Sant'Egidio, l'assemblea sul biogas finisce in bagarre."Un clima intimidatorio e offensivo, rissoso ai limiti della violenza fisica" - Tuttoggi

Sant'Egidio, l'assemblea sul biogas finisce in bagarre.”Un clima intimidatorio e offensivo, rissoso ai limiti della violenza fisica”

Redazione

Sant'Egidio, l'assemblea sul biogas finisce in bagarre.”Un clima intimidatorio e offensivo, rissoso ai limiti della violenza fisica”

Lun, 24/09/2012 - 15:40

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Sa.Mi.

Doveva essere un'occasione per chiarire gli aspetti tecnici di un impianto a biogas da biomassa vegetale reflui zootecnici, invece si è trasformata in una vera e propria bagarre a discapito della possibilità di comprensione della materia da parte dei presenti. Per fare chiarezza su quanto avvenuto riportiamo sia la nota degli assessori al Comune di Perugia, Pesaresi e Cardinali che i resonconti dell'iniziativa dati da due punti di vista differenti rispettivamente del Movimento 5 stelle di Perugia che di Confagricoltura Umbria.

La nota degli assessori Pesaresi e Cardinali- Non è abitudine dell’Amministrazione comunale di Perugia sfuggire al confronto con i cittadini sulle questioni che interessano la comunità. La democrazia si fonda anche sulla partecipazione, ma quello che è accaduto nell' ’assemblea che si è svolta venerdì scorso a S. Egidio, alla quale abbiamo partecipato – o meglio: abbiamo cercato di partecipare – in rappresentanza della giunta non ha nulla a che vedere con la partecipazione.
Serviva una civile esposizione di opinioni, tesi, dati per informare in modo corretto i cittadini del quartiere sul progetto di un impianto di produzione di energia alimentato a biogas.

Invece si è creato un clima intimidatorio, offensivo nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni, rissoso al limite della violenza fisica. Una minoranza di residenti è stata presa in ostaggio da alcuni aspiranti professionisti dell’a ntipolitica affluiti a S.Egidio per fare del progetto una occasione di scontro e strumentalizzazione.

Il Comune non desisterà certo dall’ approfondire con i cittadini i temi concreti che questo progetto comporta , e conferma la disponibilità a farlo nelle modalità appropriate.
Alcune precisazioni nel merito: Un iter con tempi troppo veloci (un mese) – è stato detto. Sono i tempi previsti dal decreto legge nazionale, e la Conferenza dei servizi li ha rispettati. Alla pubblica amministrazione non si possono imputare i ritardi, come spesso accade, ed anche la puntualità.

Quanto all’impianto,sono rispettate le distanze, secondo quanto richiesto dalle normative regionali di riferimento; non c’è nessuna ipotesi di alimentarlo con materiali che non siano di origine biologica (niente pneumatici o rifiuti di alcun tipo); come spiegano gli esperti, e come si è invano cercato di spiegare nell’ assemblea, non viene riportato nella letteratura scientifica internazionale alcun rischio per la salute delle persone derivante dalla produzione di biogas, come non ci sono rischi di inquinamento delle falde acquifere; con l’ energia così prodotta si tolgono dalla atmosfera 1275 tonnellate di CO2; il cosiddetto “biodigestato” dell’impianto (oggi non considerato più “rifiuto”, grazie alla recente normativa nazionale e già riconosciuto tale dalla normativa regionale del 2011), derivante dai residui della produzione del biogas, viene utilizzato come ammendante biologico per la fertirrigazione e/o come fertilizzante per gli stessi terreni agricoli, in alternativa ai tradizionali prodotti chimici. Non è seriamente prospettabile, infine, il pericolo di affamare i bambini perché viene impiegato mais per produrre energia, come era scritto nel volantino portato nelle case per la raccolta delle firme.
E'’ bene sottolineare tra l’altro che l’impatto ambientale e urbanistico dell’impianto è limitato, anche perché si tratta di un impianto piccolo e di non elevate capacità produttive, collocato a ridosso di una galleria. Infine, è opinione del Comune che debba essere compiuta una operazione di serietà. Non si può tutti i giorni esprimere allarme per il ristagno dell’economia e la crisi dell’occupazione, e poi opporre divieti ad ogni insediamento industriale nel territorio, sia esso Ikea, o un allevamento, o un impianto a biogas. Non si può lamentare la lungaggine burocratica che penalizza l’impresa e poi cercare di alimentare iter dilatati nel tempo, magari con l’obiettivo di far desistere. Non si può essere d’accordo sull’ uso delle energie rinnovabili, come ribadito da tutti in assemblea, “purchè non nel mio cortile”. Fermo restante, come è ovvio, che tutte le cautele e le precauzioni vadano sempre prese per garantire sicurezza, tutela ambientale, compatibilità urbana. Il Comune su queste vigilerà.”

