Spoleto, si tagliano 8 pini al Flaminio | Scatta l'esposto a Procura e Mibact - Tuttoggi

Spoleto, si tagliano 8 pini al Flaminio | Scatta l’esposto a Procura e Mibact

Redazione

Spoleto, si tagliano 8 pini al Flaminio | Scatta l’esposto a Procura e Mibact

L'amministrazione comunale: "Centro sportivo a rischio omologazione da parte della Figc" | Bernardino Ragni: "Non necessario, relazione del 2011 ne 'condannava' solo 1"
Mar, 20/09/2016 - 18:46

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Spoleto, si tagliano 8 pini al Flaminio | Scatta l’esposto a Procura e Mibact

Le radici degli alberi mettono a rischio la funzionalità del Centro sportivo Flaminio. Il campo da calcio, infatti, rischia di non essere omologato da parte della Figc per colpa delle radici dei pini, che danneggiano appunto il manto di gioco. A rivelare la situazione di via delle Crocerossine, la cosiddetta “strada chiusa”, è l’amministrazione comunale. E per questo motivo la Giunta comunale ha autorizzato il taglio di 8 pini, anche a seguito della relazione tecnica predisposta dall’ufficio ambiente dell’Ente. “Una decisione resa necessaria dall’impossibilità di provvedere diversamente alla soluzione del problema” evidenzia una nota del Comune di Spoleto.

Decisione inevitabile – In un primo momento infatti, per permettere il normale utilizzo del campo in sintetico era stato ipotizzato unicamente il taglio delle radici delle otto alberature, intervento che, come espressamente indicato nella relazione tecnica, avrebbe predisposto gli alberi con altezze superiori ai 15 metri “a deperimenti e cedimenti non prevedibili e controllabili mettendo a rischio l’incolumità delle persone che utilizzano il campo sportivo o transitano nell’area”. Da qui la decisione della Giunta che ne ha autorizzato il taglio, sia per salvaguardare la pubblica incolumità, sia per confermare l’utilità pubblica del “Centro Sportivo Flaminio” (il Comune di Spoleto paga un mutuo di 68.000 euro l’anno che terminerà nel 2021), area in cui si allenano e giocano settimanalmente i propri campionati più di 200 bambini e quattro squadre di calcio della città e dove il sabato e la domenica da ottobre a giugno genitori, accompagnatori, appassionati e amici si recano abitualmente per seguire insieme le partite. Il costo relativo all’abbattimento dei pini e alla esportazione delle radici sarà in totale di 6.000 euro.

La reazione dell’esperto – La decisione della Giunta sta già creando però polemiche. A sostenere l’inutilità di tali tagli è infatti l’esperto Bernardino Ragni, biologo dell’ambiente. “Il costosissimo incarico affidato dall’amministrazione comunale qualche anno or sono allo studio Paganini di Viterbo – ricorda Ragni – che ha prodotto la Relazione fitosanitaria e dendrostatica sugli alberi di Spoleto (2011) si distingue per la ‘mano pesante’ anzi pesantissima riguardo la sorte del patrimonio arboreo cittadino, propendendo più per la ‘eutanasia’ che per la cura nei confronti di un vecchio o anziano malato. Ciò nonostante dei 47 pini monumentali censiti in via delle Crocerossine (numeri d’inventario 359-406) solo uno, il 363, è stato ‘condannato’ all’abbattimento (sentenza prontamente eseguita dai solerti uffici comunali) mentre per gli altri 46 sono prescritti interventi nulli, lievissimi, di medio impegno. Per nessuno di loro la costosa consulenza esterna sentenzia l’abbattimento. Purtuttavia diversi degli alberi monumentali ‘graziati’ dallo studio Paganini sono stati comunque abbattuti. Ed ora, anche in barba al parere tecnico del severo consulente, il Comune di Spoleto intende depauperare il bellissimo complesso di ben 8-10 altri alberi. Il paradosso ulteriore sta nel fatto che i contribuenti hanno dapprima sborsato per la consulenza ‘assolutoria’ eppoi sborsano ancora per l’esecuzione della ‘condanna’ al fine di vedersi sottrarre al patrimonio ambientale, storico e paesaggistico della città, un’altra sua componente”.

