“La risposta di Trenitalia alle proteste della Città di Spoleto” spiega il Sindaco di Spoleto Massimo Brunini “per la soppressione di ben sei fermate di Eurostar è fredda ed orientata dalla logica del profitto: il costo in elettricità e consumo del materiale frenante sarebbe superiore agli incassi dei biglietti. Si tratta di una ben scarsa considerazione per i nostri pendolari e per gli “insufficienti” turisti che valgono, per Trenitalia, meno dei freni dei treni. E pensare che, in tutti questi anni, le Ferrovie dello Stato si sono mantenute soprattutto grazie alle tasse pagate da quegli stessi cittadini, oggi lasciati a piedi (anche se non prendevano mai il treno). Giova ricordare che Trenitalia è tutt'oggi un'azienda interamente pubblica, che viaggia grazie a binari e treni costruiti e comprati con i soldi di tutti gli italiani. Ed allora, certo che non bisogna sprecare risorse, certo che va data la giusta attenzione ai conti, ma dovrà pur rimanere nella missione dell'azienda, almeno in una qualche percentuale, il compito di assicurare un servizio pubblico. Per non dire dell'obiettivo di concorrere alla tutela dell'ambiente, facendo del trasporto su ferro una valida alternativa a quello, più inquinante e pericoloso, su gomma.
“Altrettanto ferma” continua Brunini “è la nostra contrarietà alla scelta di Trenitalia di limitare la validità degli abbonamenti, per cui quello per gli Eurostar non è più valido per i treni regionali: vale a dire, si peggiora il servizio e si aumentano i costi. Un modo di fare che ci sembra inaccettabile e che sfrutta il ruolo di monopolista di cui le Ferrovie godono”.
“Questa è la nostra opinione” conclude il Sindaco “Non vogliamo, però, limitarci al confronto sui principi. Siamo disponibili e pronti a ragionare sul terreno scelto da Trenitalia. Il problema delle fermate degli Eurostar a Spoleto è una questione di costi? Bene, ci dica Trenitalia quanto deve “rendere” una fermata e quanto manca a Spoleto per essere competitiva: sarà nostro compito provare a reperire quelle risorse. C'è ancora chi crede che la mobilità sia un diritto e non semplicemente un “affare”.