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Regionali 2019 in Umbria, lo strano caso di Assisi: tra le due possibili “presidente” vince il leghista Stefano Pastorelli

Flavia Pagliochini

Regionali 2019 in Umbria, lo strano caso di Assisi: tra le due possibili “presidente” vince il leghista Stefano Pastorelli

La Fort Alamo del centrosinistra è rimasta tale solo sulla carta e dopo la rinuncia di Proietti e Di Maolo, il candidato locale è il secondo più votato in quota Lega (e quarto in assoluto)
lunedì, 28/10/2019 - 17:37

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Regionali 2019 in Umbria, lo strano caso di Assisi: tra le due possibili “presidente” vince il leghista Stefano Pastorelli

E così Assisi, la città balzata agli onori delle cronache non solo per essere la “Fort Alamo del patto civico”, ma anche perché sono ben due le assisane che hanno ‘rischiato’ di essere candidate presidente, verrà rappresentata, invece, dal secondo più votato tra gli eletti in Regione in quota Lega, Stefano Pastorelli.

Sono molti gli esponenti governativi transitati per il Sacro Convento e Assisi, meno quelli del centrodestra, dove si è visto Berlusconi (con annessa battuta sul San Francesco dalle orecchie a sventola), e Giorgia Meloni, per un comizio lampo a Santa Maria degli Angeli. Assente Matteo Salvini (per lui solo una cena in un ristorante di Rivotorto), con annessi fraticelli anonimi che spiegavano di pregare per la sconfitta del Capitano.

Un’indiscrezione giornalistica del Corriere della Sera che ha portato a una piccata presa di posizione del Custode del Sacro Convento, il quale ha ricordato la “internazionalizzazione” del luogo, peraltro di preghiera e non agone politico, e anche una tirata d’orecchie da Salvini: “Preferisco i preti che dicono messa a quelli che fanno politica”.

Ma, prima dell’exploit dell’impiegato sposato con Barbara e padre di quattro figli (Mattia, Jacopo, Maria Sole e Carlo Nicolò), che è una delle figure storiche della Lega in Umbria (vi milita dal 2009 lasciando l’allora Pdl; primo banco di prova le amministrative 2011 ad Assisi, dove il 3.5% fu determinante per la vittoria dell’allora sindaco Claudio Ricci, ma senza entrare in consiglio comunale), Assisi avrebbe potuto persino ‘ascendere’ al vertice di Palazzo Donini.

Il patto civico che ha fatto flop nelle urne aveva pensato a Francesca Di Maolo, presidente del Serafico, e, prima ancora, Luigi Di Maio aveva pensato all’ipotesi di Stefania Proietti per la corsa in solitaria. Questo fin quando almeno non si è “proposto” Bianconi, come lo stesso leader pentastellato ha ricordato, forse incautamente e sicuramente poco elegantemente, nel terzultimo giorno di campagna elettorale.

E invece, per un Pastorelli che convince e stravince, nell’assisano-bastiolo c’è anche il flop di Claudio Ricci, qui comunque andato meglio che altrove. L’ex sindaco di Assisi, che comunque già alle amministrative del 2016 si era visto doppiare i consensi della lista a lui ispirata (ma senza correre in prima persona visto il limite dei due mandati, oltre all’incarico di consigliere regionale) da alcuni candidati consiglieri (in totale i voti della lista civica di Ricci furono circa 300, il consigliere più votato, peraltro novello in politica, ne prese 550), alla guida di tre liste civiche che a livello regionale non sono arrivate al 3%, ha ‘tenuto botta’ sia a Bastia Umbra (dove un elettore avrebbe tentato di infilare nell’urna sette schede ‘ricciane’ in un colpo solo) che ad Assisi. Senza comunque riuscire a fermare lo schiacciasassi salviniano.

Nel comprensorio assisano-bastiolo sfonda infatti Donatella Tesei (8.708 preferenze, pari al 60,87%), e arranca Vincenzo Bianconi (4.484 preferenze, 31.35%), terzo Claudio Ricci con 882 voti e il 6.17% dei voti. A seguire Emiliano Camuzzi (80 voti), Rossano Rubicondi (69), Martina Carletti (40), Giuseppe Cirilli (28) e Antonio Pappalardo (14). Cifre simili a Bastia Umbra: Donatella Tesei (6.052 preferenze, percentuale 57,70), secondo Vincenzo Bianconi (3.505 preferenze, 33,42%), terzo Claudio Ricci con 760 preferenze e 7,25 dei voti. A seguire Emiliano Camuzzi (60 voti), Rossano Rubicondi (63), Martina Carletti (19), Giuseppe Cirilli (14) e Antonio Pappalardo (13).

Per quanto riguarda i due principali contendenti, ad Assisi e Bastia, forte appunto del traino dell’assisano Pastorelli, è la Lega a farla da padrone. Ad Assisi la Lega ottiene 5.675 preferenze (42,97%), Fratelli d’Italia 1.529 (11,58%), a seguire Forza Italia (593 voti e 4.49%), Tesei presidente (439 voti e 3.32%) e quinto per Umbria Civica (162 voti voti, l’1.23%).  Sul fronte Bianconi, il Pd prende 2.469 voti voti (18.70%), secondo posto il M5S  con 854 voti e il 6.47%, a seguire Bianconi per l’Umbria (421 voti e 3.19%), Europa Verde Umbria (157 voti e 1.19%) e Sinistra civica verde (118, 0.89%). A Bastia la Lega ottiene 3.551 preferenze (36,73%), Fratelli d’Italia 999 (10,33%), a seguire Tesei presidente (dove era candidato Stefano Ansideri, ex sindaco di Bastia Umbra e secondo alcuni ‘papabile’ assessore al bilancio: 716 voti e 7.4%); quarto posto per Forza Italia, 439 voti e 4.54%, e briciole per Umbria Civica (97 voti, l’1%).  Sul fronte Bianconi, il Pd prende 1.891 voti (19.56%), secondo posto il M5S  con 817 voti e l’8.45%, a seguire Bianconi per l’Umbria (243 voti e 2,51%), Sinistra civica verde (98, 1.01%) ed Europa Verde Umbria (97 voti e 1%).

Sono stanco ma felice, in campagna elettorale la gente rispondeva bene e le sensazioni erano buone. Sono molto felice per il risultato raccolto ad Assisi – dice Pastorelli, che due giorni prima della chiusura della campagna elettorale era balzato agli onori delle cronache per aver donato 35 crocifissi alle scuole di Bastia – gli assisani mi hanno concesso  2.300 preferenze, ma non dimenticherò gli altri territori, come Bastia Umbra, Bettona, Cannara e Valfabbrica.  Finalmente tutto il lavoro di questi anni, i tanti sacrifici, il tempo sottratto alla famiglia sono ripagati da questo splendido risultato. Ora Assisi, e tante altre realtà, saranno rappresentate, e non solo a parole, in consiglio regionale. Un grazie anche a Matteo Salvini che ha dedicato molte energie a questa campagna elettorale: come fatto in campagna elettorale, continueremo a stare tra la gente e ad ascoltarla“.


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