’evento, che sono emerse diverse criticità. Nonostante il piano di sicurezza redatto da un tecnico privato – che non è chiaro quando sia stato depositato in Comune -, l’accesso sia pedonale che dei truck non era a norma. E poi c’erano problemi per i parcheggi, con il rischio di una sosta selvaggia (e pericolosa) lungo la Flaminia. “Ero pronto anche a fare domanda per rinnovare il passo carrabile scaduto sul terreno privato” evidenzia Molendi, secondo il quale tutti questi problemi non c’erano e che la fa facile.

Per cercare di salvare la manifestazione, l’organizzatore, secondo quanto racconta lui stesso, incontra il comandante della polizia municipale ed un funzionario della questura. “Era il 2 agosto“. Appare evidente che in quel terreno il festival di street food non si sarebbe mai potuto organizzare con le nuove norme sulla sicurezza. Ed in quell’incontro arriva la proposta: “Coccetta mi ha suggerito di presentare subito domanda per modificare il luogo e farlo al Giro della Rocca”. Il giorno successivo, 3 agosto, quindi, l’associazione Cinema Arte Cultura Spoleto protocolla in Comune una lettera di “aggiornamento dell’evento”, con una mappa provvisoria e la comunicazione che “entro martedì (8 agosto, a 4 giorni dall’inizio dell’evento, ndr) il perito Pioli responsabile tecnico vi produrrà tutto il progetto modificato a norma di legge”. In realtà in quei giorni il Giro della Rocca era ancora chiuso a causa del maltempo che aveva provocato la caduta di alcuni massi. “Tutti sapevano della chiusura e nessuno me lo ha detto” lamenta Molendi. Che a quel punto scarta l’idea del Giro della Rocca e non presenta più alcuna documentazione. Si arriva alla settimana in cui si sarebbe dovuto tenere lo street food: “Lunedì 7 agosto ho telefonato a Mauro Storri raccontandogli la situazione, da quel giorno ho cercato aiuto dall’amministrazione comunale per cercare di salvare l’evento, ma non sono riuscito ad avere appuntamenti con nessuno. Ho incontrato il sindaco in piazza del Mercato e l’unica cosa che mi ha detto è stata che i ristoratori di Spoleto ce l’avevano con me per questa manifestazione. Volevo che qualcuno mi aiutasse a trovare qualunque altro luogo per fare l’evento, ma da lunedì non sono riuscito ad avere più dialogo con nessuno. A quel punto ho deciso di farlo comunque, privatamente. Ho stampato 5mila tessere e ho informato gli operatori del fatto. Sabato mattina sono arrivati i 24 truck nell’area e  dall’esterno – visto che era un terreno privato – sono arrivati anche polizia e municipale. Gli operatori sono saliti a parlare con loro, chiedendo chiarimenti, è stato loro paventato il rischio di multe e così non se la sono sentita di dar vita alla manifestazione ugualmente e se ne sono andati”. Insomma, alla fine nessuno ha vietato nulla, ma sono stati gli stessi esercenti a decidere di non fare più l’evento, con una rimessa economica o per lo meno un mancato guadagno per tutti. “Il problema – denuncia Molendi – è che non c’è stato dialogo con l’amministrazione comunale, si poteva trovare un altro posto, il mio tecnico era pronto a fare una relazione. Non avremmo tolto clientela a ristoranti, la pubblicità su cui ho investito molto avrebbe portato gente in città”.


Il Comune fa chiarezza e smentisce sulla mancata collaborazione

A smentire alcune dichiarazioni di Molendi, però, è il Comune di Spoleto, che questa mattina è intervenuto con una nota che fa ulteriore chiarezza rispetto ai documenti visionati. In particolare a replicare è l’assessore Antonio Cappelletti: “I ripetuti attacchi nei confronti dell’amministrazione comunale da parte dell’organizzatore della manifestazione denominata “Street Food Spoleto International” impongono di ripristinare un minimo di verità dei fatti”.

Innanzitutto occorre smentire che l’associazione Cinema Arte Cultura di Spoleto, soggetto organizzatore dell’evento, abbia interessato il Comune di Spoleto già tre mesi fa: la verità è che l’organizzazione ha affrontato il problema dei permessi con la più totale approssimazioneIn data 26.06.2017 veniva depositata una  “dichiarazione” di quattro righe dove l’associazione Cinema Arte Cultura di Spoleto riteneva di comunicare semplicemente che si sarebbe svolto un non meglio specificato “evento mostra” in un’area privata posta sulla Flaminia. Considerato che quella dichiarazione non poteva avere nessun valore procedimentale per il Comune, ne è stata comunicata l’irricevibilitàSolo in data 12.07.2017 è stata quindi presentata una domanda di autorizzazione per una “manifestazione di intrattenimento e gastronomia”, anche in questo caso sprovvista tuttavia dei necessari documenti, tanto che gli uffici sono stati anche costretti a fissare e comunicare all’organizzatore un termine per l’integrazione documentale. I documenti sono stati presentati in data 25.07.2017 in maniera del tutto incompleta; l’unica specifica in più fornita dall’organizzatore ha riguardato la tipologia della manifestazione definita, in questo ultimo caso, “mostra mercato gastronomica”. Considerato che mancavano proprio i documenti relativi alle autorizzazioni di soggetti diversi dal Comune, primo tra tutti quella dell’ANAS, dato l’ufficio ha deciso, secondo la procedura, di comunicare un preavviso di diniego già alla fine di luglio

