Terni

Stadio-clinica | La doppia lettura tra sanità, calcio e politica

Stadio-clinica, dopo il “no” del Tar arriva il “ni” della Regione, che quel giudizio del tribunale amministrativo lo aveva attivato.

“Dopo la decisione del Tar (Tribunale amministrativo regionale) che ha accolto il ricorso della Regione annullando la determina dirigenziale del Comune di Terni risalente a luglio scorso, il presupposto per la realizzazione dell’intervento è il suo inserimento nel binario di legittimità, tracciato dallo stesso pronunciamento” si legge in un comunicato di Palazzo Donini, che informa sul “primo scambio di note tra i dirigenti del Comune di Terni e della Regione Umbria”.

Un comunicato che si presta ad una “doppia lettura”, come evidenzia Tag24 Umbria, rivelatore del pensiero bandecchiano.

Perché in effetti, da una parte la Regione rivendica la corretta del proprio operato “il mancato avvio dell’iter, nonché della perdita di tempo che ha portato alle disastrose conseguenze attuali, è solo ed esclusivamente da attribuirsi alla volontà ostinata di proseguire sulla strada sbagliata”, ma apre, in sede di redazione del nuovo Piano sanitario, ad un “riequilibrio dei posti accreditati alle cliniche private esteso all’intero territorio regionale”.

Per le persone vicine a Bandecchi si tratta di un’apertura per salvare il progetto, con il suo tesoretto che rende appetibile anche l’acquisto (con il suo salvataggio) della Ternana.

Per la Regione, la corretta procedura deve seguire questo iter: realizzazione della clinica, richiesta di accreditamento e solo dopo il convenzionamento.

Quindi, ragionano dalle parti di Palazzo Spada, la clinica si può costruire. Dell’accreditamento, se ne discuterà più avanti, se il centrosinistra (sensibile al tema della sanità privata) troverà una quadra. Già il rilascio del permesso a costruire rende appetibile l’acquisto del ramo sportivo, con i diritti della società Stadium che potrebbero essere messi all’asta

Dal centrodestra, l’attacco del consigliere ed ex assessore regionale Enrico Melasecche, che nel comunicato della Giunta regionale vede la conferma di quanto da lui detto da tempo: “ll ricorso
al Tar dell’Umbria presentato dalla Regione nell’ottobre 2025 aveva come obiettivo reale quello di separare, e dunque di affossare, il legame funzionale tra la realizzazione del nuovo stadio e quella della
clinica privata”.

Tutto questo nel giorno in cui i curatori fallimentari hanno incontrato i dipendenti ed i tesserati della Ternana Calcio.