Il Movimento 5 Stelle- Giovedì sera a S. Egidio, il CVA era gremito di cittadini come non mai, per parlare con i rappresentanti dell'amministrazione comunale, gli assessori Pesaresi e Cardinali, in merito alla costruzione di un impianto a biogas. Sin dalle prime battute si è subito capito che gli animi erano molto accesi se non addirittura inferociti. Questo a causa della mancata partecipazione dei cittadini durante tutto l’iter burocratico, che per questo specifico progetto non prevede la consultazione dei residenti e che ha portato all’autorizzazione della costruzione di questo impianto. Oltretutto gli assessori, si vantavano di aver speditamente accettato e approvato il progetto, per giunta nel mese di Agosto, e questo provocava già dalle prime battute pesanti contestazioni! La mancanza di comunicazione e di partecipazione attiva con i propri cittadini, per questioni inerenti il loro territorio, è inaccettabile e questo ha provocato la rabbia dei cittadini nei confronti delle due rappresentanti del comune, Pesaresi e Cardinali le quali a loro volta si sono espresse nei loro confronti con modi ed espressioni al limite dell’insulto. Durante lo svolgimento dell’assemblea ci sono stati numerosi interventi, sia da parte degli assessori e dei loro tecnici, sia da parte di cittadini e di esperti indipendenti. Seppur notando un altissimo livello di informazione, crediamo purtroppo che molti residenti non abbiano ancora capito a fondo le problematiche dell'impianto in questione. Un vero e proprio shock si è verificato quando l'assessore Cardinali ha confermato che la zona in questione, Sant’Egidio, non è considerata un’area abitativa ma una semplice area agricola con case sparse! Ovviamente, per tutta la cittadinanza, lo stupore è stato immenso, considerando anche che molte abitazioni sono a poco più di 200 mt. dal sito. Il MoVimento 5 Stelle di Perugia organizzerà un incontro con la cittadinanza per spiegare con l’ausilio di professionisti indipendenti, l’impatto ambientale derivante dall’utilizzo di una centrale a biogas. Quest’incontro sarà gestito secondo il metodo della partecipazione, in modo tale da permettere a tutti coloro che interverranno di esprimere il proprio pensiero e di ricevere risposte tecniche.

Confagricoltura Umbria ha diffuso in proposito una nota – “Alla presenza degli assessori del Comune di Perugia Cardinali e Pesaresi e di altri relatori, fra cui medici e docenti universitari, si è tenuto uno spettacolo indegno che nulla a che fare con la democrazia e la partecipazione, per altro invocata a gran voce dagli abitanti del comprensorio. Confagricoltura Umbria è sconcertata dalla superficialità con cui sono state trattate tematiche importanti come le energie rinnovabili, la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica. La vera protagonista dell’assemblea è stata la disinformazione che troppo spesso è sconfinata nell’incapacità di ascoltare e nella volgarità. Amministratori ed esperti non sono potuti entrare nel merito della questione senza che venissero coperti da urla e fischi. Il Comune di Perugia si è attenuto all’iter abilitativo previsto dalla legge nazionale, scegliendo una procedura ulteriormente garantista convocando la conferenza dei servizi, che si è conclusa con esito positivo. Confagricoltura Umbria esprime tutta la propria solidarietà agli amministratori del Comune di Perugia e stigmatizza il comportamento di chi, crea strumentalmente dall’esterno comitati che di spontaneo spesso hanno ben poco. Quanto accaduto a S. Egidio deve essere di monito alla politica che è tenuta a confrontarsi attraverso momenti di partecipazione con soggetti formalmente costituiti e giuridicamente riconosciuti, nell’interesse della cittadinanza e a tutela del tessuto sociale che opera ed investe nel territorio. Nonostante le informazioni distorte divulgate durante la serata (c’è ancora chi associa gli effluenti di allevamento e il digestato ai rifiuti o chi impropriamente parla di acque di lavaggio e della combustione di materiali pericolosi che in questo tipo di impianto non esistono!) gli esperti accademici intervenuti hanno dichiarato che la comunità scientifica internazionale non ha mai evidenziato problemi per la salute pubblica in correlazione all’esercizio di impianti a biogas da biomassa vegetale e reflui zootecnici, evidenziando i benefici ambientali economici e sociali derivanti dalla green economy.

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