“Riportatemi il mio Bambinello” anziana lancia un accorato appello dal paesino di Serrone

“Riportatemi il mio Bambinello” anziana lancia un accorato appello dal paesino di Serrone

Il giorno di Capodanno è stata rubata la statuina di Gesù Bambino dal presepe realizzato per trenta anni dalla signora Giuseppina Ottaviani | Storia di un grande amore

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“Vi prego, siate buoni, riportatemi il mio Bambinello, mi si sento come se mi avessero rubato una parte della mia vita”.

E’ l’appello, con voce accorata e commossa, che l’anziana Giuseppina Ottaviani, lancia dal piccolo paesino di Serrone, dalle montagne della Val Menotre. Ma come si fa a trafugare Gesù Bambino da un presepe realizzato in una minuscola grotta? Un’opera, tra l’altro, realizzata a mano dalla stessa Giuseppina, che oltre trent’anni fa, l’aveva modellata con la creta. Per lei il nuovo anno è cominciato nel peggiore dei modi, quando la mattina del 31 dicembre scorso ha fatto l’amara scoperta, si è subito lanciata in una disperata ricerca insieme al marito Elio Lini, ma non c’è stato nulla da fare.

Di quella statuetta si è persa ogni traccia, ma la signora Giuseppina non si vuole rassegnare e spera ancora che la storia abbia un lieto fine. Nel suo lungo quanto toccante sfogo, arriva persino a dire che quel suo Bambinello avrebbe voluto portarlo con se, nella tomba, tanto era l’amore ed il legame che provava.

La signora Giuseppina ora risiede a Perugia, ma tutti gli anni, ogni anno, il 23 dicembre torna puntuale nella sua Serrone, sfidando pioggia, neve, vento e freddo per allestire il suo presepe, incastonato in una fenditura della roccia proprio a ridosso della casa natia. “Tutte le statue sono stare realizzate da me, modellando la creta a mano – racconta orgogliosa – poi le portavo a cuocere a Deruta, e quindi passavo a cucire su misura ogni abito. Tutti i vestiti sono stati realizzati ai ferri, con tecniche tradizionali antiche – sottolinea – ci sono persino inserti in visone, mentre per le pecore utilizzo lana cardata. Ogni particolare è curato nei minimi dettagli”.

Ad aiutarla suo marito, Elio, compagno di una vita, che lavorando sapientemente il legno, realizza strutture, fondali e casette. “Ci amiano da sempre ed andiamo tanto d’accordo – fa sapere la signora Giuseppina – ma le confido una cosa, se litighiamo litighiamo una volta all’anno, e sempre per realizzare il presepe”.

Il piccolo e sperduto presepe di Serrone ha avuto anche la sua improvvisa ed inaspettata ribalta internazionale. “Ogni anno scelgo un tema per legarlo ad un preciso messaggio di pace – spiega Giuseppina Ottaviani – e nel 2000 con mio marito abbiamo inserito quello delle Torri Gemelli, le aveva fatte così bene che la notizia venne riprese dall’Ansa e fece poi il giro del mondo”.

Quest’anno il tema era quello dell’immigrazione e dell’integrazione con il cartiglio scritto a mano da Giuseppina che recita: ‘Non c’è posto per Maria e Giuseppe ieri come oggi’ con Maria visibilmente incinta, e Giuseppe che la tiene per mano.

“Io ancora non riesco a capire chi possa essere stato, e perchè lo ha fatto – torna ad insistere – abbiamo trovato dei sassi spostati, ed è sparito soltanto il Bambinello con la mangiatoia, non hanno toccato altro, non era mai successo niente in tanti anni. Non era stato danneggiato dalle condizioni meteo nè dagli animali, ed ora ci tocca subire questo colpaccio. Io amo tornare a Serrone, e tornavo anche perchè me lo chiedevano tutti i paesani di fare il presepe – sottolinea Giuseppina – in tanti vengono a visitarlo, ed anche esperti di arte mi fanno i complimenti, ma adesso non ho più voglia, non avrebbe più senso”.

Dopo trent’anni il presepe di Serrone non può e non deve morire, il presepe di Lino e Giuseppina deve continuare ad animare Serrone, che già di per se sembra un suggestivo presepe. Speriamo in un ‘miracolo di Natale’ ma in fondo, il vero miracolo è l’amore che ancora unisce questa coppia, e che Giuseppina prova per il suo paese e per il suo presepe, questo non potrà mai ‘rubarlo’ nessuno.

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