La lettera al sindaco – Ragni ha anche effettuato un sopralluogo nella zona nei giorni scorsi, inviando poi una lettera al sindaco Cardarelli con l’esito. “Il segmento stradale in argomento è fiancheggiato su entrambi i lati da un filare di pini domestici o da pinoli (Pinus pinea) di età intorno 85 anni e di altezza totale intorno 19 metri. Sul lato Est vegetano 23 alberi, su quello Ovest 20; qualche esemplare di roverella (Quercus pubescentis) si alterna alle grandi conifere. Sul lato Est risultano abbattuti almeno 5 esemplari, su quello Ovest almeno 10. Tutti gli alberi si mostrano in buone o eccellenti condizioni vegetative e statiche, nonostante che la maggioranza di essi sia stata oggetto di pregresse potature condotte senza la minima competenza e sensibilità. Non si rileva alcuna deformazione del piano rotabile o di calpestio, sia sul lato della strada Flaminia, sia sul lato del campo di calcio sintetico. Si rilevano modeste alterazioni delle strutture cementizie componenti gli spalti, in prossimità dei fusti arborei che risultano malamente imprigionati dalle stesse; nessuna di tali modeste alterazioni può rappresentare qualsivoglia forma di rischio per gli utenti delle strutture. Nell’insieme questo segmento di antica strada rotabile, attualmente in abbandono e obliterato, rappresenta un sito di grande valore storico-identitario per la Città di Spoleto, che dovrebbe essere valorizzato dal punto di vista culturale, ambientale, ricreativo e sportivo. Non secondaria è l’importanza economica dei grandi alberi come produttori dei pregiatissimi pinoli, “frutti secchi” richiestissimi dal mercato alimentare-dolciario; a tale proposito si richiama l’attenzione sul fatto che, in passato, l’associazione di centinaia di chilometri delle strade italiane, in particolare del Centro-Sud, con il pino domestico o da pinoli, aveva proprio il molteplice scopo paesaggistico, ecologico ed economico, sopra evocato. Si esclude assolutamente la necessità di qualsivoglia intervento di potatura o rimozione dei grandi alberi, da conservare scrupolosamente“.

Scatta l’esposto alle autorità competenti – Ribadendo quanto sostenuto, Bernardino Ragni ha inviato quindi questa sera un esposto, indirizzato alla dottoressa Marica Mercalli, Direttore Soprintendenza dell’Umbria, alla dottoressa Luisa Montevecchi, Segretario regionale MIBACT per l’Umbria, e al dottor Alessandro Giuseppe Cannevale, Procuratore capo di Spoleto. “Gentilissimi, – scrive Ragni – si sta verificando uno scempio ambientale da parte del Comune di Spoleto a danno di luoghi e strutture arboree vincolate di elevato pregio ambientale e paesaggistico. Prego le SSLL di intervenire, anche in sospensiva d’urgenza, al fine di evitare il compimento di quanto sopra citato. Si allega descrizione dettagliata dell’evento in oggetto redatta dallo scrivente quale esperto accademico di Biologia ambientale e residente nella Città di Spoleto“.  Nel documento si evidenzia che “il paradosso ulteriore sta nel fatto che i contribuenti hanno dapprima sborsato per la consulenza ‘assolutoria’ eppoi sborsano ancora per l’esecuzione della ‘condanna’ al fine di vedersi sottrarre al patrimonio ambientale, storico e paesaggistico della città, un’altra sua componente“. Secondo Ragni, infine, “esiste la certezza di una soluzione tecnica alternativa al suddetto scempio; non necessariamente più costosa ma è risaputo che competenza, sensibilità e ingegno non albergano in questo settore della burocrazia municipale. Eppoi: il Comune di Spoleto non ha titolo ad intervenire sulla strada in oggetto in quanto il processo di trasferimento formale, giuridicamente validante, della struttura viaria non è stato completato, quindi l’intervento dell’amministrazione spoletina è illegittimo“.

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