Rione Porta Sant'Angelo, una Perugia che si muove | I progetti del Borgo - Tuttoggi

Rione Porta Sant’Angelo, una Perugia che si muove | I progetti del Borgo

Redazione

Rione Porta Sant’Angelo, una Perugia che si muove | I progetti del Borgo

Lun, 18/01/2021 - 11:19

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Il rione di Porta Sant'Angelo: l'impegno di borgaioli e commercianti tra welfare di prossimità e riqualificazione urbana

Gli edifici bassi e a schiera che si sviluppano fitti lungo la sua strada principale, Corso Garibaldi, anticamente Via della Lungara, ne rivelano la natura di quartiere popolare; le imponenti e fiere mura del Cassero, i numerosi complessi conventuali, ci parlano delle sue antiche origini.

Il rione di Porta Sant’Angelo che prende il suo nome dal vecchio tempio di San Michele, è uno dei borghi storici della città di Perugia. Dimora di santi, prostitute, artigiani e persino eroi risorgimentali, l’antico borgo non è risparmiato dai cambiamenti della modernità. Negli anni del boom gli artigiani vestono la divisa blu degli operai e si spostano altrove con le loro famiglie. Gli studenti prendono ad abitare la zona ma la loro permanenza è breve: abitano ma non vivono il quartiere. Il tessuto sociale si disgrega e il degrado prepotentemente bussa alle porte.

Siamo nel 2002 e l’amore per il quartiere spinge conoscenti, amici e vicini ad organizzarsi: nasce “Vivi il borgo“, l’associazione storica dei residenti che da allora instancabilmente e tenacemente si prende cura del proprio quartiere.

A parlarci dell’associazione Vivi il Borgo è il suo vice presidente Martina Barro.

<< Sin da quando sono arrivata qui, ho cominciato ad interessarmi al quartiere: si è trattato di un legame di conoscenza, di vicinato che poi è diventato qualcos’altro. Il legame sociale è centrale e questo emerge con forza dallo statuto stesso dell’associazione che ha tra i suoi scopi quello di perseguire il miglioramento delle condizioni di vita del quartiere, valorizzando gli aspetti di solidarietà e di interesse per il bene comune. >>

<< L’aspetto culturale non è secondario: non a caso Vivi il Borgo ha tra i suoi fondatori personaggi del calibro di Primo Tenca e Franco Mezzanotte, la cui presenza è vitale. Franco Mezzanotte è il presidente dell’associazione: rappresenta il prototipo del borgaiolo, ma al contempo è un grande studioso; è nato qui e la profonda conoscenza del luogo, come storico, come “natio”, ci ha permesso di organizzare in passato interessantissimi percorsi di approfondimento storico-artistici del borgo stesso. Una risorsa non indifferente. D’altronde viviamo in uno dei quartieri più belli e antichi della città e le risorse umane e architettoniche a nostra disposizione sono tante. >>

<< A questo proposito non posso non parlare delle iniziative che portiamo avanti in collaborazione con la biblioteca di San Matteo degli Armeni: l’orto urbano è uno dei fiori all’occhiello dell’associazione. L’area verde presente nel complesso è da tempo destinata alla coltivazione di un orto condiviso, un’ attività questa, che riprende e si armonizza con la tradizione del complesso stesso.

Non solo, in collaborazione con la biblioteca e il CAD di Perugia, da qualche tempo abbiamo dato vita all’iniziativa “Costruiamo un Coro“. Si tratta di un progetto di cui siamo molto orgogliosi: l’esito felice della collaborazione con le altre realtà presenti sul territorio. In generale posso dire che c’è una gestione condivisa di tutte le attività che si svolgono presso la biblioteca: dai concerti, agli incontri, alle presentazioni di libri.

Ovviamente non mancano le feste tradizionali (San Michele, Santa Rita), le cene di quartiere, la preparazione degli addobbi natalizi: il nostro è un gruppo che trae la sua forza dai rapporti personali che ci legano e che vengono rinsaldati anche da questo tipo di incontri. >>

L’arrivo del Covid-19

<< L’arrivo della pandemia ha bloccato tutti i progetti su cui stavamo lavorando. Devo ammettere che gli incontri on-line non hanno funzionato molto, ma il bisogno di impegnarci per la nostra comunità non ci ha fermati.

Sin da Aprile abbiamo disposto lungo Corso Garibaldi dei Panieri Solidali ma presto ci siamo accorti che c’era bisogno di un intervento più strutturato: all’interno della nostra sede, la Sala Miliocchi, abbiamo organizzato delle giornate di distribuzione di generi di prima necessità acquistati grazie al contributo dei residenti.

