A Spoleto celebrata la Giornata per la Vita

A Spoleto celebrata la Giornata per la Vita

Due i momenti significativi, Racconta la vita e la Messa per i nati nell’anno

share

L’archidiocesi di Spoleto-Norcia, così come altre Chiese diocesane, ha celebrato la Giornata per la Vita. Quest’anno il tema scelto, secondo le indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana, era “Donne e uomini per la vita”. L’evento è organizzato in collaborazione con il reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale “S. Matteo degli infermi” di Spoleto diretto dal dott. Fabrizio Damiani.

Il primo appuntamento è stato “Racconta la vita” venerdì 3 febbraio al “Teatro Nuovo G. C. Menotti” di Spoleto. Il pomeriggio, moderato da Virginia Piccolillo giornalista del Corriere della Sera, è stato caratterizzato da alcune testimonianze sulle gioie e sulle difficoltà della vita e un concerto della Cappella Musicale Pontificia Sistina. «Siamo qui – ha detto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo – per raccontare le cose che danno sapore e colore alla vita. Vogliamo omaggiare le famiglie presenti, in particolare i neo genitori, e insieme incoraggiarci a vivere bene la vita». Il dott. Fabrizio Damiani ha ricordato come il 2016 sia stato l’anno record di nascite per il reparto di ginecologia ed ostetricia del nosocomio spoletino: ben 542. «È un messaggio – ha detto – di gaudio e di ottimismo per questa terra che vive la drammatica esperienza del terremoto». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco della città Fabrizio Cardarelli, che ha pubblicamente ringraziato Damiani per «la sua dignità e la sua professionalità».

Tra le testimonianze era prevista quella di Sergio Pirozzi sindaco di Amatrice: un impegno istituzionale dell’ultimo momento non ne ha consentito la presenza. Fabrizio Baglioni dei Vigili del Fuoco dell’Umbria ha testimoniato la passione profusa con le persone colpite dal terremoto: «La maggiore gratificazione che si riceve – ha detto – è lo sguardo di ringraziamento delle persone che hai aiutato a tirar fuori dalla casa crollata gli oggetti loro più cari o che hai assistito nelle cose semplici e banali, come può essere l’accompagnamento per governare le galline».

Cecilia Amici, una signora 85enne di S. Pellegrino di Norcia, ha testimoniato la tenacia di voler proseguire la propria vita nel suo paese che non c’è più, vivendo in tenda prima e in roulotte poi. «Sono salva e questo è importante», ha detto. «Ripartire sarà dura, ma ci voglio provare nonostante l’età avanzata. In questo momento di prova ho trovato tanti “fratelli e sorelle” che mi vogliono bene. La fede mi dà la forza di guardare con speranza al domani e di rimanere al mio paese nonostante non ci sia più nulla. A chi è assalito dalla rabbia – conclude – raccomando la preghiera». Caterina e Gianluca Martellini di Castel S. Giovanni di Castel Ritaldi con i loro cinque figli (Matteo, Giulia, Alessandra, Sara e Carlo) hanno testimoniato come l’accoglienza della vita possa ben coniugarsi con un’attività professionale come la loro (ristorazione e catering per cerimonie). L’ultima testimonianza doveva essere quella di padre Modesto Paris, agostiniano scalzo che per alcuni anni è stato parroco di Santa Rita a Spoleto e che dal 2015 convive con la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), malattia degenerativa che in poco tempo lo ha privato della voce, lo ha costretto alla sedia a rotelle, gli ha impedito di mangiare e bere liberamente. All’ultimo momento le sue condizioni non hanno consentito il viaggio da Genova. La sua testimonianza è stata letta da un suo ex parrocchiano di Santa Rita, Marco De Angelis, tra la commozione dei presenti.

