"Sono incinta, il bambino è tuo" ma lui la picchia, denunciato 37enne - Tuttoggi

“Sono incinta, il bambino è tuo” ma lui la picchia, denunciato 37enne

Redazione

“Sono incinta, il bambino è tuo” ma lui la picchia, denunciato 37enne

Gio, 22/09/2022 - 14:48

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Per l'uomo è scattato il divieto di avvicinamento alla donna imposto dalla Procura, l'uomo avrebbe tentato anche di aggredire una persona intervenuta a soccorrere la vittima

Ennesimo divieto di avvicinamento, emesso dal Gip di Perugia, in Altotevere, stavolta nei confronti di un 37enne di Città di Castello, indagato per il reato di lesioni personali aggravate nei confronti della ex compagna incinta.

La Polizia era intervenuta lo scorso 12 settembre proprio per una lite tra i due. A richiedere l’aiuto delle forze dell’ordine era stato un vicino di casa della donna che, allarmato dalle urla provenienti dalla strada, avrebbe notato il 37enne inveire contro la ex, tentando anche di aggredire un altro uomo che nel frattempo aveva provato a soccorrerla.

La lite, secondo quanto riferito dalla donna agli agenti, sarebbe scoppiata quando quest’ultima avrebbe riferito al tifernate di aspettare un bambino da lui. Il 37enne, a quel punto, come riporta la Procura “sarebbe andato in escandescenze, percuotendola, minacciandola e tentando di trascinarla con forza dentro la sua auto”. Solo l’intervento di un passante sarebbe riuscito a far desistere momentaneamente l’uomo, consentendo alla vittima di divincolarsi e fuggire.

A quel punto la donna, dietro suggerimento della Polizia (che l’ha convinta anche a sporgere denuncia), ha spontaneamente deciso di allontanarsi (insieme ai 2 figli) dall’appartamento dove conviveva con il compagno e farsi ospitare dal vicino di casa.

Data la gravità degli episodi gli investigatori hanno immediatamente avviato la procedura del Codice Rosso, mentre la Procura ha deciso appunto per l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento “alla donna, ai luoghi da lei abitualmente frequentati e alla sua residenza, prescrivendo all’indagato anche l’obbligo di mantenere una distanza non inferiore ai 500 metri da questi luoghi”. Il divieto è stato corredato da quello ulteriore di mettersi in contatto con qualsiasi mezzo (telefono, sociale etc.) con la persona offesa.

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