Abbiamo sentito l’esigenza di riprendere l’iniziativa per Natale e con la collaborazione della parrocchia di Sant’ Agostino, della Caritas, dell’associazione “YaBasta!” e di quella dei commercianti del borgo siamo riusciti ad organizzare una nuova distribuzione: è importante fare comunità in questi drammatici momenti.>>

Vecchi problemi e nuove sfide

<<La situazione è migliorata ma ci sono ancora tanti problemi irrisolti: il quartiere non è popolato come un tempo, ci sono delle strade ridotte male, il problema dei rifiuti è evidente, persistono situazioni di degrado sociale, di illegalità e questa è la conseguenza di quello che è uno stato di scarsa attenzione più generale.

Speriamo di rivitalizzare il quartiere affinché sia meno appetibile per chi ha delle attività illegali che prosperano nelle situazioni di abbandono ma abbiamo bisogno della collaborazione della legge, non possiamo intervenire su quelle che sono delle devianze strutturali. C’è da dire che non siamo più soli nel quartiere: nel 2018 è arrivata l’associazione “YaBasta!” che con il progetto “T.urb.azioni” ci aiuta nella gestione del parco di Sant’Angelo, il loro apporto è stato vitale.

I commercianti di Corso Garibaldi hanno costituito un’associazione da poco e oramai qualsiasi iniziativa è portata avanti di comune accordo. Per lungo tempo siamo stati da soli e siamo lieti della collaborazione con le altre associazioni: anche nell’ottica dei rapporti con le istituzioni, fare gruppo è sempre un vantaggio.

Un sogno per il futuro? Ci piacerebbe riportare gli artigiani in questa strada, che è la loro casa ma c’è bisogno della collaborazione dei proprietari, di una politica amministrativa che abbia un progetto di lungo respiro sulla rigenerazione del centro storico nel suo complesso. Qualcosa si muove in tal senso ma si tratta di iniziative personali.

La storia di Laura, è un esempio di coraggio: ha iniziato qui, con il suo store di telefonia e assistenza; la necessità l’ha spinta in periferia ma la nostalgia ha avuto la meglio: è ritornata a casa e ne è entusiasta.>>

I commercianti del Borgo

A parlare a nome dell’associazione dei commercianti di Corso Garibaldi è Fabrizio, proprietario de “Il giardino”.

<< La parte del quartiere in cui sono concentrate le attività commerciali, quasi esclusivamente ristoranti, è certamente quella meno sicura e più problematica.

È inutile nascondere che quella è una zona di spaccio. Abbiamo costituito un’associazione da poco e insieme abbiamo chiesto l’aiuto della questura e dell’amministrazione ma la soluzione è nella riqualificazione del quartiere.

Ci siamo dati degli obiettivi specifici e quello della sicurezza è in cima alle nostre priorità. La strada è buia e poco sicura ma abbiamo delle idee che riguardano l’istallazione di giochi di luci permanenti. Non solo, stiamo lavorando ad un progetto che riguarda la digitalizzazione del quartiere: un sito contenente informazioni sulla zona, affinché il turista sia guidato attraverso un percorso storico-culturale ma anche gastronomico.

Il nostro è un quartiere complesso da un punto di vista storico e l’idea di avere uno strumento che consenta al visitatore di svolgere il suo percorso in maniera consapevole non è da poco. A Perugia manca e saremmo i primi a farlo.

Lo scorso anno poi, è partito il progetto della piazza condivisa. L’idea è che Piazza Lupattelli sia il luogo in cui poter gustare le diverse proposte gastronomiche che il quartiere offre; la grande presenza di cucine etniche è un aspetto interessante, va valorizzato. E’ un progetto a cui teniamo molto, che va migliorato e portato avanti.

Ci tengo a sottolineare che senza la collaborazione dell’associazione “Vivi il Borgo” sarebbe impossibile organizzare i nostri eventi. Basti pensare alle notti bianche che organizziamo sin dal 2017. Ogni anno un gran successo: al di là del ritorno economico, è importante attrarre persone, animare il borgo. Insomma c’è una collaborazione che non è scontata, si respira una bella atmosfera.>>

YaBasta! Perugia

YaBasta! è una rete di associazioni di promozione sociale presente su tutto il territorio nazionale. YaBasta! Perugia viene fondata nel 2011 e da allora sostiene le attività delle altre associazioni presenti sul territorio, offrendo al contempo diversi servizi alla comunità tra cui spiccano quelli incentrati sul contrasto alla povertà educativa. YaBasta! arriva nel quartiere nel 2018 e attraverso il progetto/format “t.urb.azioni” (azioni urbane con il turbo) si pone come obiettivo la riqualificazione del parco cittadino di Sant’Angelo. A raccontarci del progetto è Riccardo.