Ne riportiamo alcuni passaggi: «Dopo la sentenza che si trattava di SLA – scrive padre Modesto – iniziano i giorni del pianto e della disperazione. Penso e non dormo. Non capisco e piango. Chi mi viene a trovare piange con me.  Ma ho con me il computer, così mi collego al sito www.avvenire.it, dove leggo il titolo di una predica di Papa Francesco a Santa Marta, che recita così: “Il dolore è dolore ma, vissuto con gioia e speranza, ti apre la porta alla gioia di un frutto nuovo”. Lo rileggo più volte, e sento che, dentro di me, si accende un grande fuoco, mi sento forte e sereno: per la prima volta dalla scoperta della malattia mi esce un sorriso…Sarei voluto venire a Spoleto anche per riconoscenza all’arcivescovo Renato che ha permesso il ritorno a S. Rita del gruppo Ranger e di quello Millemani. Recentemente sono stato a Lourdes, dove ho chiesto alla Madonna il dono del sorriso: il miracolo c’è stato e, per ora, funziona. A Santa Rita chiederò invece la grazia di poter continuare a celebrare la santa Messa, anche se posso solo alzare o il pane o il vino, il Corpo o il Sangue di Cristo. Ogni volta che celebro penso a quando anche lui portava la croce al Calvario: una grande vetta anche per Lui e, tra le mie preghiere, chiedo sempre la grazia che anche io possa raggiungere questa vetta che si chiama SLA. Seguo le ferite inferte dal terremoto a molti paesi dell’Umbria. Seguo anche la solidarietà che fa miracoli. Sono dure ferite, anche queste si curano con la solidarietà. È dura, ma la candela della speranza rimarrà accesa finché le persone saranno solidali. E, se c’è la speranza, si vola alto con il vento contrario e la fede trasforma le ferite e i dolori in un miracolo della vita. Non ci avevo mai pensato prima, ma ora sto sperimentando che è tutto vero!».

Al termine delle testimonianze c’è stato il concerto, applauditissimo, della Cappella Musicale Pontificia Sistina diretta dal maestro mons. Massimo Palombella.

Messa per i nati nell’anno. Il secondo appuntamento della Giornata per la Vita si è tenuto domenica 5 febbraio nel Duomo di Spoleto, dove l’Arcivescovo ha presieduto la Messa per i nati nell’anno 2016 nel reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale cittadino. Moltissime coppie di genitori con carrozzine e passeggini sono salite in Cattedrale per partecipare a questo momento di preghiera: alcune provenivano dalle zone terremotate della Valnerina, ma anche delle Marche (Visso). «Benvenuti» ha detto mons. Boccardo all’inizio della Messa a tutti i presenti. «Con piacere accolgo in Cattedrale questi bimbi – e con loro i genitori, i nonni, i fratelli e le sorelle, gli altri parenti e amici – che sono un bellissimo dono di Dio per le vostre famiglie e per la società intera». Entrando in Duomo, su degli appositi pannelli, erano state messe le foto dei piccoli presenti.

Nell’omelia il Vescovo ha ricordato alle mamme e ai papà che questi pargoli «sono come una luce che rallegra le vostre giornate. Al tempo stesso loro hanno bisogno di luce, di quella luce che solo voi potete donargli e che è il vostro modo di vivere che vi ha portato fin qui oggi e che ora, con responsabilità, siete tenuti a trasmettere. Queste creature – ha proseguito – hanno bisogno di adulti seri che gli sappiano testimoniare come edificare la vita su fondamenta che non temano terremoti né crisi economiche. A nome della Chiesa – ha concluso mons. Boccardo – vi auguro di essere luce per i vostri figli affinché la loro vita sia ricca di significato». Al termine della Messa Arcivescovo, Primario, il vice sindaco di Spoleto Maria Elena Bececco, i bimbi, i genitori e tutti gli altri  si sono adunati in Piazza Duomo per il lancio in aria di palloncini blu e rosa, simbolo di speranza. Un lungo applauso ha accompagnato questo gesto.

 

share

Commenti

Stampa