SPOLETO A COLORI? DI SICURO AL VELENO, CONFESERCENTI SI AUTOINCENSA E ATTACCA CONFCOM. DURA REPLICA DI TATTINI. E C’E’ ANCHE UN SONDAGGIO

SPOLETO A COLORI? DI SICURO AL VELENO, CONFESERCENTI SI AUTOINCENSA E ATTACCA CONFCOM. DURA REPLICA DI TATTINI. E C’E’ ANCHE UN SONDAGGIO

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Altro che “Spoleto a colori”. La manifestazione che ha interessato la città del festival durante lo scorso week-end rischia di trasformarsi in una vera e propria guerra all’ultimo sangue che la dicono lunga sulla reale volontà da parte di qualcuno di far crescere la città. Ad innescare le polveri è la Confesercenti Spoleto che, con un comunicato a firma del reggente Enrico Morbidoni (l’associazione da mesi deve convocare il direttivo per l’elezione del segretario dopo le dimissioni di Giampiero Proietti), traccia un bilancio della kermesse senza mancare di attaccare la Confcommercio, a dimostrazione di un astio che non sembra svanire.
LA NOTA – Morbidoni non solo sottolinea il successo della ‘sua’ manifestazione, ma mette in luce il coraggio del sindacato nello stare dalla parte dei giovani imprenditori e di “osare e puntare” anche a nuovi progetti. Parole che rischiano di creare non poco imbarazzo anche nella Giunta che già era dovuto intervenire mesi orsono sulla spinosa vicenda del Centro commerciale naturale. Pur non citando mai Confcom, la critica agli avversari è fin troppo evidente. Leggiamo la nota: “Spoleto a Colori, la manifestazione che si è appena conclusa con grande successo di pubblico, rappresenta in qualche modo il simbolo della nuova Confesercenti di Spoleto: una associazione di categoria che si propone di dare spazio alle nuove idee, ai giovani e non solo a progetti consolidati, anche osando e puntando sul nuovo”.
Chiaro il riferimento a “Spoleto Tipica” che insieme a “Sogno d’estate a Spoleto” (la ex “Spoleto Estate” che peraltro, a quanto può anticipare TO® quest’anno non si farà) rappresentano le uniche   manifestazioni cittadine: peccato però che siano di “proprietà” del Comune e che solo alla prima Confcom dia il proprio sostegno (l’organizzazione è affidata a privati mediante gare pubbliche). Continuiamo a leggere il comunicato: “Il punto di forza di Confesercenti Spoleto è la volontà di non rappresentare solo gli imprenditori con una storia alle spalle, ma anche e soprattutto quelli con un futuro davanti, che poi sono il futuro della nostra città. La Confesercenti di Spoleto è ben lieta di aver dato un supporto alla manifestazione ideata da Bruno Farroni i ragazzi ci hanno chiesto aiuto e non abbiamo ritenuto giusto  voltare loro le spalle, come invece hanno fatto altri. Abbiamo voluto dare spazio ad una speranza, al concetto che con l’impegno, la serietà, le idee condite da sano entusiasmo e soprattutto la condivisione tutto è possibile. I nostri giovani imprenditori – continua la nota – hanno dimostrato che ce la possono fare e noi siamo qui a sostenerli per qualunque problematica o iniziativa che loro ci vorranno proporre, dando fiducia e fornendo il giusto supporto tecnico. Le nuove leve del commercio hanno portato a casa questo successo e oggi  ripartono con più energia e più amore per la loro città, con la voglia di investire e di credere che anche l’economia può nascere dai sogni e che i sogni possono avverarsi anche a Spoleto.  La Confesercenti di Spoleto ha iniziato a muoversi sul territorio puntando innanzitutto sull’informazione capillare, anche grazie all’uso dei social network che hanno una corsia preferenziale per raggiungere i più giovani imprenditori, l’utilizzo della pagina facebook, infatti ha permesso di consolidare una rete, portare avanti con successo il bando Re.sta  e di avere in ogni momento il contatto in tempo reale con tutti gli esercenti del territorio, ma nel futuro dell’associazione ci sono molte altre idee in cantiere in procinto di essere sviluppate a favore dell’intera categoria e soprattutto dell’economia della città. Insomma Spoleto a Colori non è un traguardo, ma un punto di partenza”. Neanche una parola sulle presunte irregolarità che sarebbero state commesse nell’organizzare la kermesse, né sulle critiche piovute da alcuni residenti e commercianti. 
LA REPLICA CONFCOM – Dura la replica del presidente Andrea Tattini che non le mandate certo a dire a Morbidoni. “Ad eccezione dei Fuochi d’artificio per la serata finale del Festival e le luminarie natalizie noi non facciamo eventi ma svolgiamo il ruolo che ci compete, quello del sindacato. Se, per fare un esempio, le attività restano aperte nei giorni di pasqua, pasquetta, 1 maggio e 2 giugno lo si deve all'accordo che in qualità di presidente ho sottoscritto con i sindacati dei lavoratori. A Spoleto Tipica diamo una mano, come dovrebbe fare anche Confesercenti visto che il loro logo è sempre presente. Credo che Spoleto debba puntare su eventi di ben altro target, comunque è chiaro che ogni manifestazione è la benvenuta se può far crescere economicamente la città. Anche se a questo punto si può pensare di sdoganare il motoraduno dei Lupi di Monteluco, che portava 1.500-2.000 persone, e consentirne lo svolgimento all'interno delle mura urbiche. A parte qualche bar e le pizzerie al taglio non mi pare che ‘Spoleto a colori’ abbia portato qualche beneficio economico ai commercianti”. “Non comprendo poi il riferimento ai giovani che non avremmo aiutato – continua al telefonino Tattini – Morbidoni faccia almeno due nomi. Non so neanche cosa voglia intendere con ‘giovani imprenditori’ visto che Farroni fa attività di pubblico esercizio da 15 anni… Se può interessare, a dimostrazione che siamo attenti anche ai giovani, il nostro Cda, composto di 24 consiglieri, ha una età media di 38 anni. Non comprendo proprio la smania di pubblicità e rappresentatività di Morbidoni che fra l’altro mi pare abbia già avuto una occasione a capo di un Consorzio artigianale che ha dovuto lasciare per seri problemi che mi risulta sarebbero imputabili alla sua gestione”.
IL SONDAGGIO – da un paio di giorni gli organizzatori di “Spoleto a colori” hanno lanciato un sondaggio fra i commercianti che hanno aderito alla kermesse dello scorso week end. A breve probabilmente saranno divulgati i risultati che si annunciano entusiastici. Peccato che il questionario difetti dell’elemento più importante per testare realmente l’indice di soddisfazione: quello dell’anonimato del compilatore.
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Aggiornato alle 0.35 del 8 maggio

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