San Ponziano, la preghiera per i giovani "a cui si vendono alcol e fumo" e il monito sul suicidio assistito IMMAGINI - Tuttoggi.info

San Ponziano, la preghiera per i giovani “a cui si vendono alcol e fumo” e il monito sul suicidio assistito IMMAGINI

Redazione

San Ponziano, la preghiera per i giovani “a cui si vendono alcol e fumo” e il monito sul suicidio assistito IMMAGINI

Mer, 14/01/2026 - 14:02

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“Vogliamo raccomandare a Dio, per mezzo di S. Ponziano, i nostri adolescenti, ai quali in città vengono venduti impunemente alcool e fumo, e i nostri giovani, perché non siano lasciati soli nella ricerca di un futuro di concordia, di stabilità e di giustizia”. Nell’omelia della funzione religiosa in Duomo nel giorno del patrono San Ponziano, l’arcivescovo Renato Boccardo, rivolge un pensiero ai giovani.

Una cerimonia celebrata dall’arcivescovo insieme a tanti sacerdoti della Diocesi, alla presenza di varie autorità civili e militari, ad iniziare dai sindaci di Spoleto e Norcia, Andrea Sisti e Lorenzo Battistini (presidente del Consiglio Comunale), dal consigliere regionale Stefano Lisci e dal presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. La liturgia è stata animata dalla corale diocesana diretta da Mauro Presazzi, con all’organo Angelo Silvio Rosati.

san ponziano

Contro il suicidio assistito

Mons. Boccardo ha iniziato l’omelia citando lo scrittore Evelyn Arthur Waugh a proposito di alcuni martiri inglesi: “Noi siamo gli eredi della loro vittoria, e godiamo di tutto ciò che essi hanno conquistato con la morte”. “E noi spoletini – ha detto il presule – possiamo affermare che anche il nostro San Ponziano ‘morì per vincere’. ‘Morire per vincere’, però, sono parole che possono descrivere pure certe posizioni che si stanno diffondendo anche in Italia, intese a permettere ai malati terminali di porre fine alla propria vita, come già avviene in altri Paesi che rendono il suicidio legale e, quasi, da promuovere. Lo abbiamo visto ancora recentemente, quando il suicidio assistito delle famose gemelle (le Kessler, ndr) è stato presentato e celebrato sotto l’egida dell’autodeterminazione e della dignità, classificato come una ‘scelta libera’, ma in realtà espressione eloquente di una modernità che pare non tollerare più il limite, la fragilità o il declino”.

Il martirio, per l’arcivescovo, non è un tema rassicurante: “Non consola, non addolcisce, non si presta a devozioni facili”. “Eppure – ha aggiunto – la Chiesa continua a custodirne la memoria, non per amore della morte, ma per fedeltà alla vita. Perché il martire non insegna a morire; insegna a vivere in modo che anche la morte perda il suo potere assoluto. Una vita vale perché è orientata, non perché è indolore”. E mons. Boccardo ha citato il pianista Giovanni Allevi, affetto da mieloma multiplo: “Nulla ti dona la consapevolezza della sacralità della vita come la sofferenza”.

Il messaggio per le famiglie spoletine e i giovani


Quindi, il pensiero per le famiglie spoletine ed i giovani: “Vogliamo raccomandare a Dio le nostre famiglie, perché siano scuola di vera umanità e luogo di autentica educazione alla vita e all’amore. Gli vogliamo raccomandare i nostri bambini, perché siano protetti dalla malizia degli adulti e non siano sacrificati daIl’egoismo dei genitori. Gli vogliamo raccomandare i nostri adolescenti, ai quali in Città vengono venduti impunemente alcool e fumo, e i nostri giovani, perché non siano lasciati soli nella ricerca di un futuro di concordia, di stabilità e di giustizia. Gli vogliamo raccomandare i nostri malati, perché siano curati con amore e professionalità. Gli vogliamo raccomandare i nostri politici, perché operino sempre per il conseguimento del bene comune e Io antepongano agli interessi personali o di partito. Gli vogliamo raccomandare questa comunità diocesana, perché sia sempre testimone di fede, speranza, carità; sia sempre una casa accogliente dove ognuno si senta amato, perdonato, incoraggiato. Gli vogliamo affidare la nostra coscienza, perché sia sempre illuminata dalla Parola di Dio e rimanga un sacrario di decisioni giuste”.

La difesa dei deboli

La comunità cristiana pronta a condividere impegni comuni per alleviare sofferenze e difendere i deboli: “S. Ponziano ci ricorda che, nel costruire la città, l’amore di Dio non è contro l’amore del prossimo, il pensiero del cielo non è dimenticanza della terra, il tempo dato a Dio non è tempo sottratto all’uomo. Perciò, la comunità cristiana è pronta a condividere impegni comuni, per alleviare sofferenze, sanare conflitti, difendere i deboli; per mettere a servizio del vivere civile tutte le sue risorse di spiritualità, di trascendenza, di umanità. S. Ponziano ci aiuti a scrivere pagine luminose nella storia della nostra Città e della nostra Diocesi, perché divengano ogni giorno di più spazi nei quali si ami gioiosamente la vita e sia dato alla gente il gusto di guardare in avanti, la voglia di avere un futuro, l’energia necessaria a costruire una società più vivace, più pronta a capire il senso ultimo delle cose, in grado di rispettare ed esaltare i veri valori dell’esistenza”.

La preghiera al Ponte Sanguinario

Prima delle messa in Duomo, si è svolto un momento di preghiera semplice e raccolto, scandito dalla lettura della passione di S. Ponziano e dal silenzio, al Ponte Sanguinario, luogo del martirio. Erano presenti l’arcivescovo mons. Renato Boccardo, i sacerdoti dello spoletino, il vice sindaco della Città Danilo Chiodetti, gli assessori Federico Cesaretti e Giovanni Angelini Paroli e alcuni fedeli. All’ingresso del Ponte l’associazione “G. Parenzi” ha posizionato alcune immagini di S. Ponziano.

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