Si allarga il fronte del "sì", ma serve la garanzia del Nodo

Si allarga il fronte del “sì”, ma serve la garanzia del Nodo

Massimo Sbardella

Si allarga il fronte del “sì”, ma serve la garanzia del Nodo

Dom, 05/12/2021 - 16:15

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Il mondo produttivo si schiera a favore della bretella | I tatticismi di parte della politica, l'interesse nazionale e quello locale

Si allarga il fronte del “sì” al Nodo di Perugia, la bretella che dovrebbe collegare Collestrada a Corciano, decongestionando in parte l’attuale transito tra Ponte San Giovanni, l’intersezione tra la E45 e il Raccordo nella parte iniziale delle gallerie. Dopo gli industriali, anche il mondo della cooperazione si è detto favorevole all’opera. Con il Nodino (il tratto iniziale fino a Castel del Piano) parte del più complessivo intervento.

Le esigenze di Torgiano

Proprio il timore che la bretella non venga realizzata nella sua interezza e che magari anche la prima parte dei lavori poi si interrompa è una delle preoccupazioni che il sindaco di Torgiano, Eridano Liberti, ha espresso al Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?” favorevole all’intervento. Liberti si è detto favorevole ad un tavolo di confronto, auspicato anche dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi. Affinché il progetto possa limitare l’impatto sui rispettivi territori.

Nodo e Nodino, tra interessi locali e nazionali

Ma il punto centrale è appunto il rischio che l’opera venga realizzata a metà. Il Nodino, cioè il primo tratto, è un’opera di interesse nazionale, perché eliminerebbe i rallentamenti subiti sulla E45 lungo l’asse Ravenna – Orte – Roma. Il tratto successivo, fino a Corciano, è invece centrale per la viabilità della zona di Perugia, visto che in assenza dell’intero collegamento solo una percentuale minima dell’attuale traffico sarebbe dirottato sulla variante.

Le critiche di chi è contrario all’opera

Che è una delle critiche rivolte dal Comitato “Sciogliamo il Nodo” e di quanti altri, a Ponte San Giovanni e Collestrada, ma anche in altre zone di Perugia e di Torgiano, si oppongono all’opera, ritenendola inutile, costosa e troppo impattante dal punto di vista ambientale.

Il primo passo

Critiche a cui i favorevoli rispondono riconoscendo che per decongestionare l’area di Ponte San Giovanni, Collestrada e tutto il tratto del Raccordo tra le gallerie (spesso teatro di incidenti e conseguenti lunghe file) serve l’intero Nodo. Di cui però il Nodino rappresenta il primo, fondamentale, passo.

Rondini e Peppucci per il sì

Sempre incontrando il Comitato favorevole all’opera, guidato dal portavoce Fausto Cocciari, i consiglieri regionali Francesca Peppucci ed Eugenio Rondini, membri della II Commissione consiliare che sta esaminando il dossier Nodo, hanno spiegato perché si sono espressi a favore del progetto dell’Anas. Lamentando i tatticismi di parte della politica, scaturiti nel documento ambiguo su cui si sta ragionando nella Commissione regionale.

I tatticismi della politica

Serve uscire allo scoperto, comprendere chi in Regione è favorevole al progetto così com’è e chi è contrario. E quali sono eventualmente gli effettivi margini di manovra per poterlo in parte modificare. Ma avendo sempre presente, però, che l’obiettivo deve essere la realizzazione del completo Nodo.

L’allarme del Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”

Il Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”, dopo un’altra settimana di passione – per evitare le lunghe file del cantiere Anas, molti mezzi, anche pesanti, sono transitati all’interno della frazione – ribadisce le problematiche legate all’inquinamento dell’aria e acustico. E denuncia il decadimento della qualità della vita determinato dall’eccesso dei veicoli che transitano quotidianamente nell’abitato.

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