Ricostruzione, Comune Spoleto “Inseriteci nel masterplan per la Valnerina” | Aggiornamento

Ricostruzione, Comune Spoleto “Inseriteci nel masterplan per la Valnerina” | Aggiornamento

Sindaci del territorio ascoltati in commissione regionale sul disegno di legge per la ricostruzione | Le istanze del Comune di Norcia

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Aggiornamento alle 9.30 del 4 settembre – Il Comune di Spoleto è già inserito tra i territori che usufruiranno del cosiddetto Masterplan della legge regionale sulla ricostruzione. Lo ha specificato la presidente della Regione Catiuscia Marini dopo l’audizione ieri mattina dei sindaci del cratere e le istanze arrivate dall’assessore spoletino Francesco Flavoni.

La presidente Marini ha ribadito che l’iniziativa legislativa della Regione, ora all’esame della Commissione, “ha l’obiettivo di costruire norme in materia urbanistica ed edilizia volte a favorire e velocizzare il processo di ricostruzione, supportando i comuni più gravemente colpiti anche in tutti gli aspetti legati alla pianificazione urbanistica, temi paesaggistici, come il Comune di Norcia, di Cascia, di Preci e di Monteleone che hanno bisogno di norme più efficaci, ma anche più snelle nei tempi e nelle procedure. Questo – ha detto – per favorire il processo di ricostruzione sia per le attività produttive che per i centri abitati più gravemente colpiti e quelli frazionali. Molto importante, la presidente Marini ha definito la terza parte della legge che affronta anche i temi dello sviluppo attraverso il Masterplan per lo sviluppo, che “riguarda – ha precisato – sia la Valnerina, sia l’area dello Spoletino. La ricostruzione – ha detto – deve rappresentare anche l’occasione per immaginare il futuro socio economico di questi territori. E quindi la Regione – ha spiegato -, anche con risorse proprie, con quelle della programmazione comunitaria e con appositi stanziamenti di bilancio previsti nella terza parte della legge ha l’obiettivo di supportare le politiche del lavoro e le politiche delle imprese su questa area del territorio regionale”.


Il Comune di Spoleto vuole essere inserito nel piano di sviluppo della Valnerina post terremoto, il cosiddetto “masterplan” ideato all’interno del disegno di legge predisposto dalla Giunta regionale per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma del 2016. A farsi portavoce dell’istanza è stato l’assessore comunale spoletino all’urbanistica Francesco Flavoni, durante l’audizione dei sindaci dell’area del cratere che si è tenuta lunedì mattina davanti alla Seconda commissione regionale. Gli incontri, già avviati, hanno visto finora la presenza dei rappresentanti delle associazioni di categoria, dei sindacati e dei professionisti.

Al presidente della Commissione, Eros Brega, sono stati consegnati alcuni documenti scritti, che verranno analizzati e discussi nelle prossime riunioni, mentre sono intervenuti, anche direttamente, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Spoleto, Francesco Flavoni ed il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno.

Flavoni appunto ha chiesto che il Comune di Spoleto possa essere ricompreso nella fascia dei Comuni comprendente Norcia, Cascia, Preci e Monteleone di Spoleto, e poter disporre dunque della stessa applicazione normativa prevista per i comuni maggiormente colpiti poiché – è stato spiegato – nel Comune di Spoleto si sono registrate oltre 1500 inagibilità. L’assessore ha anche chiesto, di conseguenza, di poter ricomprendere Spoleto all’interno dello strumento definito ‘Masterplan per lo sviluppo della Valnerina’, poiché – ha detto – per l’economia territoriale, per fattori socio-culturali e per la stessa mobilità, Spoleto è fortemente legata alla Valnerina.

Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, invece, dopo aver ringraziato la Giunta regionale per aver tenuto conto della quasi totalità di proposte emerse nello scorso mese di febbraio da un incontro tra tutti gli amministratori del territorio interessato dagli eventi sismici che si è tenuto a Villa Umbra, ha rilevato alcune esigenze normative, auspicando che possano essere recepite nel testo legislativo definitivo. Riguardano:

  •  gestione dei fabbricati rurali, ricadenti nella fascia maggiormente colpita (Pedemontana), per i quali sarebbe necessario un alleggerimento della norma. Prevedere cioè, per le aziende con autorizzazione di delocalizzazione, la possibilità di poter rivisitare, anche in termini di cambiamento di destinazione d’uso, la disposizione e l’organizzazione aziendale.
  • gestione delle pertinenze come presìdi personali di protezione civile. Il loro utilizzo, in fase di emergenza, dovrebbe poter essere autorizzato con ordinanza del sindaco subito dopo la definizione dello stato di emergenza. Così pure la conclusione dello stato di emergenza dovrebbe essere dichiarata dal sindaco.
  • patrimonio immobiliare censito come beni culturali sparsi: vietando la ristrutturazione edilizia ed urbanistica di alcuni immobili oggetto di crollo si escluderebbe di fatto ogni possibile progetto di ricostruzione. Il Commissario per la ricostruzione è intervenuto con propria ordinanza sancendo che l’edificio può essere ricostruito com’era. Sarebbe invece importante che in caso di crollo dell’edificio, la proprietà possa avere anche un minimo di possibilità di modifica.
  • Urgente completamento della Microzonazione sismica: sono state indicate alcune faglie potenzialmente attive e capaci ed in questo caso le linee direttive della Protezione civile prevedono il rispetto di una fascia di circa 400 metri entro la quale non sono possibili interventi. Per questo sarebbe necessario invece definire con certezza la faglia poiché la fascia di rispetto verrebbe ridotta a 30 metri, con un numero di edifici coinvolti di molto inferiore.

Hanno preso parte alla riunione anche il sindaco di Sellano, Attilio Gubbiotti, l’assessore di Norcia, Giuseppina Perla ed il segretario di Anci Umbria, Silvio Ranieri.

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