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Referendum Senato, “Umbria dice sì” | Leonelli “Non ce l’ha ordinato il dottore”

Alessia Chiriatti

Referendum Senato, “Umbria dice sì” | Leonelli “Non ce l’ha ordinato il dottore”

Dalla segreteria, "Pd unito dalla base" | Domani all'assemblea regionale il (ri)lancio della "Leonella"
Ven, 20/05/2016 - 17:40

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Da Terni a Castiglione del Lago, passando per Perugia, c’è una parte di Umbria pronta a schierarsi al fianco del “sì” per la campagna referendaria per la riforma del Senato. L’appuntamento alle urne per il referendum confermativo è per il prossimo ottobre, dato che la legge è stata approvata senza la maggioranza di due terzi dei componenti di ciascuna Camera, con l’opposizione rimasta fuori da Montecitorio. Il Partito Democratico, per evitare una sconfitta che assomiglierebbe ad una sfiducia al premier Matteo Renzi, scende allora nelle piazze, chiama i suoi, va a pescare gli indecisi casa per casa.

Ecco perché questa mattina in conferenza stampa il segretario del Pd umbro, Giacomo Leonelli, insieme ai segretari provinciali Dante Andrea Rossi e Carlo Emanuele Trappolino e al responsabile organizzazione regionale Matteo Burico, hanno annunciato l’organizzazione di banchetti in tutte le città della regione, “dove ci si potrà informare e confrontare sui contenuti del percorso riformatore e firmare per il referendum di ottobre“. Con la visita del Ministro Maria Elena Boschi ancora fresca (“gradirei si parlasse del Teatro Pavone pieno in quell’occasione, e non dei pochi manifestanti che erano all’esterno quel giorno a protestare“, ha detto questa mattina Leonelli), l’Umbria “che dice sì” vuole “uscire da un dibattito che rischia di ripiegarsi su sé stesso e raccontare perché il sì è la scelta da fare per cambiare il Paese” ha spiegato il segretario regionale del Pd Umbria. “Non ce l’ha ordinato il dottore. Stiamo parlando – ancora Leonelli – di una riforma attesa da anni. In questo senso ricordo che già ai tempi de L’Ulivo si parlava di Senato delle Regioni e di superamento del bicameralismo perfetto. Parliamo di un percorso più recentemente auspicato da Napolitano, quando in occasione della sua rielezione a presidente della Repubblica ha lanciato un monito importante sulla necessità di fare riforme per il Paese”. Se sarà il “sì” a vincere, l’Italia dirà addio al Senato per come lo conosciamo oggi, che verrà invece trasformato in un ‘Senato delle autonomie’, formato da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 senatori di nomina presidenziale, in carica 7 anni senza possibilità di essere rinominati, e che avranno per lo più un ruolo consultivo. Se vinceranno i “no”, non muterà nulla.

In assenza di dati specifici sull’Umbria, al momento ci basiamo su quelli forniti dall’Istituto Piepoli, riportati anche dal quotidiano La Stampa, e che parlano del 41% degli elettori italiani che pensa di votare a favore al referendum sulla riforma del Senato. Un trend che avrebbe fatto allarmare Palazzo Chigi, in particolare perché uno su tre degli interpellati dichiara di voler votare “no”, mentre il 26% è ancora indeciso e non sa se recarsi alle urne. E’ chiaro che dunque anche in Umbria l’impegno del partito del premier Renzi dovrà essere massimo per raggiungere il risultato sperato. Il Pd deve restare compatto, “perché la richiesta parte dalla base“, ha confermato più volte questa mattina Leonelli, provando a fugare ogni dubbio sulla possibilità che ci siano dirigenti umbri pronti a remare contro la macchina referendaria. Si prova allora a spazzare via ogni nube che si addensa ancora su Palazzo Donini, con quello che in queste ore sembra diventare un sempre più incerto rientro dell’ex assessore alla sanità Luca Barberini in giunta regionale, dopo le sue dimissioni di febbraio.

Una riforma “per dire addio al bicameralismo perfetto, per cancellare poltrone e stipendi, per garantire stabilità e partecipazione, per togliere poteri alle regioni inefficienti”; insomma: “per un’Italia più semplice, più sobria, più stabile e più giusta”. “Siamo impegnati – ha spiegato il segretario – per una mobilitazione larga e l’auspicio è che il Pd lavori compatto, perché ulteriori divisioni non sarebbero capite dai cittadini” e perché, del resto, “tutte le anime del partito hanno votato la riforma in Parlamento”. Oltre ai banchetti, dunque, il Pd Umbria, che domani si riunirà in assemblea per lanciare la campagna referendaria, lavorerà su tutti i territori per promuovere, mettendo a disposizione la rete dei circoli, la costituzione di comitati per il sì, “non per metterci il cappello, ma per far sì che in tutti i territori si possa promuovere un dibattito di merito”. Sarà messo in piedi, inoltre, “un comitato scientifico, che possa affiancare i comitati territoriali, con soggetti che possono dare un contributo in più per la loro formazione” e si lavorerà sulla campagna referendaria e sul porta a porta. “Vogliamo un Pd al servizio del sì – ancora Leonelli – del più grande processo riformatore dal dopoguerra e del futuro del Paese”. “Sarà grande lo sforzo del partito in questi giorni – ha aggiunto Burico – per promuovere un dibattito concentrato sui contenuti e per organizzare il referendum”. “Serve unità – ha ribadito Rossi – per garantire un percorso necessario a rendere più moderno il Paese”. “Importante – per Trappolino – il richiamo all’esigenza di una partecipazione popolare alla conferma della riforma, che nasce dal riconoscimento di un grande fallimento. Oggi siamo a un punto di svolta che non c’è mai stato e che vede una condivisione larga”.

Nella giornata di domani saranno, dunque, organizzati, tra gli altri, banchetti nelle città di Perugia (via Mazzini e Monteluce), Città di Castello, Spoleto, Nocera Umbra, Trevi, Deruta, Castiglione del Lago, Montone, Bastia Umbra, Giano dell’Umbria, Terni, Narni e Narni Scalo, Montefranco, Sangemini, Giove, Amelia, Orvieto, Parrano. A Gubbio e Gualdo Tadino saranno raccolte le firme per il referendum. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane si moltiplicheranno le occasioni di confronto e dibattito sui temi della riforma. Luoghi e orari dei banchetti saranno pubblicati sul sito  www.pdumbria.it.

Il caso “Leonella” – E, ‘off-the-record’, il segretario regionale risponde a TuttOggi.info sulla apparente scomparsa della “Leonella della pace”, di cui si è parlato su queste colonne proprio ieri (19 maggio). Leonelli ci dice: “certo che la faremo. Domani ci sarà l’assemblea regionale del Pd. Lì, annuncerò l’organizzazione del meeting per il prossimo settembre“. Della più celebre Leopolda in salsa umbra si è vista al momento una sola edizione: eppure, si ricorderà, lo stesso Leonelli aveva avvisato il partito del ritorno della Leonella a marzo, dopo le dimissioni dell’ex assessore alla sanità regionale, Luca Barberini, anche per ribadire che “di maggioranza ce n’è una sola“. Staremo dunque a vedere se non sarà un meeting “camuffato” da festa dell’Unità, dato il periodo in cui si svolgerà, e che coinciderebbe appunto con l’annuale evento organizzato in tutta Italia dal Partito Democratico.

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