(Aggiornamento delle ore 14.45) – Sarà intervenuta la divina provvidenza, o forse si tratta di un caso “fortuito”, sta di fatto che le porte dei bagni pubblici si sono miracolosamente aperte. Preservativi, cartacce, fazzoletti e foglie bagnate di vari liquidi, sono sparite così come le pertinenze intorno al casottino sono state lavate. Segnaliamo però una dimenticanza, a chi si è prodigato nel pulire la “scena del delitto”. Carta igienica e sapone sono solo nei bagni degli uomini, forse sarebbe stato il caso di metterli a disposizione anche delle donne.
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Prima regola di una città a vocazione turistica, accogliere decorosamente chi viene a visitare il posto. Quindi necessarie strutture ricettive, musei, parcheggi, mezzi pubblici, mobilità alternativa, punti informativi, decoro urbano e, non ultimo, i servizi igienici in funzione ed in ordine.
Spoleto “zero tituli”, come direbbe l'inequivocabile Mourinho, sembra aver depennato qualche voce dall'elenco, poiché da circa 2 mesi e mezzo i bagni pubblici della Strada Romana – quelli, per intenderci, subito dopo l'ingresso sud della città – sono chiusi. L'aggravante è che il luogo in cui si trova la struttura che li ospita sorge proprio accanto all'unico parcheggio per i pullman della città, capolinea di gite scolastiche e gruppi di turisti.
E meno male che quello attuale non è un periodo turisticamente “caldo”. Certo è che il biglietto da visita che si offre alle persone che giungono in città non è dei migliori. Dopo un lungo viaggio in Bus la prima cosa che passa in testa al viaggiatore non è precipitarsi a fare le fotografie al paesaggio, ma molto umanamente trovare un Wc e di corsa. Niente di più semplice, lì a Via della Strada Romana c'è tanto di targhetta a segnalarne la presenza. Si potrebbe girare una Candid Camera a vedere l'ammassamento dei poveri malcapitati amanti di Spoleto che, in preda ai tremiti da “goccia che fa traboccare il vaso”, smanettano furiosamente sulle porte sbarrate del meraviglioso servizio offerto dalla città ai suoi ospiti. Ma in emergenza non ci sono ostacoli che tengano e “a la guerre comme a la guerre”, rapido giro dietro al casottino e via, “così un altra volta imparano a lasciarli aperti”. Poi ci mettono il carico anche dei simpatici amanti del safe sex che lasciano a terra, a imperitura memoria, il frutto della prestazione amatoria o amatoriale, poco fa differenza.
Una vera “babilonia”. Si potrebbero riaprire quelle porte? Chissà…
( J.B. )