Rivoluzione catechismo e sacramenti in 25 comuni dell’Umbria | Ecco cosa cambia

Rivoluzione catechismo e sacramenti in 25 comuni dell’Umbria | Ecco cosa cambia

Cresima e Prima Comunione in quinta elementare, catechisti – padrini | Innovazione decisa dall’Assemblea sinodale | Video

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Meno anni di catechismo, Cresima anticipata rispetto alla Prima Comunione: scatta la rivoluzione dei sacramenti in una parte dell’Umbria che comprende 25 comuni, quelli che fanno parte dell’Arcidiocesi di Spoleto – Norcia (che interessa un territorio che va da parte del comune di Terni fino a buona parte del territorio Folignate comprendendo ovviamente lo Spoletino e la Valnerina). Le novità sono state decise dall’assemblea sinodale e stanno già creando alcuni malumori nelle parrocchie in cui sono state presentate.

Cosa cambia? In primis Cresima e Prima Comunione sono previsti alla fine della scuola elementare, con un ordine invertito. Una decisione condivisa quasi all’unanimità dall’assemblea del Clero del 2017, perché “la Cresima si riceve una sola volta, mentre l’Eucaristia si celebra ogni domenica”. Un ruolo centrale torneranno ad averlo la messa domenicale, ma anche il coinvolgimento dei genitori, chiamati ad un percorso di fede insieme ai loro figli. Ed un’importanza fondamentale, in questo nuovo percorso di “rivoluzione” del catechismo, l’avranno la comunità parrocchiale ed il catechista. Da qui l’idea che ad assumere il ruolo di padrino/madrina della Cresima saranno proprio i catechisti.

“Ai ragazzini dalla terza elementare alla seconda – terza media, imponiamo 8 anni di indottrinamento e poi tanto non ci capiamo niente lo stesso. Allora proviamo a fare una cosa più ‘leggera’, un percorso diverso” spiega l’arcivescovo Renato Boccardo. Ruolo centrale lo avranno i genitori, con un percorso da avviare sin dopo il battesimo, mentre il percorso di catechesi ‘tradizionale’ (anche se con un metodo esperienziale e non con noiose lezioni frontali) verso i due importanti sacramenti sarà dalla terza alla quinta elementare. La Cresima sarà impartita il sabato pomeriggio in Duomo, con un rito senza celebrazione eucaristica, mentre il giorno seguente nella parrocchia di appartenenza sarà la volta della Prima Comunione. “I genitori non dovranno più fare due feste e risparmieranno sul ristorante” scherza l’arcivescovo., anticipando una possibile lamentela che potrà arrivare da queste nuove disposizioni.

Ovviamente il percorso di fede cristiana, in questa piccola ‘rivoluzione’, è destinato a proseguire anche dopo la quinta elementare, ma in modo diverso, attraverso l’oratorio e l’impegno in parrocchia. Ovviamente l’introduzione delle novità sarà graduale, rivolto ai bambini che iniziano quest’anno, mentre gli altri ragazzi proseguiranno il percorso già intrapreso. Quanto alla scelta di far fare il padrino della Cresima al catechista, che già ha fatto discutere in alcune parrocchie (ma che era stata sperimentata in realtà già da qualche parrocchia, come ad esempio dal parroco di San Martino in Trignano, don Gianfranco Formenton), monsignor Boccardo chiarisce: “E’ una proposta e non è un obbligo”.

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