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Spoleto, nel piano di rientro anche ‘tassa di soggiorno’ e ‘Querceto’ / Si risparmierà con nuovi modelli gestionali

Redazione

Spoleto, nel piano di rientro anche ‘tassa di soggiorno’ e ‘Querceto’ / Si risparmierà con nuovi modelli gestionali

mercoledì, 04/12/2013 - 12:52

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Spoleto, nel piano di rientro anche ‘tassa di soggiorno’ e ‘Querceto’ / Si risparmierà con nuovi modelli gestionali

Jacopo Brugalossi

“Risparmiare” e “vendere”. Ecco le parole d’ordine dell’amministrazione comunale di Spoleto sul piano di rientro triennale del disavanzo, stimato in 9,1 milioni di euro divisi quasi a metà tra parte di spesa corrente e parte in conto capitale. Per quanto riguarda la prima si procederà con tagli e razionalizzazioni. Per la seconda, invece, l’obiettivo è di coprirla interamente con le alienazioni del patrimonio comunale. Vediamo.

Risparmio – Molte, moltissime le voci di spesa corrente su cui l’amministrazione conta di risparmiare. Una prima consistente sforbiciata verrà data ai contributi per i grandi eventi, che nel 2014 subiranno una riduzione di 105mila euro. Seguono a ruota i tagli sui costi della politica (-38mila euro), della telefonia (-30mila euro), dei contratti per pulizie e servizi di manutenzione (-75mila euro), dei costi dell’energia (-100mila euro grazie alla stipula di un contratto con un nuovo gestore), degli incarichi professionali (-56mila euro), del trasporto pubblico locale (-35mila euro), delle quote associative (-91mila euro) e dell’illuminazione pubblica (-17mila euro grazie ad una diversa ottimizzazione dell’orario di funzionamento). L’amministrazione conta poi di risparmiare 348mila euro nei tre anni razionalizzando le spese del personale con riduzioni delle posizioni apicali e dei costi accessori, e 75mila sugli asili nido grazie al nuovo modello gestionale che prevede l’affidamento ad un soggetto privato dei servizi del “Bruco” di San Giacomo.

Sport e cultura – Ancora più colpiti dalla scure delle razionalizzazioni risultano gli eventi culturali, a cui verranno sottratti 500mila euro, e gli impianti sportivi (-305mila euro), anche se il nuovo modello di gestione scelto per la piscina comunale, quello del project financing, prevede una riduzione fisiologica dei flussi finanziari da parte dell’ente nel biennio 2014-2015.

Tassa di soggiorno – Per risanare il “buco” in spesa corrente il Comune conta anche di aumentare le entrate. Stimate in 900mila euro (700 nel 2013 e 200 nel 2014) quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, mentre altri 221mila euro potrebbero arrivare grazie all’introduzione della tassa di soggiorno, misura di cui si era parlato già qualche mese fa e sulla quale gli albergatori e le associazioni di categoria avevano, per usare un eufemismo, storto il naso. L’aumento delle tariffe cimiteriali e della concessioni dei loculi dovrebbe portare nelle casse altri 45mila euro nei tre anni.

Il ruolo del “Querceto” – Ma la casella più consistente alla voce “entrate” è costituita dalla cifra che il Comune prevede di introitare in seguito alla realizzazione del centro commerciale “Il Querceto” in località Fabbreria: un introito in termini di legge 10/77 (Bucalossi) prevedibile in poco meno di 1,2 milioni di euro di oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, comprensivi dei costi di costruzione, pari al 5% del computo metrico. Mentre sulla quota prevista per il 2013 la cifra è certa e calcolata sull’effettivo volume da costruire (per € 585.000), per il restante intervento da svilupparsi nel 2014 le volumetrie sono state prudenzialmente calcolate al 60% della potenzialità del piano attuativo approvato.

Piano regolatore – In attesa di essere sbloccati, infine, ci sono 200mila euro di permessi a costruire relativi al solo 2013. Per poterli introitare il Comune è costretto ad attendere la pronuncia del Consiglio di Stato sulla validità del Piano Regolatore Generale, oggetto di alcune contestazioni finite nei mesi scorsi sui tavoli della giustizia amministrativa. Certo, qualora la pronuncia fosse negativa e l’intero impianto del PRG andasse annullato l'amministrazione avrebbe ben altri problemi da fronteggiare.

Alienazioni – Per risanare il disavanzo di bilancio in conto capitale l’amministrazione punta decisa su un massiccio piano triennale delle alienazioni. Sono ben trenta le voci iscritte nell’elenco delle proprietà da dismettere. Se il Comune dovesse riuscire ad azzerare la casella recupererebbe nel 2015 qualcosa come 11,2 milioni di euro. Una previsione forse troppo ottimistica, anche perché accanto ad immobili su cui effettivamente qualcuno avrebbe già messo gli occhi ce ne sono molti altri che resistono dai precedenti piani delle alienazioni, la cui vendita appare oggi, anche alla luce della grave crisi economica, piuttosto improbabile. Per il momento l’unico bene vicino alla dismissione è il compendio agrario di Giano dell’Umbria (4,4 milioni), per il quale sono già pervenute 6 manifestazioni di interesse. Le ulteriori alienazioni che dovranno completare il ripiano di questa parte di disavanzo, che ammontano a circa 400.000 euro, sono riferite a immobili e beni per i quali la probabilità di vendita è alta in quanto si sono già fatti avanti, anche se in via informale, soggetti interessati all’acquisto.

Gli immobili – Dell’elenco fanno parte, tra gli altri, la Colonia del Popolo di Monteluco (400mila euro), l’ex Mattatoio (1,5 milioni), il Fortilizio dei Mulini in prossimità del Ponte delle Torri (450mila euro), l’Eremo di Sant’Antonio a Monteluco (1 milione), il Tiro a Volo di Monteluco (140mila euro), l’ex Palazzo del Telefono (450mila euro), l’ex Nastroteca (600mila euro) e una porzione di Palazzo Martorelli-Orsini (240mila euro).

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