Spoleto, Andrea Bartocci riflette sul percorso delle Primarie Pd chieste dai circoli - Tuttoggi

Spoleto, Andrea Bartocci riflette sul percorso delle Primarie Pd chieste dai circoli

Redazione

Spoleto, Andrea Bartocci riflette sul percorso delle Primarie Pd chieste dai circoli

L'ex-segretario "Priorità della discussione su ruolo iscritti e organizzazione circoli e solo dopo affrontare l'elezione del segretario"
Mer, 08/07/2015 - 10:15

Condividi su:


di Andrea Bartocci (*)

In questi giorni, alcuni circoli del Partito Democratico di Spoleto  sono intervenuti sulla situazione attuale del partito ed hanno formulato delle proposte, in particolare sulla necessità e sulle modalità del congresso.
Congresso, che si presuppone,  possa stabilire prima che nuovi organismi, un nuovo progetto politico.
A tal proposito, vorrei precisare alcuni aspetti, sia tecnici, rispetto alle regole con cui si rinnovano gli organismi che, più importante per un partito politico, politici, rispetto il ruolo che i circoli, gli iscritti ed il partito nel suo complesso devono svolgere.
Nei comunicati viene evidenziato in maniera unanime, che si arrivi prima possibile e con tempi certi, ad un congresso aperto utilizzando lo strumento delle Primarie.
Vale la pena ricordare che il rinnovo degli organismi è regolato da norme chiare. Per quanto ci riguarda, è in vigore il “Regolamento per l’elezione dei segretari e delle assemblee comunali, dei segretari di circolo e dei direttivi” votato all’Assemblea Provinciale del PD di Perugia, il 26 novembre 2014. Non mi dilungo sul regolamento,  ma come ogni regolamento non si presta ad interpretazioni localistiche, quindi va applicato e rispettato senza troppe fantasie.
Giusto per curiosità, la parola “Primarie” non compare mai in tutto il testo del regolamento.
Oltre le regole, sottoscritte ed accettate da ogni militante con l’iscrizione,  fondamentali per l’organizzazione e la sopravvivenza del Partito Democratico, ci sono questioni che devono essere discusse ed approfondite.
La priorità della discussione dovrà essere sul ruolo degli iscritti e sull’organizzazione dei circoli e solo dopo affrontare l’elezione del segretario comunale e di tutti gli organismi previsti.
Mi soffermo su quello che dovrebbe essere la funzione dei circoli e quindi degli iscritti, richiamando l’analisi condotta da Fabrizio Barca sui circoli del PD romano.
Secondo questa analisi, condotta ufficialmente per conto del PD, “Lo standard di «buon circolo»… … è quello di un circolo di partito aperto ai cittadini, interprete dei loro bisogni e idee, non strumento dell’Amministrazione o proprietà di un capo bastone, dove l’interesse collettivo prevale sugli interessi particolari, capace di progettare e organizzato per farlo.” Ecco, queste poche righe sintetizzano quello che i nostri  circoli dovrebbero fare. Vado a memoria, ma non mi sembra di ricordare, iniziative politiche, incontri tematici con i cittadini, approfondimenti su tematiche territoriali nell’ultimo anno.
Altro elemento da approfondire è la non partecipazione degli iscritti, soprattutto dei militanti attivi che non si sentono più coinvolti e motivati. Questa disaffezione è responsabilità di tutti, è presente nei circoli, con direttivi sempre più stanchi e poco partecipati (5-7 persone al massimo) cosi come all’assemblea comunale. Questo indicatore ci deve far riflettere, e non può essere che la soluzione proposta è quella di fare un congresso utilizzando il metodo delle Primarie. Non è che cambiando il metodo si risolve il problema. Prima discutiamo, confrontiamoci con quelli che vogliono stare nel Partito Democratico e poi facciamo il congresso. Non si può sventolare la bandiera delle Primarie le quali, come leggo, dovrebbero servire nel riavvicinare la cosiddetta società civile al Partito Democratico, visto che è rimasto chiuso in se stesso. Non è così che funziona, le primarie si devono utilizzare per la scelta dei candidati Sindaci e non per la scelta dei Segretari del PD. Non possiamo utilizzarle in base alle nostre esigenze, non è così che si costruisce un partito ed una alternativa credibile da presentare al prossimo appuntamento elettorale. Viste le difficoltà, dovremmo pensare una riorganizzazione funzionale del partito, partendo dall’accorpamento di alcuni circoli, per aree omogenee, in questo modo: Circolo Nord (San Giacomo con Ponte Bari), Circolo Città (Circolo Centro con Passo Parenzi) e Circolo Alta Marroggia. In questo modo abbiamo tre grandi circoli che possono affrontare e discutere temi comuni. Questo non vuol dire ridurre la rappresentanza, ma metterla in condizione di funzionare. Parallelamente dovremmo costituire dei veri laboratori politici specifici, che si dovranno occupare solo di tematiche ben definite, entrando nello specifico e formulando proposte. Utilizziamo la pausa estiva per organizzare un congresso vero, con tutti coloro che vorranno sottoscrivere la tessera del Partito Democratico.
Per fare questo, servirà oltre che l’impegno di tutti gli iscritti, una persona esterna, un commissario, che possa organizzare e garantire lo svolgimento del congresso del Partito di Spoleto. Non perdiamo altro tempo prezioso.

(*) già Segretario cittadino del Partito Democratico

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!