La protesta di cinque sigle sindacali: "Non si può pensare di chiudere gli istituti per ridimensionare i contagi"
“Le scuole, a partire da marzo e per tutto il periodo estivo, hanno costantemente lavorato per garantire la riapertura in sicurezza. Gli istituti scolastici rappresentano oggi un luogo in cui il percorsi di istruzione ed il processo educativo si svolgono nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dalle normative vigenti”. Ad affermarlo ieri i sindacati della scuola dell’Umbria, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda, che hanno protestato a Perugia per evitare che il mondo della scuola diventi “il capro espiatorio della mancata lungimiranza delle istituzioni e degli enti locali che avrebbero dovuto adottare a suo tempo provvedimenti nel campo dei trasporti e di vigilanza sugli assembramenti e non aspettare l’acuirsi della pandemia per ricorrere a soluzioni che nullificano il lavoro ed i sacrifici fatti dalle scuole“.
Come spiega Patrizia Puri, Cobas scuola, “abbiamo aderito con convinzione alla manifestazione in Umbria, per ribadire quanto già detto in estate. Chiedevamo di essere preventivi, potenziando trasporti, aule e organici. Non è stato fatto nulla di tutto questo e, nonostante questo, grazie agli sforzi dei dirigenti scolastici e del personale che lavora negli istituti, le scuole sono partite in sicurezza. Non si può pensare di ridimensionare e richiudere la scuola, che si era detto essere prioritaria. La scuola è uno dei luoghi più sicuri in assoluto, non si può pensare di chiuderla per ridimensionare i contagi. Chiediamo risorse e un Paese che punti sulla scuola“. (Continua dopo la gallery)
Secondo le 5 sigle, gli interventi proposti a livello nazionale e regionale agiscono su un’organizzazione della didattica in cui già si prevede il ricorso alla DID (didattica integrata digitale) e su soluzioni di flessibilità oraria già attuati in autonomia. Le organizzazioni sindacali considerano “inefficace e, anzi, possibile motivo di disorganizzazione”, lo slittamento alle 9 dell’apertura degli istituti del secondo grado, mentre ritengono “opportuna anche se tardiva” la riduzione dell’indice di capienza degli autobus scolastici al 60%”.
Le cinque sigle chiedono inoltre “vigilanza agli ingressi alle entrate ed uscite dalle scuole con interventi di personale individuato dei comuni e dalla protezione civile”. Restano aperti i problemi degli alunni portatori di handicap, che nel ricorso alla DID saranno ulteriormente penalizzati e per cui si auspica dai Comuni, quando non è possibile la presenza a scuola degli alunni stessi, l’attivazione di assistenti ad personam. Ieri da Perugia, infine, le cinque sigle sindacali hanno inoltre chiesto “un confronto con l’assessore alla Sanità per lo snellimento e la velocizzazione delle procedure di individuazione dei positivi al Covid-19”.





