Stagione di Prosa, "Romeo e Giulietta" in scena al Teatro Nuovo sabato 7 gennaio - Tuttoggi

Stagione di Prosa, “Romeo e Giulietta” in scena al Teatro Nuovo sabato 7 gennaio

Redazione

Stagione di Prosa, “Romeo e Giulietta” in scena al Teatro Nuovo sabato 7 gennaio

Mer, 04/01/2012 - 09:30

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Tornano gli spettacoli della Stagione di Prosa 2011/2012. Sabato 7 gennaio alle ore 21 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, è in programma “Romeo e Giulietta”, balletto in due atti tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare con i ballerini Giulia Paris e Martin Zanotti, coreografia di Giorgio Madia e musica di Ilic Ciaikovskij.

Note drammaturgiche
La messa in scena di un classico pone sempre l’autore (il regista, coreografo, sceneggiatore) nell’arduo dilemma se riproporre il soggetto seguendo fedelmente l’originale o se reinterpretarlo. Nel primo caso egli asseconda l’aspettativa del vasto pubblico ma rischia l’appiattimento della mera esposizione; nel secondo può azzardare una forma critica, offrendo la sua personale interpretazione che rischia di deludere il pubblico interessato ad una scontata storia originale ma non ad una opinione su di essa. Nella creazione degli spettacoli ho sempre dato spazio alla mia fantasia sottraendomi a formule teatrali definite. Tuttavia in Romeo e Giulietta mi affascinava l’opera originale: testo e rappresentazione scenica. Ho cercato quindi una terza via. Il linguaggio della danza, come diceva Béjart, non deve esprimere concetti molto complicati ma solo i più semplici: vita, morte, guerra, amore, tristezza e gioia. Il dramma di Romeo e Giulietta, come nell’immaginario collettivo, è per me l’archetipo, l’icona, dell’amore perfetto anche se (o proprio perché) in contrasto con la società e con il mondo. Quindi la chiave della mia interpretazione ha richiesto, seppur nel tradizione del testo, la ricomposizione temporale degli eventi: una storia che parte dal culmine del dramma e si snoda con lo scopo di enfatizzare l’icona. I contrasti di vita e morte, amore e guerra, giorno e notte, sono evocati dai colori bianco e nero in uno scenario che, secondo la semplicità del teatro elisabettiano e shakespeariano, rinuncia a pesanti strutture scenografiche e si avvale di pochi attori interpreti nei diversi ruoli.

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