Rave illegale a Spoleto, in centinaia invadono Terzo San Severo

Rave illegale a Spoleto, in centinaia invadono Terzo San Severo

Una festa senza permessi durata almeno tre giorni sulle montagne. Controlli hanno “cinturato” la zona

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Torna l’estate, tornano i “rave”. Stavolta il popolo dei “free tekno” in Umbria ha scelto le verdi colline dello spoletino. Zona di Terzo San Severo. Una radura tra gli alberi in mezzo al nulla. Lo schema si è ripetuto come da copione. L’arrivo dei camion in piena notte per montare il muro di casse nella serata di venerdì e poi tre giorni di musica ipnotica ed incessante fino al tramonto di lunedì. Qualche centinaio di ravers, forse un migliaio, forse di più (non è mai facile quantificare il numero dei partecipanti, quando non si possono attuare controlli) hanno raggiunto il punto impervio grazie al solito metodo delle coordinate via watsapp. Si sono accampati e hanno bivaccato senza permessi, nella piena illegalità. Per due giorni code di camper e auto e carovane a piedi, per un giorno e mezzo la stessa trafila nel senso contrario. L’esodo. Tra gli alberi e negli spiazzi hanno montato le tende. Tra i greppi e le radure hanno allestito i sound (che tradotto significa tutto l’armamentario necessario per produrre la musica), montato i gruppi generatori di energia, allestito stand per il cibo e le bevande, sistemato i camper dove alloggiare. Senza preavviso, senza sentori. I ravers hanno invaso la campagna muta e l’hanno trasformata in un delirio di suoni. Il tutto sotto gli occhi stupefatti dei pochi abitanti della piccola frazione che ha osservato incuriosita questa “transumanza” tatuata dai vesti larghi e dai capelli strani che a gruppi si è anche fermata per fare qualche acquisto, mangiare nei bar e nei ristoranti prima o dopo l’addentrarsi nei percorsi del bosco.

L’Umbria amata dal popolo dei rave. “Non hanno dato nessun fastidio – ci racconta un commerciante – in molti sono venuti a piedi, credo dalle stazioni più vicine. Al momento non ci risulta che abbiano fatto danni. Ci dicono che qualcuno sia ancora lassù (tra i monti, ndr) che forse deve riprendersi prima di rimettersi in viaggio”. Riprendersi forse dall’abuso di alcol o droghe. Perchè, non è un mistero, che in questi contesti di sostanze illegali ne girino parecchie. Lo abbiamo documentato ampiamente seguendo qualche tempo fa un altro rave che si è svolto in Umbria, a Fibbino terra di confine tra gli ultimi lembi di Trasimeno e le prime frazioni del ternano. Un anno dopo li abbiamo rincontrati poco più in là. E adesso li ritroviamo a Spoleto.

Controlli e denunce. La cosa non è certamente passata inosservata alle forze dell’ordine che in questi casi per ovvie ragioni di sicurezza non tentano l’irruzione nell’accampamento (anche perchè sarebbe necessario un dispiegamento di mezzi e uomini impressionante) ma si limitano a sorvegliare tutta la zona, cinturando le vie di accesso e deflusso per i controlli e nella speranza di poter individuare gli organizzatori. Quando questo avviene scattano denunce nominative altrimenti restano contro ignoti per l’organizzazione di un evento del tutto illegale e se rilevate per le violazioni e i danneggiamenti. Capitolo a parte quello che dovesse riguardare il sequestro di sostanze stupefacenti eventualmente trovate in possesso dei fermati durante i controlli.

(Immagine presumibilmente riferibile al rave di Terzo San Severo)

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