Soldi congelati in banca, così il prestito "ozioso" nei comuni umbri

Soldi congelati in banca, così il prestito “ozioso” nei comuni umbri

Redazione

Soldi congelati in banca, così il prestito “ozioso” nei comuni umbri

Dom, 24/01/2021 - 12:14

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Rapporto Mediacom043: il rapporto tra i depositi e gli impieghi

E’ sul prestito “ozioso” nei comuni umbri, dato cioè dalla differenza tra i risparmi e gli impieghi bancari, il nuovo rapporto Mediacom043, agenzia diretta da Giuseppe Castellini. Un confronto che fornisce alcune ‘spie’ anche sui livelli di attività economica a livello comunale.

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Il caso Orvieto

Significativo il caso Orvieto, il comune umbro con il più alto deposito bancario per abitante (in media 26mila 273 euro per abitante, neonati e ultracentenari compresi, ben l’83,9% in più rispetto al dato medio regionale dell’Umbria). Orvieto è anche tra i tre comuni della regione in cui è maggiore la differenza tra impieghi e depositi bancari, con i primi che sono solo il 73,8% dei depositi (nella media regionale umbra, invece, gli impieghi superano i depositi bancari del 4,7%). In altre parole, ad Orvieto c’è una bella fetta di risparmio che non si trasforma in prestiti, che non alimenta l’attività economica, ma che resta “ozioso”. C’è, in altri termini, un eccesso di risparmio – almeno di quello ad elevata liquidità rappresentato dai depositi bancari, in primis conti correnti – rispetto ai livelli di attività economica. Basti dire che, in valore assoluto, ad Orvieto gli impieghi bancari superano i depositi bancari di quasi 140 milioni di euro l’anno (facendo riferimento all’anno 2019).

La classifica nei comuni umbri

Ma Orvieto non è l’ultimo (tra quelli in cui operano più di tre sportelli bancari, in quanto quelli sotto tale soglia vengono inseriti indistintamente da Bankitalia nella voce ‘Comuni riservati’) in termini di percentuale degli impieghi bancari sui depositi, configurando come detto denaro “ozioso” che non si trasforma in investimento, crescita e benessere socio-economico.

La palma di fanalino di coda spetta infatti a Magione, dove gli impieghi rappresentano appena il 44,7% dei depositi bancari (fatto 100 l’indice dei depositi, quello degli impeghi è appunto 44,7), il che significa che il ‘risparmio ozioso’ a Magione supera gli impieghi bancari di ben 150,35 milioni di euro nel solo 2019.

Il quintetto dei comuni umbri – sempre tra quelli che contano la presenza di oltre 3 sportelli bancari – con i livelli di impieghi più bassi rispetto ai depositi bancari si completa con Spello (indice 63,1, con i depositi che superano gli impieghi di ben 150,35 milioni di euro nel solo 2019), Fabro (indice 75,2, la differenza tra depositi e impieghi in questo comune è di 12,2 milioni di euro) e San Giustino (indice 77,5).

Da rilevare che il risparmio “ozioso” supera gli impieghi bancari in 17 dei 31 comuni umbri con la presenza di più di tre sportelli bancari e che, nei restanti 61 comuni che hanno invece fino a tre sportelli bancari – come detto raggruppati nella voce ‘comuni riservati’ – la media degli impieghi sui depositi si ferma al 78,4%, quindi un livello assai basso.

Nei comuni più grandi

Tra i comuni umbri sopra i 10mila abitanti, i depositi bancari superano gli impeghi a Magione, Orvieto, Castiglione del Lago (qui, fatto 100 il livello dei depositi, l’indice degli impieghi è 78,4, con i primi che superano i secondi di 44,8 milioni di euro), Gualdo Tadino (indice 84,4, 18,5 milioni di euro), Corciano (indice 89,5, 23,3 milioni), Amelia (indice 89,8, 8,7 milioni), Gubbio (indice 91,4, 29 milioni) , Spoleto (indice 98,2, 10,4 milioni) e, seppure di poco, anche Assisi (indice 98,6, 3,8 milioni di euro).

I depositi che superano gli impieghi

“Ma a livello regionale – spiega Castellini – la situazione si inverte grazie ai 14 comuni in cui gli impieghi superano i depositi, dimostrando capacità attrattiva di risorse per finanziare le attività economiche di imprese e famiglie, tanto che il dato complessivo umbro vede gli impieghi superare del 4,7% i depositi, con un saldo positivo che nel solo 2019 è pari a 580,4 milioni di euro”.

Il quintetto dei comuni dove gli impieghi superano di più i depositi – e quindi dove gli impieghi superano il risparmio locale a breve – è costituito da Bastia Umbra (fatti 100 i depositi, i depositi sono 152,1, pari a 185,6 milioni di euro in più nel solo 2019), Foligno (indice 139,8, +299,6 milioni di euro), Città di Castello (indice 122,8, +143,4 milioni), Giano dell’Umbria (indice 120,4, pari a +13,4 milioni) e Todi (indice 119,6 milioni, +43,1 milioni di euro).

Perugia e Terni

Tra i comuni umbri con più di 10mila abitanti gli impieghi superano i depositi bancari anche a Terni (indice 113, +196 milioni), Narni (indice 109,2, +14,7 milioni), Perugia (indice 108,4, +338,1 milioni di euro) e Umbertide (indice 107,6, +14,2 milioni).

Da rilevare che il comune di Terni si dimostra più attrattivo rispetto a quello di Perugia nell’utilizzare più risparmio esterno al comune per finanziarie gli impieghi bancari a favore di famiglie e imprese, mentre a livello provinciale avviene l’inverso: in provincia di Perugia, fatti 100 i depositi bancari, gli impieghi ammontano a 106,4 mentre nella provincia di Terni il dato si ferma a 98,2.

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