di Spoleto 5 Stelle
Di fronte all'immobilismo delle amministrazioni e della disinformazione creata in materia l'unica alternativa è creare una base sociale che si opponga duramente alla creazione di ogni tipo di inceneritore nella nostra città.
Nessun rappresentante all'amministrazione spoletina alla riunione provinciale indetta dal presidente della Provincia Capitani. I presenti erano oltre ai consiglieri provinciali, a molti dirigenti Cementir, un consigliere provinciale del comune di Spoleto, Diego Catanossi (PD) a titolo personale, la presidente di Lega Ambiente e Spoleto a 5 Stelle.
“L'Umbria ha come obiettivo di arrivare al 65% della raccolta differenziata” dice il consigliere Capitani, “ma il resto dovrà essere bruciato nell'inceneritore”. L'obiettivo del 50% di differenziata invece secondo la VUS (Dionisi) ma ciò che resta sarà un problema, infatti la discarica di Sant'Orsola sta per chiudere.
I nostri rappresentanti dimostrano di aver studiato la lezione a pappagallo, ma nessuno di loro, nessuno, dice e spiega che cosa ne sarà della differenziata, 50% o 65% che sia.
Quello che faranno è differenziare per poi poter rimischiare ancora e produrre ecoballe più energetiche.
Cosa rischiamo? Rischiamo che siccome l'Umbria, poco popolosa, non produce abbastanza rifiuti da bruciare negli inceneritori, la Cementir importi immondizia da altre regioni.
La Cementir afferma che gli inceneritori sono una risorsa occupazionale e che la differenziata non ha senso senza inceneritore. Affermazioni che servono a confondere e ad aggirare le nostre domande. Ma non fornisce, anche se richiesto espressamente, dati su emissioni e tabelle esaustive sulla nocività di tali emissioni.
Inoltre la Cementir dimentica che non basta un semplice ammodernamento degli impianti, perché una sentenza della Corte Europea ha stabilito che i rifiuti devono essere considerati sempre tali anche se purtroppo vengono bruciati. Quindi questo significherebbe un totale riadattamento degli impianti per convertirli di fatto in veri e propri inceneritori.
Ancora, se c'è un inceneritore, come si può incentivare la raccolta differenziata? Di principio l'inceneritore pone presupposti sbagliati. In secondo luogo, che si chiariscano i punti: 1. L'attuale cementificioè in regola? 2. Come lo adegueranno? 3. Come smaltiranno i residui?
Rimane un presupposto sbagliato: l'immondizia non deve essere bruciata, se ne deve produrre di meno e differenziare.
Noi ci proponiamo come punto di riferimento per creare un comitato No Inceneritore, Sì Modello Vedelago. E cercheremo di portare il modello Vedelago a Spoleto, comune virtuoso per il riciclo e che ha fatto della raccolta differenziata una fonte di guadagno.