Spoleto58, in attesa di “Così fan tutte” Cardarelli e Ferrara incontrano la stampa

Spoleto58, in attesa di “Così fan tutte” Cardarelli e Ferrara incontrano la stampa

Indiscrezioni sull’opera di domani | Concerto Finale sold out | Sindaco su Pagnotta UJ “Lotto contro i carboidrati”

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Con la prima conferenza stampa ufficiale alla vigilia dell’attesa prima di Così fan Tutte di W.A. Mozart, si apre il 58° Festival dei 2Mondi di Spoleto. Il Direttore Artistico, Giorgio Ferrara e il Sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli si ritrovano a Palazzo Arroni per raccontare alla stampa il clima della vigilia della nuova edizione, i primi dati, ed anche le prime indiscrezioni sull’attesa opera mozartiana, che segna il ritorno a Spoleto della grande tradizione operistica europea dopo una lunga pausa dedicata a indirizzi musicali diversi.
Giorgio Ferrara esordisce annunciando che ogni inizio di settimana, dei tre weekend in programma, ci sarà un incontro con la stampa per fare il punto della situazione sul fine settimana successivo e magari annunciare ulteriori novità o aggiornamenti del programma. Presente in conferenza anche Maurizio Muraro, Don Alfonso nel Così fan Tutte.
Nel riepilogo delle cose da vedere nel weekend di apertura Ferrara cita lo spettacolo al Teatro Romano di Sara Baras, Suite Flamenca, e lo spettacolo Hotel Europe di Bernard Henry Lèvi, che Ferrara ricorda di aver convinto personalmente a recitare in prima persona a Spoleto, seppure per una sola ed unica data, pur essendo lui l’autore del testo.
Ferrara invita tutti inoltre agli incontri in programma con Paolo Mieli, ideati da Maria Carolina Terzi, Maddalena Maggi e Paolo Giaccio e promossi dalla società Hdrà di Mauro Luchetti e Giovanni Parapini e scherza sulla pronuncia del nome del gruppo, raccontando di aver capito solo da poco l’esatta dizione (accadrà ndr.).
Vista anche la presenza del basso Maurizio Muraro c’è tempo e voglia di parlare anche dell’argomento clou di questo Festival, ovvero la messa in scena di Così fan tutte. Sulle prime Ferrara recita un po’ la parte del “ritroso”, ma è chiaro che c’è la voglia di lasciarsi andare per stemperare la comprensibile tensione prima del debutto.

