Soldi e immigrati, i nodi dei sindaci umbri

Soldi e immigrati, i nodi dei sindaci umbri

Il presidente regionale dell’Anci: “Cambia il Governo, ma i problemi restano”

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E’ cambiato il governo, Anci ha un nuovo interlocutore, ma i problemi restano, come la situazione economica-finanziaria degli enti locali”. Così il presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti, nel corso della conferenza stampa di fine anno, che si è svolta nella nuova sede dell’associazione, presso la Provincia di Perugia. Alla conferenza stampa hanno preso parte il vicepresidente di Anci Umbria Stefano Ansideri e il segretario generale di Anci Umbria, Silvio Ranieri.

Il presidente ha affrontato la questione della legge di bilancio “ancora non chiaramente definita e per la quale è in atto un confronto aperto fra il nostro paese e l’Europa”; la legge di stabilità che “deve prevedere una copertura più forte nei prossimi anni del Fondo crediti dubbia esigibilità, fino ad arrivare al 100%”; e lo sblocco della tassazione locale che rappresenta “una potenziale esca per i Comuni, perché permane la rigidità del governo centrale,  a fronte di maggiori responsabilità che si spostano sulle spalle dei sindaci”. Il presidente ha accennato anche agli effetti che gli annunci del governo sul reddito di cittadinanza hanno avuto sui cittadini: “Fin dai primi mesi, c’è stato un incremento di afflusso nei centri per l’impiego, con lunghe file”.

Quanto al bando periferie, “è stata una vicenda delicata, denotata inizialmente dall’incertezza del governo sulla continuità dei fondi, per fortuna poi rientrata. Per Perugia e Terni avrebbe significato il venir meno di circa 30 milioni di euro di investimenti su zone degradate delle città”. Come lo è stata la campagna nazionale “#liberiamo i sindaci”, una proposta di legge concreta sulla semplificazione, volta a rimuovere gli ostacoli che ingessano e rallentano l’azione dei sindaci nell’interesse delle loro comunità. Infine, il tema dell’immigrazione, con gli sprar: “Il provvedimento governativo mette in strada persone che scompaiono ed entrano nell’anonimato, facile preda della criminalità organizzata”. De Rebotti, sul piano locale, ha annunciato che chiederà due incontri istituzionali: uno al Consiglio regionale, l’altro alla Giunta. “Nel primo caso – ha spiegato – sarebbe stato utile ascoltare in tema di accoglienza, non solo i Prefetti, ma anche i sindaci; nel secondo, il Def sarà utile declinarlo anche con i Comuni”.

Nel merito dell’attività di Anci Umbria è entrato il segretario Ranieri che ha sottolineato gli ambiti di cui si occupa l’associazione: dalla formazione, alla progettazione, stesura di protocolli e convenzioni, assistenza tecnica ai 91 Comuni soci nei diversi campi del sociale, della sanità, protezione civile, pubblica amministrazione, scuola, servizio civile universale, fino alla cooperazione internazionale.

Nel 2018, sono state effettuate circa 2.000 ore di formazione a oltre 2500 fra funzionari, dipendenti e volontari. Si va dalla quotidiana attività di assistenza ai Comuni con 16 consulte tematiche attivate e 14 progetti approvati, nel solo 2018; alla protezione civile con 92 piani di protezione civile speditivi e 41 piani multirischio completati, 14 in via di aggiornamento, più di 650 ore di attività ordinaria presso i Comuni e altri 20 Comuni che si stanno associando insieme ai 62 già presenti; alla sanità con 92 Comuni associati, 2 aziende ospedaliere e 2 Usl associate; al sociale dove sono stati coinvolti 92 Comuni nel progetto donazione organi e altrettanti in quello contro la ludopatia; alla finanza, in collaborazione con la scuola di pubblica amministrazione di Villa Umbra, che ha visto l’erogazione di 55 ore di formazione, il coinvolgimento di 306 funzionari pubblici e di 35 Comuni; alla scuola, con 390 ore di formazione su progetti mirati a docenti di tutto il territorio; al servizio civile con 110 ragazzi selezionati e 42 formati. Proprio oggi hanno preso servizio in Anci 7 volontari del servizio civile universale. Tutto ciò attivando anche collaborazioni con la Regione dell’Umbria, le Usl, le Prefetture, le altre istituzioni locali e nazionali, il mondo universitario, quello delle imprese e con tanti altri soggetti che contribuiscono a far crescere e sviluppare il territorio.

Il segretario Ranieri ha sottolineato “il percorso di crescita interna intrapreso in questi anni, che ha portato l’associazione ad ampliare la propria attività e i propri obiettivi, fino ad arrivare a una struttura organizzata e solida, che garantisce ai propri associati sostegno e servizi, attraverso le competenze maturate nel tempo. Oggi, siamo in grado di svolgere una grande e variegata mole di lavoro, grazie alle alte specializzazioni acquisite dai pochi dipendenti e collaboratori di cui siamo dotati”.

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