Rogo Vascigliano, dopo 9 anni Corte appello assolve Massimo Scerna - Tuttoggi

Rogo Vascigliano, dopo 9 anni Corte appello assolve Massimo Scerna

Sara Fratepietro

Rogo Vascigliano, dopo 9 anni Corte appello assolve Massimo Scerna

L'imprenditore spoletino era stato condannato in primo grado a 3 anni e risarcimenti per decine di milioni di euro | Appello ribalta la sentenza ternana
Mer, 11/04/2018 - 17:06

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Rogo Vascigliano, dopo 9 anni Corte appello assolve Massimo Scerna

Il rogo alla Ecorecuperi di Vascigliano di Stroncone, avvenuto nel 2009, fu un evento di origine dolosa e l’allora presidente dell’azienda, l’imprenditore spoletino Massimo Scerna, non è colpevole del reato di incendio doloso. E’ quanto ha stabilito quest’oggi la Corte di appello di Perugia, che ha ribaltato la sentenza emessa nel 2015 dal Tribunale di Terni.

Assolto perché il fatto non sussiste la sentenza emessa dalla magistratura di secondo grado nei confronti dello spoletino, difeso dall’avvocato Fabio Militoni del foro di Spoleto.

Scerna era finito sotto inchiesta dopo il rogo che aveva interessato per oltre un mese, nell’estate del 2009, la Ecorecuperi di Vascigliano. Un disastro che aveva distrutto completamente l’azienda e portato gli enti preposti a disporre in via cautelativa  l’abbattimento di animali e la distruzione di foraggi di decine di imprese agricole e privati nelle aree limitrofe.

Insieme a lui, sotto processo davanti al collegio penale del Tribunale di Terni, erano finiti l’allora sindaco di Stroncone, Nicola Beranzoli, il direttore dell’Arpa locale Adriano Rossi e l’imprenditore Terenzio Malvetani, tutti assolti in primo grado, tranne appunto Scerna; quest’ultimo era stato condannato in primo grado infatti a 3 anni di reclusione, a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici ed al risarcimento di danni per decine di milioni di euro e decine di migliaia di spese legali a favore delle decine di parti civili costituitesi nel processo.

Oggi è arrivata la sentenza della Corte d’appello di Perugia, presieduta dal giudice Pierucci, che ha ribaltato quella dei magistrati ternani riconoscendo l’imprenditore spoletino innocente. Accolta in toto la tesi difensiva proposta in appello dall’avvocato Fabio Militoni, sviluppata in 17 pagine e 9 punti di contestazione contro la sentenza di primo grado. In un’ora di arringa, il difensore ha evidenziato l’origine dolosa dell’incendio e l’innocenza dello Scerna per insussistenza del fatto contestato ottenendo così, in riforma della sentenza di condanna, la assoluzione piena e la esclusione di ogni conseguente condanna, inclusa la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici e  il risarcimento milionario alle  parti civili. “Sono soddisfatto per la positiva conclusione della vicenda giudiziaria dello Scerna – è il commento dell’avvocato Fabio Militoni – alla quale ho lavorato e creduto per 9 anni, tanto è durato il processo tra il primo e il secondo grado”.

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