“Questa è un opera geometrica, Mozart è pura matematica– afferma con decisione Ferrara- e chi mi conosce e ha visto i miei lavori precedenti, sa che privilegio la musica ed il canto. Detesto le trasposizioni d’epoca. Ho visto Così fan tutte cantato in un Bar dove tutti erano ubriachi, forse ne hanno fatto uno anche in ufficio postale. Non amo nemmeno le figurine polverose del settecento ed ho chiesto a Dante Ferretti ( lo scenografo premio Oscar ndr.), di creare un ambiente astratto, con luci analoghe ma lasciando i costumi ( di Francesca Lo Schiavo) nel rigore settecentesco tranne il costume di Don Alfonso che è un perfetto Frac. Ci sono un po’ di commistioni insomma ma grande rispetto per l’autore ed il librettista”
“La nostra messa in scena è in controtendenza– conclude Ferrara- preferisco un certo rigore che fare come oggi va di moda, far cantare La Traviata sul cesso”.
Maurizio Muraro, conferma l’operazione “per sottrazione” compiuta da Ferrara alla regia. “Questi tagli lineari, obliqui o paralleli, geometrici, consentono di superare il gap tra la buca dell’orchestra e ciò che accade in palcoscenico con il canto ed il testo, evitando che le tradizionali gag ed azioni scontate previste dal testo attirino l’attenzione più che sulla musica e il canto. Io stesso mi sono rimesso in discussione pur avendo eseguito molte edizioni importanti del Così fan tutte.”
Giorgio Ferrara comunica poi che il Teatro Caio Melisso è stato definitivamente recuperato e restaurato ed è pronto proprio per lo spettacolo di Henri Lèvy. Il ringraziamento del direttore artistico va a Carla Fendi e alla sua Fondazione e al sindaco Cardarelli, “che è un decisionista ed è sempre disponibile e presente e tiene sempre il cellulare acceso, e risponde anche. Non so come fa, ma risponde…”, scherza Ferrara piuttosto soddisfatto di come stanno andando le cose anche al botteghino. “Grazie alla collaborazione con il sindaco con il quale mi confronto, vi dico che l’idea di abbattere il prezzo del concerto in Piazza Duomo ha consentito di avere il Concerto Finale già completamente esaurito, non c’è più un posto disponibile.”
Il sindaco Cardarelli ringrazia invece la Fondazione Carla Fendi per la spinta propulsiva data per risolvere il problema Caio Melisso, “noi per parte nostra ci abbiamo messo la spinta negli uffici competenti per superare i blocchi burocratici. Faccio anche un appello ai nostri parlamentari perchè si faccia presto e bene una legge sui teatri storici perchè con le pastoie burocratiche e normative che ci sono ora, una per tutte quella antincendio, rischiamo di farli diventare tutti anonimi contenitori che perdono le loro caratteristiche. Si possono usare le attenzioni per la sicurezza ma anche osservando come si fa all’estero ad esempio dove mi sembra che ci sia la stessa attenzione ma con limiti decisamente meno stringenti.”
“Sulla politica dei prezzi – prosegue Cardarelli- abbiamo avuto ragione. Un sindaco non può ricevere e consigliare le famiglie che sono in crisi di giorno e poi la sera andare ad uno spettacolo come presidente della Fondazione Festival dove un biglietto costa 250 euro”.
Giorgio Ferrara ricorda anche come sia stato accolto anche l’appello che lanciò Riccardo Muti, chiedendo che tutte le manifestazioni che godevano di contributi pubblici potessero far suonare quanti più giovani possibili. Non è un caso che l’Orchestra di Così fan tutte è proprio quella intitolata a Luigi Cherubini di cui Muti è mentore e fondatore. Citazione anche per le collaborazioni particolari che il Festival sta creando, come quella con il Beiteddine Art Festival, nato subito dopo la guerra civile Libanese del 1985 per opera della famiglia Jumblatt e oggi diretto da Nora Jumblatt moglie di Walid, celebre capo della fazione dei Drusi Libanesi. Lo spettacolo proposto a Spoleto58 sarà un concerto di musica Sufi (i mistici dell’Islam ndr.) eseguito dalla cantante marocchina Karima Skalli e l’Asil Emsemble, dal titolo Burdah.
Al momento non ci sono conferme sulla presenza del Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini al Festival, “anche se mi ha assicurato che sarà presente a Spoleto comunque”, chiosa Ferrara.

C’è tempo anche per un siparietto tra sindaco e direttore artistico sulle recenti dichiarazioni del Patron di Umbria Jazz, Carlo Pagnotta, che commentando un intervento di Ferrara sulla necessità di riconsiderare gli aiuti regionali alle manifestazioni umbre dopo il sostegno assegnato ad UJ dal Mibac, aveva parlato del Festival di Spoleto e della sua organizzazione come di una “consorteria romana”.

Ferrara, da buon esperto di teatro gira la domanda sulle reazioni ad una simile dichiarazioni al sindaco Cardarelli, “lascio la parola all’autorità”. E il sindaco da ex-pallavolista prende al volo e schiaccia, “In effetti parlare di Pagnotta nel mio caso lo troverei improprio, vista la battaglia che sto conducendo contro i carboidrati”. Insomma nessuna replica polemica, visti anche i più che buoni rapporti di Cardarelli e Ferrara con la neo-riconfermata Governatrice, Catiuscia Marini. Polemica 0-Festival 1 e palla al centro.
Nella vita a volte occorre anche una buona dose di simpatia e di comprensione umana, ma il Patron di UJ, a cui vanno comunque grandi meriti, sembra sempre essere in guerra con qualcuno per la sopravvivenza.

Ma domani è il giorno della prima. Godiamoci il clima di attesa.

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info

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