Sicurezza per Umbria Jazz, appello a Salvini

Sicurezza per Umbria Jazz, appello a Salvini

Prisco: la circolare Gabrielli va rivista. E sulle sagre: così la burocrazia le uccide


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Rivedere la circolare Gabrielli per consentire un più agevole afflusso di appassionati nei luoghi di Umbria Jazz. E’ quanto chiede, alla vigilia dell’inizio della manifestazione, il parlamentare e assessore perugino Emanuele Prisco, che si appella al ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
“Fermo restando l’importanza della sicurezza – argomenta l’esponente di Fratelli d’Italia – le restrizioni imposte dalla circolare Gabrielli in alcuni casi sembrano davvero assurde. La burocrazia è stata portata al massimo livello. Il piano sicurezza per l’edizione 2018 ormai è pronto, ci stiamo impegnando per rendere più agevole quello del prossimo anno diminuendo i limiti per i tanti spettatori che riempiranno le piazze e le strade di Perugia. Siamo a favore dell’assunzione di responsabilità, ma mettere sullo stesso piano un concerto in piazza con una processione è assurdo”.
Il riferimento si estende, chiaramente, alle sagre paesane. “Le regole imposte dal capo della polizia dopo gli incidenti a Torino un anno fa in occasione della finale di Champions – prosegue Prisco – hanno ammazzato il 70 per cento delle manifestazioni sul territorio nazionale. La sagra a cui avete magari partecipato l’anno scorso quest’estate potrebbe non tenersi, stiamo lavorando per mantenere le tradizioni alla ricerca del giusto equilibrio con la sicurezza. Il discrimine – afferma – deve essere la proporzionalità delle misure con l’impatto dell’evento. Credo che la mozione parlamentare sia lo strumento migliore per centrare il risultato in tempi rapidi”.
Secondo il parlamentare “manifestazioni come sagre e feste tradizionali rappresentano l’ossatura della nostra economia e non sono delocalizzabili né replicabili altrove in quanto raccontano le nostre tradizioni. Vogliamo sburocratizzare le regole senza rinunciare a difendere la sicurezza dei cittadini scaricata sui sindaci, nonostante la disponibilità sempre mostrata dalle forze dell’ordine”. Prisco conclude con un appello diretto al ministro Salvini: “Intervenga prima che sia troppo tardi”.

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