<< Abbiamo cominciato la nostra attività in altre zone della città, ma non siamo riusciti a sviluppare appieno i nostri progetti: la totale disintegrazione del tessuto sociale ce lo ha impedito. Corso Garibaldi ci è sembrato il posto ideale in cui riprendere le nostre iniziative.

Nel 2018 abbiamo lanciato il progetto “t.urb.azioni”. La gestione condivisa del bene comune è il nostro obiettivo e la riqualificazione del parco cittadino è in realtà un mezzo per una più generale riflessione sui legami sociali, i legami di quartiere. Nel caso del parco di Sant’Angelo, parliamo di un’ aerea verde da 20 anni in stato di abbandono. Abbiamo vinto un bando regionale e raccolto una cifra record attraverso il crowdfunding.

Da allora gestiamo il parco insieme all’associazione “Vivi il Borgo” e numerosi sono stati gli eventi realizzati con successo. Non nascondo che portiamo avanti la nostra attività attraverso uno strumento giuridico che non ci soddisfa affatto.

Mi riferisco alla convenzione: si tratta di un trasferimento di proprietà di un bene pubblico ad un soggetto privato, in questo caso l’associazione. L’amministrazione scarica in tal modo le responsabilità sulle associazioni che non hanno le capacità operative e finanziarie necessarie per sostenere un tale sforzo. Abbiamo avanzato la proposta di un patto che non preveda il trasferimento di proprietà bensì la gestione comune da parte di cittadini, associazioni e pubblica amministrazione ma ancora nulla è stato fatto. >>

Nuovi progetti: welfare di prossimità

<< Lavorare nel quartiere ci ha portato a riflettere sul concetto di welfare di prossimità – continua Riccardo – di su ciò che la comunità può fare per se stessa nel tentativo di affrontare e risolvere situazioni di instabilità che a causa della crisi economica o a causa della più recente crisi pandemica rischiano di cronicizzarsi.

Da Gennaio partirà dunque il nostro nuovo progetto, anche questo finanziato da risorse regionali. Lavoreremo alla realizzazione di un laboratorio di quartiere che svolgerà diverse funzioni:

  • sportello d’ascolto,
  • aiuto per le famiglie;
  • saranno previste attività contro la povertà educativa e
  • intendiamo portare avanti il progetto dei panieri solidali di quartiere.

Avrà sede presso la sala Miliocchi che diverrà in tal modo un luogo di educazione diffusa per bambini anche se non mancheranno iniziative rivolte ai ragazzi più grandi e agli anziani. La pandemia ha impattato pesantemente sulle attività che stavamo portando avanti, pertanto siamo ansiosi di ricominciare.>>

La sfida di Elena: “Gari-Art” e il ritorno degli artigiani nel borgo.

A presentarci Elena, è Martina, dell’associazione “Vivi il borgo”. Ci parla della sua bottega come del prototipo di attività che spera un giorno il borgo possa riattrarre.

Elena apre la sua attività ad Ottobre di quest’anno << non proprio il periodo ideale per cominciare>> ci confessa sorridendo. “Gari-Art” è un laboratorio totalmente dedicato all’artigianato sostenibile, all’interno del quale è possibile acquistare pezzi unici realizzati per lo più con materiale di recupero.

<< Mi piace occuparmi di riciclo creativo e mentre sono qui a fare i miei lavoretti, espongo i prodotti realizzati da amici; si tratta di piccole produzioni: alcuni di loro sono hobbisti, altri artigiani.

Spero che un giorno gli artigiani tornino a popolare il borgo ma un pochino bisogna seminare per poter raccogliere. Gli spazi non mancano: tutti i fondi vuoti, un tempo botteghe, torneranno a riempirsi ma c’è bisogno dell’aiuto dell’amministrazione.

Certo, qui manca il viavai continuo che caratterizza altre zone dell’acropoli ma se ci si muove lungo coordinate già date, nulla può cambiare. Bisogna osare. Trovo impossibile che col tempo la città non si accorga della bellezza di questo borgo.

Nonostante tutti i problemi, tutte le persone che passano di qui, magari provenienti da grandi città o quartieri residenziali, restano abbagliate dal fascino di questi scorci. Vivo in Umbria da vent’ anni e ai miei amici confesso che dopo tanto tempo trascorsi qui, ancora non ci ho fatto l’abitudine neppure io. Io non mi sono mai abituata a questa bellezza.>>

Articolo di Mariapiera Simeone
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