Spoleto, cambia il regolamento delle sagre: più libertà nel menù

Spoleto, cambia il regolamento delle sagre: più libertà nel menù

Comune costretto a rivedere la norma dopo i tanti ricorsi | Fissato a 7 il numero delle portate

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Grandi novità in arrivo per le sagre che ogni anno si svolgono nel comune di Spoleto. Gli uffici comunali si sono visti costretti a considerare i ricorsi di alcuni organizzatori sulle multe che gli erano state comminate per il numero di piatti proposti nel menù e sono corsi ai ripari deliberando una modifica all’articolo 11 del regolamento, quello che impone di servire “pochi piatti, di norma caratterizzati dall’uso di prodotti tipici locali”. Nell’articolo 11, tra parentesi, c’è anche un indicazione sul numero: “(3 tipi di antipasto, 2 primi, 2 secondi, dolce, frutta)”.

Una norma, per stessa ammissione degli uffici competenti, troppo generica. “Pochi piatti” non quantifica infatti in modo esatto il numero massimo delle portate e il fatto che le cifre siano inserite tra parentesi può essere interpretato come una indicazione di massima, e non come una imposizione. Ecco perché le multe comminate dalla Municipale sono state contestate, ed ecco perché i ricorrenti hanno avuto la meglio.

Per ovviare al problema l’amministrazione comunale ha chiesto alle varie associazioni di categoria e agli organizzatori di sagre di proporre modifiche al testo della norma. A rispondere è stata solo la locale Confcommercio che ha suggerito di unificare il numero massimo di portate e fissarlo a 7, così da rendere altresì possibile la prevalenza nel menù del prodotto locale protagonista della manifestazione. Una proposta che è stata accolta dall’amministrazione e discussa nell’ultima seduta del consiglio comunale, al termine della quale i 14 consiglieri presenti in aula hanno votato all’unanimità la modifica del regolamento.

Il nuovo articolo 11 (comma 1) recita così: Alla SCIA per esercitare l’attività temporanea di somministrazione alimenti e bevande dovrà essere allegato il menù proposto che dovrà prevedere: – per la tipologia A) di cui al comma 1, lettera a) dell’art. 3 l’uso prevalente di prodotti tipici del territorio ed un massimo di sette portate tra antipasti, primi, secondi con contorno, dolci, frutta e bevande. Dovranno comunque utilizzare, nella maggior parte delle portate previste, il prodotto oggetto della sagre; – per la tipologia B) di cui al comma 1, lettera b) dell’art. 3 un massimo sette portate tra antipasti, primi, secondi con contorno,, dolci, frutta e bevande”. Staremo a vedere se basterà per placare le consuete polemiche tra Pro Loco e ristoratori.

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