Riprese di Consigli e Commissioni, Garante Privacy “Tuel garantisce trasparenza”

Riprese di Consigli e Commissioni, Garante Privacy “Tuel garantisce trasparenza”

Braccio di ferro tra Comune di Perugia e consiglieri M5s, il Garante “Limitazioni solo su dati sensibili o su determinate categorie di soggetti”


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Le sedute di Consiglio comunale (ed anche le Commissioni) possono essere riprese, anche se con alcune limitazioni che possono essere decise dalla stessa assemblea attraverso uno specifico regolamento in caso di trattazione di dati sensibili o di questioni che interessino determinate categorie di soggetti. Lo evidenzia il Garante della Privacy che ha quindi fatto chiarezza sul braccio di ferro in corso da settimane tra il Comune di Perugia ed i consiglieri del Movimento 5 stelle.

Da tempo, infatti, i pentastellati chiedono la possibilità di riprendere non solo le sedute del consiglio comunale ma anche quelle delle commissioni consiliari (pubbliche al pari delle prime) e di poter effettuare delle dirette streaming. Questione che però finora ha trovato la contrarietà da parte della Giunta e della maggioranza motivate dalla difesa della privacy.

Ora, però, dopo l’ennesima sollecitazione del M5s, il Comune di Perugia ha ufficialmente chiesto (in data 6 aprile) un parere al Garante della Privacy che di fatto dà il via libera a quanto richiesto dai pentastellati, anche se il consiglio comunale, attraverso un apposito regolamento, può porre un limite ad alcune registrazioni pur ricordando che sedute ed atti sono pubblici.

La lettera del Garante per la privacy

Si rappresenta che questa Autorità – si legge nella risposta dell’Authority al Comune – ha avuto modo di pronunciarsi in più occasioni in ordine all’utilizzo di apparecchiature video fotografiche durante le sedute consiliari, evidenziando che il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali garantisce espressamente la pubblicità degli atti e delle sedute dell’organo consiliare comunale, demandando ad uno specifico regolamento comunale l’introduzione di eventuali limiti a detto regime di pubblicità (artt. 10 e 30 Tuel). Proprio questa fonte normativa, a parere del Garante, può costituire la sede idonea a disciplinare modalità e limiti di pubblicità delle sedute, comprese le eventuali riprese televisive, ed a specificare le ipotesi in cui eventualmente limitare le riprese per assicurare la riservatezza dei soggetti presenti o oggetto del dibattito (ad esempio, nel caso di una seduta che delibera l’attribuzione di benefici a particolari categorie di soggetti e nel corso della quale potrebbero emergere dati sensibili). Nell’ipotesi in cui sia prevista la possibilità di effettuare le riprese, l’Amministrazione deve rendere l’informativa prevista dall’art. 13 del d.lg. 30 giugno 2003, Codice in materia di protezione dei dati personali, rendendo edotti i partecipanti dell’esistenza delle telecamere, della successiva diffusione delle immagini e degli altri elementi previsti dalla normativa sulla protezione dei dati”.

M5s: “Ora riprenderemo la ripresa delle sedute”

Soddisfatta la capogruppo del Movimento 5 stelle al Comune di Perugia, Cristina Rosetti. “Il Garante Privacy  – evidenzia -smentisce la maggioranza Romizi, capeggiata dal Consigliere Angela Leonardi (Barellina) e dall’Assessore Calabrese: la pubblicità delle sedute di consigli e commissioni è disciplinata dal Testo unico degli enti locali e l’unico onere per l’Amministrazione è l’informativa ex art. 13 del Codice della Privacy, vale a dire che se c’è possibilità che soggetti terzi siano ripresi, questi ne devono essere informati. Altra figuraccia collezionata da una destra reazionaria, per cui la trasparenza è puro optional, quando invece è obbligo di legge ed è finalizzata a fare sì che i cittadini esplichino quell’attività di controllo, sull’attività amministrativa e sull’uso delle risorse, che costituisce la base stessa della democrazia. Invece, per la maggioranza Romizi meno si sa e meglio è! Da quattro anni, il M5S, in totale solitudine, combatte per gli streaming e la diffusione, anche a mezzo dei canali social, più facilmente utilizzabili e prontamente accessibili, delle sedute, non solo del consiglio, ma anche delle commissioni ove si svolge l’istruttoria degli atti e ove vengono approfonditi, anche con l’intervento della Giunta e dei dirigenti, atti importanti per la vita della città. Fino ad ora, la maggioranza Romizi e il PD hanno giocato a nascondino e per bloccare i lavori della commissione sulle nostre proposte di trasparenza si sono inventati i presunti limiti derivanti da un concetto di riservatezza che è avulso da qualsiasi concetto normativo in materia. Guarda caso, ad oltre un mese dal blocco dei lavori della commissione, con la scusante della richiesta di un parere al Garante Privacy, il predetto parere non era stato richiesto. Infatti, il 4 aprile 2018, la sottoscritta presentava accesso atti per avere la richiesta di parere e relativo riscontro e solamente il 6 aprile la dirigente inviava la richiesta di parere. Secondo l’Assessore Calabrese, il Garante Privacy non si era mai pronunciato in materia, invece, come da noi verificato e accertato, il Garante si è pronunciato plurime volte e sempre nel senso di individuare come unico limite l’informativa e la diffusione di dati sensibili di soggetti terzi; ipotesi questa del tutto residuale nei lavori del Consiglio comunale e delle commissioni. Il Garante Privacy smentisce, pertanto, l’Amministrazione e lo stesso Assessore Calabrese, affermando a chiare lettere quanto era già noto. Quindi, è solo frutto della fantasia della maggioranza Romizi che vi siano problemi di privacy di chicchessia ed emerge con chiarezza da tutta la vicenda che l’unico obiettivo perseguito dalla maggioranza Romizi è quello di limitare la conoscibilità dell’attività istituzionale e amministrativa svolta a Palazzo dei Priori, compresa l’attività dei dirigenti, plurime volte chiamati in audizione in commissione. Solo che ora la scusante della riservatezza non è più utilizzabile! Il M5S riprenderà a breve la ripresa di tutte le sedute e gli interventi ritenuti rilevanti per i cittadini”.

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