E’ ancora la sanità il terreno di scontro politico in Consiglio regionale. Su nodi specifici (la vicenda del nuovo ospedale di Terni e del Pronto soccorso di Orvieto). E soprattutto sulle liste d’attesa, tema sul quale il centrosinistra aveva fortemente puntato in campagna elettorale, promettendone l’azzeramento in tre mesi.
“Destituite di fondamento le smentite della presidente Proietti. Non solo ritardi di mesi ed anni,
ma neanche percorsi di tutela” attacca il consigliere della Lega Melasecche, che a gennaio aveva presentato un’interrogazione sul fenomeno della mancata presa in carico delle prescrizioni mediche.
“Ho ulteriormente accertato – spiega Melasecche – che viceversa si tratta di prassi consolidata e non di casi episodici. Mi sono recato infatti in varie farmacie le quali mi confermano che, a distanza di varie settimane da quelle smentite, prosegue impunemente il respingimento nei confronti di pazienti obbligandoli a tornare più e più volte per ottenere non la prestazione ma la semplice presa in
carico della propria richiesta necessità cui hanno diritto prescritta regolarmente dal medico di famiglia. Tale comportamento è illegale ma non mi meraviglio di quanto sta avvenendo anche perché fa il paio con
i dati che ci vengono forniti sulle liste di attesa falsate dalla mancata contabilizzazione di migliaia di questi casi”.
Temi sui quali è stata chiamata a rispondere in Aula la presidente Stefania Proietti, che ha tenuto per sé la delega alla sanità.
I consiglieri di minoranza Donatella Tesei (prima firmataria), Enrico Melasecche (Lega), Eleonora Pace (FdI) hanno chiesto con un’apposita interrogazione la verifica della coerenza dei flussi informativi regionali e dei dati reali sui percorsi di tutela (pdt) al 2 febbraio di quest’anno.
“Ad oggi – la risposta della governatrice – le prestazioni monitorate a livello nazionale, le cosiddette prestazioni traccianti, ammontano a 43.865 delle quali 27.932 nei tempi di attesa previsti. Le prestazioni urgenti e brevi sono nei tempi. Le prestazioni complessive ammontano a 63.920. Il numero delle prese in
carico delle Piastre è di 8.582. Si tratta di dati frutto di un lavoro costante sicuramente più problematico di quello che c’è stato in passato a causa della mancata possibilità di utilizzare la quota dello 0,4% del Fondo sanitario per l’abbattimento delle liste d’attesa. I dati forniti a inizio febbraio fanno riferimento alle Prestazioni traccianti, vale a dire le prestazioni attualmente sottoposte a monitoraggio da parte di Agenas al fine di avere omogeneità con tutte le Regioni. I dati dei percorsi di tutela relativi a prestazioni di specialistica ambulatoriale corrispondono a 52.325 mentre il totale delle prestazioni complessive comprese le traccianti sottoposte a monitoraggio al 2 febbraio 2026 ammontava a 71.416. I dati forniti in risposta alla precedente richiesta facevano riferimento ai soli dati di primo accesso alla specialistica
ambulatoriale, come fatto in tutte le comunicazioni precedenti”.
Tesei ha evidenziato la conferma del fatto che le prestazioni in lista d’attesa monitorate sono oltre 70mila, lamentando la carenza di trasparenza e di informazioni. In particolare quelle che hanno un RAO scaduto, cioè rispetto ai tempi preisti nella prescrizione.
E quanto al mancato trasferimento dei fondi statali dedicati lamentato da Proietti, Tesei ha ricordato che ci sono 184 milioni di euro di tasse in più a carico dei cittadini umbri “senza motivazione”.
“State prendendo in giro i cittadini” ha tuonato il consigliere Giambartolomei (FdI) in merito alle criticità nella gestione delle liste di attesa e dei ‘percorsi di tutela’ presso il distretto di Perugia. Evidenziando come nella nota di risposta della Asl1 era presente una sorta di autodenuncia, laddove si parla di impegnative scadute, “fatte scadere perché portate oltre i termini consentiti” da reinserire.