Lo spettacolo, quello che la Spoletina Trasporti non fa mancare in occasione del Concerto Finale del Festival dei 2 Mondi, è andato in scena ieri lungo le strade della città. Puntuale come un orologio svizzero.
Ore 18.45: in Piazza Garibaldi cominciano a ritrovarsi alcune signori con mogli e fidanzate. Una decina. Che siano diretti in Piazza Duomo lo si intusce dall’elegante abbigliamento, le vistose scollature e i gioieli tirati a lucido. Passano i minuti e il gruppetto comincia a prendere una certa consistenza. Ma di una navetta-bus neanche l’ombra.
Ore 19.05: l’ansia e lo scoramento cominciano a prendere il sopravvento fra gli aspiranti obliteratori dei ticket. Con gli occhi a controllar da una parte l’orologio e dall’altra a sbirciare fra gli archi di Porta Garibaldi nella speranza di intravedere un mezzo color arancio. Due ragazze tentano pure un autostop, ma la manovra non riesce. Ad attendere c’è anche il potente segretario generale del Comune, il dottor Ricciarelli, impassibile nel suo vestito da cerimonia. Chissà che avrà pensato nel vedere il servizio pubblico (la Ssit è al 50% di proprietà del Comune) e nell’ascoltare i commenti sarcastici dei malcapitati
Ore 19.10: un dipendente della Spoletina, in zona per verificare i parcheggi, fa una telefonata al quartier generale. “Qui c’è un bel pò di genete che aspetta….”. Ci vorrebbe un bus fantasma, come quello di Harry Potter. Incredibile ma vero, ecco arrivare Dotto, il trenino destinato a trasportare i turisti che vogliono vedere le bellezze cittadine. Non è che l’ultima spiaggia, se si vuol arrivare in tempo all’inizio del Concerto, da sempre fissato alle 19.30. Lo sanno anche le pietre a Spoleto, ma indubbiamente non alla Ssit.
Ore 19.16: a salvare l’immagine dell’azienda ci pensa l’autista di Dotto e i suoi due colleghi rimasti in Piazza. Il trenino parte, salvando in extremis una trentina di spettatori costretti a far a piedi, e di gran corsa, l’ultimo tratto che li separa dal botteghino.
Una brutta pagina per una città che vuol dimenticare le auto fuori dalla cinta urbica, che ha investito decine di milioni di euro sulla mobilità alternativa. Una figuraccia per lo stesso CdA sul quale, a quanto trapela, potrebbero a breve arrivare clamorose novità.
Eppure lo scorso anno a fare le spese di questa malaorganizzazione, di questa mancanza di rispetto nei confronti dell'evento principe della kermesse, era stato nientepopodimenoche lo stesso Presidente Giancarlo Tulipani, anche lui in Piazza Garibaldi ad attendere il bus fantasma. Non è servito a nulla.