Spendthrift, il brand umbro tra tecnologia e sostenibilità | La storia

Spendthrift, il marchio di moda umbro tra tecnologia e sostenibilità: “Massima attenzione al cliente consapevole”

Alessandro Orfei

Spendthrift, il marchio di moda umbro tra tecnologia e sostenibilità: “Massima attenzione al cliente consapevole”

Dom, 07/03/2021 - 08:53

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Il brand è nato dal sogno di Federico Cancelli e Marco Cuccagna

Si chiama Spendthrift il brand folignate di abbigliamento normcore, caratterizzato dalla trasversalità e dalla comodità, che in tempo di pandemia guarda al futuro.

L’idea del marchio nasce dal genio di Federico Cancelli e Marco Cuccagna che, proprio come predicava il filosofo Erasmo da Rotterdam, hanno usato tutta la loro “lucida e visionaria follia” e si sono gettati nel progetto.

Il progetto di Federico e Marco

Un progetto che affonda le proprie radici nel 2014, “per la volontà di costruire qualcosa che ci desse la possibilità di svolgere un’attività che ci piacesse – racconta Federico Cancelli a TuttOggiSiamo partiti da una t-shirt e siamo arrivati a creare una collezione. E’ fondamentale lo studio dei trend, ma serve anche la voglia di confrontarsi di continuo con le persone che si conoscono e si incontrano. Studio, confronto e perseveranza sono la chiave per portare avanti un progetto“.

Guarda l’intervista

L’importanza della ‘mettibilità’

Federico nasce nel laboratorio di famiglia di confezionamento abiti, lì attinge le sue nozioni e i primi stimoli per il percorso. Un percorso contraddistinto da successi, come l’ultima collezione presentata ad Alta Roma: “Si chiama ‘le piccole cose accadono tutti i giorni’, caratterizzata da linee morbide e volumi contenuti, e vuole essere l’emblema della nostra filosofia di ‘mettibilità’, raccontando i connubi di storia e di cultura che l’Umbria ci regala“. Perché Spendthrift è un brand internazionale, ma l’Umbria resta nel cuore, a partire dalle ispirazioni che regala, che poi vengono arricchite con contaminazioni esterne.

La sfida della sostenibilità

E sul futuro, Federico è convinto: “C’è più consapevolezza nel consumatore, più attento a comprare meglio, a scapito del più. Per questo noi siamo impegnati in progetti di sostenibilità, a partire dalla colorazione dei filati, più organici. Ma anche iniziative che coinvolgano i cartellini e il packaging in generale. Ormai questa attenzione è oltre una moda, è una esigenza che ha pervaso tutti i settori“. E un occhio alla tecnologia: “Stiamo lavorando a progetti di virtual show room e realtà aumentata“.

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