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Riforma province | Bartolini, “disponibili tredici milioni di euro”

Redazione

Riforma province | Bartolini, “disponibili tredici milioni di euro”

"La regione conferma il suo impegno, più alto rispetto alle altre regioni italiane"
Sab, 26/09/2015 - 11:34

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A prendere la palla sul riordino delle province è l’assessore regionale alle riforme Antonio Bartolini, intervenuto alla riunione dell’Osservatorio regionale che si è svolta nella sede del Broletto a Perugia. Sul tavolo il riordino delle funzioni amministrative e la riallocazione del personale delle Province. Erano presenti all’incontro, insieme all’assessore Bartolini, i presidenti delle Province di Perugia e Terni, Nando Mismetti e Leopoldo Di Girolamo, ed i rappresentanti di Anci Umbria, Marcello Nasini e Silvio Ranieri.

Abbiamo effettuato una attenta ricognizione delle spese sostenute dalle Province per l’esercizio delle funzioni non fondamentali fino alla data dell’effettivo trasferimento del personale delle funzioni, individuata al 1° dicembre 2015 – ha detto Bartolini – così come ci eravamo impegnati nel momento della sottoscrizione del Protocollo d’intesa con Province e Organizzazioni sindacali, e questa ricognizione ha quantificato in 6,5 milioni di euro l’entità delle spese da finanziare. Abbiamo anche aggiunto una disponibilità di un milione e mezzo di euro per l’acquisizione di personale da destinare nelle Agenzie e Enti regionali, tenuto conto dell’entità della capacità assunzionale ad oggi acquisita ed inoltre ulteriori cinque milioni di euro per il personale da destinare ai Centri per l’impiego. Un totale insomma di circa tredici milioni di euro. Più di così la Regione non può andare. Non si può chiedere di più (le province hanno indicato necessità complessive per circa 19 milioni, circa 12 milioni di euro per quanto riguarda il personale della Provincia di Perugia e 7 milioni circa di euro per il personale della Provincia di Terni), perché il “di più” è stato già raggiunto con grande difficoltà a carico del bilancio regionale – ha sottolineato l’assessore – e perché non possiamo caricarci di spese e personale che non competono alla Regione. Peraltro la Regione Umbria, in proporzione agli abitanti ed al territorio, è tra quelle che  hanno impegnato più fondi rispetto alle altre regioni italiane”.

Un incontro che si è tenuto alla vigilia della riunione della Giunta regionale prevista per l’inizio della prossima settimana che ha all’ordine del giorno i provvedimenti amministrativi ed economici riguardanti le Province, oltre ai criteri di mobilità del personale, per il quale è necessario individuare un “macrocriterio” che consiste nella professionalità maturata e un criterio personale individuato dall’eccedenza dei carichi familiari e età anagrafica. “Tra l’altro – ha proseguito Bartolini – per la particolare anomalia di tale mobilità, non si procederà ai colloqui in quanto il personale che sarà riallocato sta già svolgendo le funzioni che andrà a ricoprire”. Per quanto riguarda i Centri per l’impiego invece l’assessore ha comunicato che “il Ministero del Lavoro sta ancora predisponendo la bozza del protocollo d’intesa e dunque bisognerà attendere. Proprio per questo motivo abbiamo accolto positivamente la proposta arrivata da Anci Umbria secondo cui i Comuni, che hanno notevole necessità di personale, potrebbero predisporre un piano triennale di pensionamenti e utilizzare, nel frattempo, il personale in esubero delle Province in comando o nelle altre forme consentite. Per questo motivo abbiamo costituito un tavolo tecnico in seno all’Osservatorio composto da rappresentanti di Regione, Provincia e ANCI per poter riportare, al prossimo incontro, le risultanze di tale proposta. Così come verificheremo i dati economici che le Province ci hanno presentato. La Regione infatti – ha concluso Bartolini – sta seguendo con molta attenzione questo processo di riforma che non è limitato soltanto al personale ed alle funzioni che dalla Province debbono trasferirsi alla Regione ma riguarda anche funzioni e competenze dello Stato e dei Comuni. E su questo eserciteremo per intero il nostro ruolo di raccordo e di coordinamento a sostegno delle Province e a garanzia dei servizi per i cittadini”.

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