I soldi degli umbri: così i depositi bancari nei comuni

I soldi degli umbri: così i depositi bancari nei comuni

Redazione

I soldi degli umbri: così i depositi bancari nei comuni

Sab, 02/01/2021 - 09:26

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A Orvieto in media tesoretto da 26mila 273 euro, al secondo posto Perugia | Deludono Terni, Assisi, San Giustino, Umbertide e Gubbio

Depositi bancari medi per abitante, ecco i comuni umbri più liquidi e quelli meno. Orvieto batte tutti, 26mila 273 euro di depositi per abitante, al secondo posto Perugia, quindi Città della Pieve, Norcia e Magione. Deludono Terni, Assisi, San Giustino, Umbertide e Gubbio. In coda Gualdo Tadino, Nocera, Marsciano e Narni.

E’ quanto emerge dal rapporto realizzato dall’agenzia Mediacom043 di Giuseppe Castellini, che ha elaborato i dati forniti dalla Banca d’Italia. I dati si riferiscono ai soli depositi bancari e non anche, come avviene invece in altri dati della Banca d’Italia a livello regionale, ai depositi postali. Si riferiscono alla sede dello sportello bancario in cui vengono versati e non alla residenza di chi effettua il deposito. In altre parole, se un cittadino residente in un comune effettua il versamento in uno sportello di un altro comune, il deposito viene calcolato sul comune di questo sportello e non sul comune di residenza del depositante. I dati specifici per comune forniti dalla Banca d’Italia riguardano i municipi che hanno la presenza di almeno tre sportelli bancari mentre, per motivi di tutela del segreto statistico, i dati dei municipi con meno di tre sportelli bancari vengono forniti in forma aggregata.

Orvieto in testa tra i comuni umbri

È Orvieto, dunque, il comune umbro più ‘liquido’, ossia che presenta il valore più elevato a livello di depositi bancari medi per abitante, neonati e ultracentenari inclusi. A Orvieto, al 31 dicembre 2019 i depositi bancari medi per abitante ammontano a 26mila 273 euro, contro una media regionale di 14mila 285 euro. In altre parole, a Orvieto i depositi bancari per abitante sono dell’83,9% più elevati di quelli medi dell’Umbria, 11mila 988 euro in più per ogni residente. Orvieto presenta un indice di depositi per abitante, fatta 100 la media regionale, di 183,9.

Vale chiarire – viene spiegato nel rapporto – che i depositi sono la forma più liquida di detenere ricchezza da parte di famiglie e imprese, riguardando principalmente conti correnti, ma anche investimenti finanziari diretti di breve periodo. Insomma, ricchezze monetarie che sono immediatamente disponibili o quasi.

I depositi negli altri comuni

Dietro Orvieto, e distanziata, al secondo posto Perugia (24mila 344 euro medi per abitanti, con un indice di 170,4 fatta 100 la media regionale). Il quintetto dei comuni umbri con i depositi bancari medi più elevati rispetto agli abitanti si completa con Città della Pieve (21mila507 euro, +50,6% rispetto al dato regionale), Norcia (21mila 342 euro, indice 149,4) e Magione (18mila 408 euro, indice 128,9).

I coda, tra i municipi con la presenza di almeno tre sportelli bancari, i cinque comuni con meno depositi per abitante sono, nell’ordine, Nocera Umbra (7mila 085 euro, il 50,4% meno della media regionale), Gualdo Tadino (mila 070 euro, il 43% in meno del dato regionale), Marsciano (8mila 500 euro, indice 59,5 fatta 100 la media regionale), Narni (8mila 506 euro, indice 59,5) e Bettona (9mila 470 euro, indice 66,3).

In coda anche i ‘comuni riservati’, che a livello aggregato presentano una media di 5mila 171 euro di depositi bancari per abitante, ben il 63,8% meno della media regionale.

Tra i comuni superiori alla media regionale troviamo, oltre al quintetto di testa già presentato, anche Panicale (18mila 247 euro, indice 127,7), Fabro (18mila 168euro, indice 127,2), Giano dell’Umbria (17mila 386 euro, indice 121,7), Spello (16mila 967 euro, indice 118,8), Bastia Umbra (16mila 583 euro, incide 111,1), Città di Castello (16mila 244 euro, 113,7) e Spoleto (15mila 712 euro, indice 110).

Todi è sotto la media regionale, ma di poco (14mila 113 euro, indice 98,8). Quindi Castiglione del Lago (14mila 049 euro, indice 98,4) e Foligno (13mila 532 euro, indice 94,7).

Delude Terni, che con 13mila 139 euro per abitante ha un valore medio di depositi per abitante dell’8% inferiore alla media regionale (e del 46% inferiore al dato di Perugia, dove i depositi per abitante sono superiori di 11mila 205 euro per abitante rispetto a Terni), ma comunque un valore superiore a quelli di altre realtà sopra i 10mila abitanti come Assisi (12mila 294 euro, indice 90,5), San Giustino (12mila 877 euro, indice 90,1) e Umbertide, che con 11mila 431 euro è sotto del 20% rispetto alla media regionale. Gubbio, altra realtà superiore a 10mila abitanti, è ancora più sotto, con 10mila 710 euro, un dato inferiore del 25% a quello medio regionale. Subito sopra Gubbio, da segnalare Deruta (10mila 879 euro, indice 76,2).

La situazione, prima dei cinque municipi con i depositi bancari medi per abitante più bassi già citati, vede valori via via discendenti per Corciano (10mila 499 euro, indice 73,5), Passignano (9mila 673 euro, indice 67,7) e Trevi (9mila 654 euro e indice 67,6).

L’analisi

La variabilità pronunciata che si rileva nei dati su depositi bancari medi per abitanti nei comuni della regione – spiega Giuseppe Castellini – dipende da vari fattori“. Tre in particolare.

Il diverso livello di reddito e di ricchezza tra i municipi.

La propensione maggiore o minore alla liquidità nell’allocazione del risparmio: “Nel senso – chiarisce il direttore di Meadiacom043 – che in un comune i depositi sono più alti se famiglie e imprese mostrano una propensione superiore alle media a detenere risparmi in forma assai liquida, come appunto sono i depositi bancari. Dati lo stesso reddito e la stessa ricchezza, in un comune i risparmi allocati in depositi possono ad esempio essere minori se famiglie e imprese mostrano una minore propensione alla liquidità, scegliendo magari investimenti di medio-lungo periodo, diretti o indiretti. I depositi per abitante, quindi, sono solo un parametro indiretto per valutare il benessere economico esistente in un territorio, ma non certo l’unico“.

La sede dello sportello bancario: “Si tenga presente – aggiunge Castellini – che a differenza delle tabelle di Banca d’Italia a livello regionale, quelle sui depositi a livello comunale si riferiscono alla sede dello sportello bancario in cui vengono versati e non alla residenza di chi effettua il deposito. In altre parole, se un cittadino residente in un comune effettua il versamento in uno sportello di un altro comune, il deposito viene calcolato sul comune di questo sportello e non sul comune di residenza del depositante. Ciò potrebbe avvantaggiare, in termini di depositi per abitante, i comuni più grandi, che normalmente generano una certa attrazione, soprattutto quando si tratta di depositi di una certa importanza, nei confronti dei depositanti di realtà più piccole. Questo anche perché le sedi bancarie più strutturate, che si trovano generalmente nelle città più grandi – conclude – possono essere meglio attrezzate nell’affrontare le questioni di allocazione del risparmio di imprese e famiglie quando si tratta di importi di una certa rilevanza, che presentano problematiche più complesse“.

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