E qui si innesta un’altra anomalia del comportamento del rappresentante dell’organizzatore, che si è addirittura rifiutato di ricevere l’atto sino al 03.08.2017, data nella quale veniva presentata una nuova domanda per realizzare l’evento al giro della Rocca. Nella domanda si annunciava che i documenti relativi sarebbero stati presentati entro il 09.08.2017. A questa è dovuta seguire una nuova dichiarazione di irricevibilità dovuta, tra l’altro, all’impossibilità di lavorare una nuova richiesta (ammesso che fosse stata completata, cosa che non è avvenuta) in appena due giorni. Il Comune poi, resosi conto che l’organizzatore continuava nonostante tutto a pubblicizzare l’evento, si è anche preoccupato di comunicare a mezzo stampa l’assenza delle autorizzazioni necessarie.

Questa la breve cronistoria degli eventi per i quali occorre anche tener conto che lo scrupolo del Comune, oltre ad essere dettato da specifiche disposizioni di legge, era anche dovuto alla particolare delicatezza del sito ove si voleva organizzare la mostra mercato (lungo la SS. Flaminia). A ciò è comunque seguita la volontà  dell’organizzatore di voler realizzare ugualmente l’evento nel campo posto a lato dell’ingresso sud di Spoleto. Solo l’abnegazione e l’impegno personale del commissario di Spoleto Claudio Giugliano e del comandante della Polizia Municipale Massimo Coccetta, che ringraziamo pubblicamente, hanno consentito, nella prima mattinata del giorno fissato per l’inizio della mostra mercato, di evitare agli espositori, che non erano stati avvertiti dei problemi, le sanzioni  che sarebbero inevitabilmente conseguite nel voler continuare a forzare la situazione, così come intendeva fare l’organizzatore. L’Ente ha quindi fatto anche più di quello che era nei suoi obblighi per sopperire alle evidenti mancanze dell’organizzatore dell’evento, che ha sempre sostanzialmente manifestato disinteresse ad aderire ad un minimo principio di diligenza nell’assolvere il suo compito. Ci auguriamo infine che, a fronte della chiara storia della vicenda, cessino le gratuite offese rivolte verso l’amministrazione comunale che non ha alcuna intenzione di subire attacchi gratuiti da chi ha sin qui dimostrato, almeno per ciò che attiene i rapporti con il Comune, la più totale inadeguatezza a svolgere il ruolo che aveva ritenuto di assegnarsi”.

 

Gli operatori: il Comune ci aiuti ad organizzare un evento

Che nell’organizzazione sono state molte le falle, lo hanno evidenziato anche alcuni operatori economici arrivati da ogni parte d’Italia.  “Sapeva che c’erano  problemi e ha detto che le cose erano a posto! Per me è mancato il coraggio e l’onestà di dire ai commercianti di non venire più perché c’erano dei problemi, non ci si improvvisa organizzatori!” ha scritto uno dei partecipanti sulla pagina Facebook dell’evento. Mentre un’altra ha raccontato: “Eravamo circa 20 espositori provenienti da gran parte dell’Italia pieni di speranza di fare un buon lavoro per noi e per la città di Spoleto dovevano essere 4 giorni di festa e divertimento (ma si è rivelato un incubo). Noi espositori – mi permetto di parlare al plurale perché penso che anche i miei colleghi sono d’accordo – abbiamo fatto delle spese non indifferenti per fare questa manifestazione e alla fine ci siamo trovati con un pugno di mosche. Noi non possiamo dire nulla al Comune di Spoleto perché non siamo noi espositori ad avere i contatti, ma l’organizzatore, è lui che si deve occupare della logistica, noi paghiamo. Ora dico di chi è la colpa? Se i documenti erano a posto perché non sono state sbattuti in faccia a chi di dovere? Io non ho visto uno straccio di documenti ieri che mi potevano dimostrare qualcosa. PS da parte mia e dei mie colleghi mi sento il dovere di ringraziare vivamente per la disponibilità dateci dal commissario di Polizia e i suoi agenti, al Comandante dei vigili ai vigili urbani presenti e agli operatori dell’Anas per la loro disponibilità e gentilezza e cortesia. Faccio un appello al Sindaco e alla Giunta di Spoleto città bellissima di aiutarci a organizzare un evento Street food che coinvolga tutta la città di Spoleto”.

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