Spoleto57, applausi scroscianti per Isabelle Huppert. Out foto e tv

Spoleto57, applausi scroscianti per Isabelle Huppert. Out foto e tv

In scena, “Juliette et Justine, le vice et la vertu” del Marchese De Sade/Reading letterari: vizio, virtù o perversione?

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(Carlo Vantaggioli)– E’ andato in scena ieri sera in un Teatro Romano gremito, spettacolo unico in esclusiva nazionale, “Juliette et Justine, le vice et la vertu” del Marchese De Sade, letto ed interpretato da Isabelle Huppert su testi scelti da Raphael Enthoven.
Non ce ne voglia nessuno, ma iniziamo a dubitare che passare un’ora circa al Teatro Romano, sferzati dal calo termico dopo il tramonto, mentre un magnifico attore, qualunque esso sia, legge un testo, qualunque esso sia, in una scena di immobilità imbarazzante, dove non si sa più nemmeno che guardare dopo i primi 5 minuti, possa diventare un vizio piuttosto che una virtù. Anzi, passateci l’ardire, una vera perversione.
Appello a Giorgio Ferrara- M°Ferrara, Direttore artistico del Festival dei 2Mondi, facciamocene una ragione, ma il reading letterario ad opera di artisti di grido, magari con sottotitoli visibili solo ai fortunati della gradinata centrale del Teatro Romano (i laterali erano impallati dalle torri della dazione luci), e che puntualmente da tempo viene proposto nel programma del Festival, ha la tendenza a trasformarsi da capolavoro di scena a ciò che più prosaicamente il Rag. Fantozzi Ugo pensava della Corazzata Potemkin.
Isabelle Huppert è un’ attrice bravissima, ed anche molto bella, ha una presenza che da sola emana fascino e non diminuisce di un millimetro con il passare del tempo, una vera “star” internazionale che da sola vale il prezzo del biglietto. Ma scaraventata in un contesto all’aperto con un leggio, una poltrona (che userà per 2 minuti soltanto) ed un tristissimo bicchiere d’acqua, fa venire una stretta al cuore.
Il testo, “Juliette et Justine, le vice et la vertu” del Marchese De Sade e che il libretto di sala definisce “di un francese maestoso”, è indubbiamente attraente con la sua “distopia dove l’omicidio, la violenza sessuale, l’antropofagia sono elogiate purché consentano ai potenti di gioire senza impedimento”. Ma la tortura dei sottotitoli spezza il pathos di cui è pieno lo scritto sadiano. E allora delle due l’una, o si ha una perfetta conoscenza del francese, si chiudono gli occhi e si gusta pienamente la lettura interpretativa della Huppert o diversamente ci si prepara a massicce dosi di collirio, visto il roteare vorticoso degli occhi tra lettura dei sottotitoli e osservazione della mimica dell’attrice francese nel tentativo di cogliere sfumature che dalla lingua originale non si è in grado di percepire.
In questo, e qui ovviamente non ci riferiamo alle scelte di programmazione, non aiuta nemmeno la messa in scena dello spettacolo che in sè ha come unico movimento scenico due occhi di bue che illuminano l’attrice con colorazioni diverse a seconda che parli Justine o Juliette. Sconsolante.
La Polemica- Se poi a tutto ciò aggiungiamo la feroce polemica che si è scatenata sin dall’apertura dei cancelli sul fatto che fotografi e televisioni, giunte in massa ad immortalare l’unica presenza italiana dell’attrice francese, sono stati tutti fatti allontanare per un divieto assoluto di riprodurre immagini e di cui non si sapeva nulla, la questione assume dimensioni che vanno ben oltre la fantozziana Corazzata Potemkin.
Continua a perpetrarsi nel tempo questo scandaloso vizietto per cui alla stampa accreditata è vietato descrivere per immagini ciò che almeno 20 spettatori maleducati con tanto di flash (accaduto ieri sera ovviamente), e molti altri con smartphone hanno ripreso e velocemente postato su Facebook. Che si tratti di un esperimento alla De Sade anche questo? Che sia stata la vera messa in scena a compendio della prova della Huppert?
Alla fine gli applausi e tre chiamate alla ribalta hanno fatto strame del giornalista infreddolito qui scrivente. Peccato che non ci siano foto o immagine a darne testimonianza. Il lettore ci creda sulla fiducia. Una cosa è certa non c’erano molti madre lingua francesi presenti e all’uscita molti hanno parlato di “mattonata pazzesca”.

Assente giustificato il Rag. Fantozzi Ugo.

Riproduzione riservata

(foto repertorio)

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