Segregata e stuprata a Foligno dall’ex, 28enne scappa gettandosi dall'auto - Tuttoggi

Segregata e stuprata a Foligno dall’ex, 28enne scappa gettandosi dall’auto

Redazione

Segregata e stuprata a Foligno dall’ex, 28enne scappa gettandosi dall’auto

Tre giorni di terrore per una 28enne vittima del suo ex, trascinata da Siena a Foligno e poi a Roma | Il 30enne rintracciato e sottoposto a fermo dalla polizia
Lun, 05/08/2019 - 14:37

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Rapita, segregata in un’abitazione di Foligno, violentata e picchiata per tre giorni, fino a quando è riuscita a scappare al suo aguzzino gettandosi dall’auto in corsa con il quale l’uomo l’aveva portata a Roma.

È la terribile storia che ha visto protagonista una donna di 28 anni, italiana, madre di due figli. Secondo quanto ricostruito attraverso il suo racconto, la giovane, che si trovava a Siena, è stata costretta con la forza a seguire il suo ex, un 30enne di nazionalità albanese, M.M. le sue iniziali, fino a Foligno. Qui ha raccontato di esser stata segregata in un appartamento e obbligata per tre lunghi giorni a subire le violenze sessuali del suo aguzzino, risultato poi irregolare sul territorio italiano, con a carico un ammonimento del Questore di Perugia. Le violenze si sarebbero protratte da mercoledì 31 luglio scorso fino al pomeriggio del venerdì successivo quando, approfittando di un viaggio a Roma, dove era stata costretta a seguire il suo carceriere, la giovane, condotta presso il centro outlet di Castel Romano, ha trovato la forza di gettarsi dalla vettura.

Accortasi della presenza di numerose persone che in quel momento gravitavano nel parcheggio del centro, approfittando di una distrazione dell’albanese, infatti, la donna ha aperto lo sportello della vettura ancora in movimento e si è gettata in strada chiedendo aiuto a gran voce.

Nonostante ciò l’individuo ha bloccato il veicolo e ha raggiunto la ragazza colpendola con schiaffi e pugni al fine di costringerla a risalire sulla vettura. Solo l’intervento delle persone presenti e di alcune guardie giurate in servizio presso l’outlet hanno consentito di trarre in salvo la donna. All’arrivo degli agenti del commissariato Spinaceto, però, l’albanese si era già dileguato.

Agli agenti, la vittima ha raccontato la storia di un amore malato: un lungo anno di soprusi e violenze, fisiche e psicologiche e il costringimento con minacce rivolte a lei e ai suoi figli a non rivelare a nessuno ciò che era costretta a subire. Dopo i soccorsi alla donna, ricoverata in ospedale e sottoposta al protocollo per le vittime di abusi sessuali, sono scattate le indagini finalizzate al rintraccio del soggetto. Grazie ai filmati di videosorveglianza delle telecamere presenti nel centro outlet, non solo si potevano notare gli attimi di inaudita violenza nei confronti della donna e la fuga della ragazza, ma si è riusciti anche a risalire alla targa e al modello dell’autovettura utilizzata dall’albanese.

Questo ha permesso di concentrare le ricerche su un individuo noto alle Forze dell’Ordine, dimorante in Foligno. Gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato Spinaceto si sono recati così a Foligno dove ad attenderli hanno trovato i poliziotti del locale commissariato.

Le attente ricerche del malvivente non hanno dato inizialmente nessun risultato. In serata però la svolta: è stata rintracciata una testimone, una giovane donna italiana residente a Foligno che addirittura, nel corso di una visita a casa dell’albanese nella giornata di giovedì, spaventata dalle violenze alle quali, suo malgrado, aveva dovuto assistere, era fuggita dall’appartamento. Dopo aver raccolto la drammatica testimonianza, grazie a uno strattagemma, gli investigatori hanno attirato il ricercato alla stazione dei treni di Foligno. Qui, l’uomo ha avuto particolare cura nel parcheggiare la vettura lontano dalla stazione alla quale si è poi diretto con massima circospezione. Vana precauzione. La rete di controllo della Polizia non ha permesso la fuga dell’individuo, immediatamente bloccato e posto in stato di fermo per sequestro di persona, violenza sessuale, minacce e lesioni. Al termine degli accertamenti è stato accompagnato presso il carcere di Spoleto.

La vittima, dopo le cure e le visite che hanno rivelato la presenza di numerosi segni di violenza sul suo corpo, è stata affidata ai genitori, giunti immediatamente a Roma per assisterla.

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