SEQUESTRO AREA EX-FIAT, 8 INDAGATI. SINDACO “IN BALLO IL DESTINO DI SPOLETO”. TREMA L’UMBRIA DELL’EDILIZIA - Tuttoggi.info

SEQUESTRO AREA EX-FIAT, 8 INDAGATI. SINDACO “IN BALLO IL DESTINO DI SPOLETO”. TREMA L’UMBRIA DELL’EDILIZIA

Redazione

SEQUESTRO AREA EX-FIAT, 8 INDAGATI. SINDACO “IN BALLO IL DESTINO DI SPOLETO”. TREMA L’UMBRIA DELL’EDILIZIA

Sab, 26/06/2010 - 03:44

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di Carlo Ceraso

Ci sono 8 indagati nell’ambito dell’inchiesta sul palazzo in costruzione in Via Cacciatori delle Alpi, l’area ex Fiat, ai più nota per esser stata per decenni la sede dei vigili del fuoco di Spoleto. Gli avvisi di garanzia sono stati consegnati nella mattinata di ieri (venerdì) dai carabinieri della locale compagnia ad altrettanti funzionari pubblici e professionisti.

Fra questi tre funzionari del Comune di Spoleto (2 dirigenti – quella che firmo l’autorizzazione a costruire nel 2008 e il collega che siglò la Convenzione fra Municipio e società costruttrice – e il geometra responsabile del procedimento), i due professionisti che hanno lavorato al progetto e 3 rappresentanti dell’impresa, la Edilcom. Tutti convocati in caserma per ricevere la notifica degli avvisi, mentre i militari del Norm procedevano a mettere i sigilli al cantiere (clicca qui).

La vicenda sembra ricalcare quella che ha già interessato il Palazzo della Posterna conclusasi, in primo grado, con una condanna per alcuni soggetti e l’ordine di abbattimento parziale della costruzione. Una sentenza che non poteva neanche ‘fare scuola’, visto che è arrivata lo scorso marzo, due anni dopo il rilascio della autorizzazione per la struttura di Via Cacciatori delle Alpi (persino il decreto di rinvio a giudizio per la Posterna è dell’ottobre 2009). Ancora una volta, a quanto è dato sapere, nel mirino della Procura della Repubblica (l’inchiesta è affidata al pm Federica Albano) ci sarebbero gli indici di edificabilità che secondo la tesi dell’accusa non rispetterebbero i criteri fissati invece dalla legge regionale.Ad innescare la miccia, questa volta, non sono state associazioni ambientaliste o forze politiche, ma l’esposto presentato (e reso pubblico nel corso di una conferenza stampa) dallo stesso costruttore della Posterna, il geometra Rodolfo Valentini. Perchè i criteri di calcolo applicati per quel manufatto sembrano gli stessi attuati anche per altre costruzioni in corso, di maggiore o minore metratura. La stessa procedura seguita da altri Comuni dell’Umbria.Che la sentenza della Posterna avrebbe innescato una reazione a catena, lo si era sospettato. Ieri la prima conferma con il sequestro del cantiere dell’Edilcom. Che però non sarebbe stato proprio un fulmine a ciel sereno. O almeno non per tutti. Sarà infatti una coincidenza ma da giorni, se non settimane, il cantiere risultava pressochè fermo.

Di metà pomeriggio la durissima nota diramata dal Comune di Spoleto che, senza mezzi termini, parla di “rischio per il futuro stesso della comunità” ed evidenzia come tutte le procedure siano state avallate da Enti sovraordinati come Regione, Provincia e Sovrintendeza ai beni culturali. Ma anche in questo caso – come lo fu per la precedente inchiesta – gli unici indagati “pubblici” sono solo quelli del Comune. “E’ disorientante che nel giro di pochi mesi ci sia un’accelerazione dell’indagine giudiziaria così rapida su progetti di questa Amministrazione Comunale che prima della loro attuazione hanno tutti ricevuto i benestare e le autorizzazioni necessarie da parte degli entri sopra ordinati, a ciò deputati per legge e procedura”, scrive il primo cittadino. “La serenità sta venendo meno – continua Benedetti – e non siamo più nella condizione di dare risposte rapide ai cittadini per le tante pratiche che ogni giorno ci sottopongono. La situazione che si è generata mette in dubbio la certezza del lavoro svolto normalmente per anni dai nostri uffici tecnici che oggi fanno fatica a capire, in molti casi, se l’applicazione delle norme finora praticata, e analoga a quella applicata nelle altre realtà comunali dell’Umbria, è corretta o se occorrono modifiche alla luce della sentenza sulla Posterna ed anche del nuovo fatto che riguarda l’ex FIAT”. Il sindaco Benedetti, alla guida della città da neanche un anno ma già alle prese con due vicende pesantissime, rinnova insieme alla Giunta la massima fiducia ai suoi funzionari.

“Possiamo affermare – si legge ancora nella nota – che il lavoro dei nostri tecnici mai si è discostato dall’osservanza di quelle norme che rispettano da anni e di quelle procedure che osservano scrupolosamente. Si tratta di tecnici preparati che si confrontano costantemente con il resto dell’Umbria per la redazione e l’istruttoria di piani attuativi, sia pubblici che privati. Non ci resta che chiamare a raccolta la Regione Umbria, la Provincia di Perugia e la Soprintendenza dei BB.CC. Paesaggistici e Ambientali dell’Umbria, coinvolgendo anche l’ANCI, per capire se l’interpretazione delle norme, sia nazionali che regionali, riguardanti i piani attuativi finiti sotto la lente della giustizia è un fatto tutto spoletino, oppure se si tratta di una interpretazione più generale dell’azione giudiziaria che, applicata in altre realtà, potrebbe mettere in discussione più situazioni, sia passate che in corso di realizzazione, nel resto della Regione, o in qualche altra parte del Paese”. “Sono sempre stato un garantista e continuo a credere fermamente nell’operato della Giustizia – conclude Daniele Benedetti – ma qui comincia a essere in ballo non tanto il futuro di un’Amministrazione quanto il destino di una comunità”.

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