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Spoleto al voto, il ‘sogno’ a sinistra

Redazione

Spoleto al voto, il ‘sogno’ a sinistra

Ven, 07/03/2014 - 12:37

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Ho fatto un sogno. Ho sognato che a Spoleto si fosse presentata una lista civica di sinistra. Una formazione con un chiaro e definito programma che aveva al centro gli interessi delle classi sociali subalterne, che più di altre pagano il prezzo della crisi che attanaglia il nostro Paese. Un programma che prevedeva

1) L’inversione delle politiche delle ultime amministrazioni, fondate sulle esternalizzazioni e sulle consulenze private ed il ritorno alla gestione diretta da parte del Comune;

2) Lo smantellamento della macchina comunale costruita sull’ampliamento delle figure dirigenziali e apicali a partire dalla cancellazione della figura del Direttore Generale;

3) La centralità della questione lavoro, attraverso una politica concreta a sostegno di ogni attività che crei occupazione e garantisca i diritti di chi lavora e l’ambiente;

4) Una variante in diminuzione del Piano Regolatore Generale, e misure per rendere esigibile a tutti, attraverso il sostegno economico alle famiglie più povere, il diritto alla casa;

5) La promozione della salute attraverso la tutela dell’ambiente, il rafforzamento della scuola pubblica e delle strutture sanitarie, che si può fare solo con il primato della politica sull’economia, ovvero spostando le risorse sui bisogni sociali;

6) Una politica fiscale e tariffaria con il carattere delle progressività chiamando a contribuire di più chi più ha, annullando il prelievo sulla povertà.

Una lista civica nella quale non figurava nessun simbolo dei tradizionali partiti della sinistra, tutti dolosamente responsabili, in azioni ed omissioni, delle politiche messe in campo negli ultimi quindici anni nella nostra Regione e nel nostro Comune, e neppure nessuno di coloro che hanno fatto della politica una redditizia professione o il trampolino per altri ben remunerati traguardi. Una lista che sapesse raccogliere l’adesione dei tanti che sempre più disorientati sono costretti ad astenersi dall’andare a votare, di quelli che non ne possono più di tapparsi il naso, di coloro che sono stanchi di barattare un loro diritto per un piacere.

Una formazione che non si affidasse all’uomo della provvidenza che dall’alto indica la via giusta e le soluzioni ai problemi, ma che lavorasse per l’affermarsi di una guida condivisa. Purtroppo, come tutti i sogni, anche il mio è svanito all’alba, lasciando il posto all’incubo di una realtà popolata di liste e candidati con lunghissime radici e responsabilità nel passato o senza un’identità, come se le scelte potessero essere neutre: “né di destra, né di sinistra”.

Se questa è la regola, esiste però sempre l’eccezione che la conferma, e dunque, alle volte, anche i sogni, specie se ci si adopera attivamente perché accada, si realizzano. Per questo ho voluto raccontarvi il mio. Magari ci sono in giro altri sognatori e sicuramente c’è ancora tempo per poterlo realizzare.

Antonello Briguori

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