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SCIOPERO THYSSEN, IN 500 ALLA MANIFESTAZIONE: LE GARANZIE DEL PREFETTO E LA PERPLESSITA' DELLA POLITICA

Redazione

SCIOPERO THYSSEN, IN 500 ALLA MANIFESTAZIONE: LE GARANZIE DEL PREFETTO E LA PERPLESSITA' DELLA POLITICA

Ven, 24/06/2011 - 16:47

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SCIOPERO THYSSEN, IN 500 ALLA MANIFESTAZIONE: LE GARANZIE DEL PREFETTO E LA PERPLESSITA' DELLA POLITICA

Riccardo Foglietta

In seguito all’annuncio dello scorporo dell’inossidabile Inox dal resto del gruppo, a cui farebbe seguito la quotazione in borsa e la vendita entro il 2012, fatto dal responsabile del personale della multinazionale tedesca ThyssenKrupp, Ralph Labonte, gli operai dell’Acciai Speciali Terni sono scesi in piazza, con l’obiettivo di ottenere rassicurazioni sul futuro dei posti di lavoro in gioco. Il corteo dei lavoratori, reso possibile dall’accordo in extremis tra le segreterie provinciali di Fiom, Cgil, Fim, Cisl, Uilm, Ugl e Fismic, è partito dallo stabilimento di Viale Brin per concludersi davanti alla Prefettura in Viale della Stazione, dove i segretari provinciali di categoria sono stati ricevuti dal Prefetto, Augusto Salustri. Con questa manifestazione i sindacati hanno quindi cercato sia di avviare un confronto positivo con il Governo per affermare la centralità di tutte le produzioni sia di far presente lo stato di incertezza in cui versa il sito ternano, soprattutto se si pensa agli accordi che in Germania ThyssenKrupp AG e IG Metall hanno firmato in vista della salvaguardia dei posti di lavoro.
La D.ssa Mariacristina Di Lello, Vice Prefetto Aggiunto e Capo di Gabinetto del Prefetto, intervistata da TO® ha dichiarato: “Le organizzazioni sindacali, le segreterie provinciali di categoria e le RSU sono state incontrate dal Prefetto. La richiesta delle organizzazioni sindacali è stata quella di presentare al Governo, tramite il Prefetto, i timori circa le sorti del sito ternano della multinazionale tedesca, a seguito delle decisioni ormai ben note di vendita di alcuni settori e di scorporo dell’inox. Questo considerando che i lavoratori interessati, tra dipendenti diretti dell’AsT e dipendenti delle società controllate e delle società a partecipazione di minoranza, sono circa 3 mila e 700 unità degli 11 mila interessati dallo scorporo della produzione di acciaio inossidabile. Il Prefetto ha assicurato l’impegno di rappresentare queste preoccupazioni in sede centrale e gli è stata consegnata una nota che verrà tempestivamente inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alle amministrazioni centrali interessate. La Questura ci ha riferito che dovrebbero essere circa 500 le persone che hanno partecipato alla manifestazione, numero che ovviamente è opportuno verificare direttamente con gli organi di pubblica sicurezza”.
Questa invece la testimonianza di Angelo Morbidoni, Segretario Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Terni: “La manifestazione di oggi è sintomo dell’esigenza degli operai dell’AsT di riprendere in mano la loro situazione lavorativa, per non attendere più passivamente quella che sarà la decisione finale della Dirigenza della ThyssenKrupp. La forza dell’azienda ternana si doveva ad un progetto globale di produzione, che subirà un indebolimento con la parcellizzazione delle proposte. Mi aspettavo una partecipazione più numerosa e viva alla giornata di oggi, soprattutto da parte delle forze politiche; ciò testimonia una fase di cristallizzazione che deriva dalla mancanza di idee e dalla volontà di impedire il formarsi di una massa critica che sia in grado di anteporsi all’egemonia delle multinazionali. Altra assenza ingiustificata è stata quella dei “colletti bianchi” dell’azienda che, come dichiarato dallo stesso amministratore delegato Harald Espenhahn, in prima istanza corrono i rischi maggiori. Sarebbe opportuno per l’immediato futuro prevedere altre manifestazioni di questo tipo, sensibilizzando per tempo, tramite stampa e televisione, una città che vive intorno a questi siti industriali e che, insieme ad essi, perderebbe una garanzia di sviluppo e di crescita. Vanno fatte delle manifestazioni civili ma forti, che stimolino la politica ad intraprendere percorsi nuovi e devono essere fatte anche delle proposte nuove: la nostra proposta di legge verte sulla possibilità di attirare capitali con agevolazioni di ogni genere avendo però la garanzia che se l’azienda, senza un motivo apparente, decide di delocalizzare o di smobilitare è tenuta a restituire parte del patrimonio alla città di cui ha assorbito le risorse.”

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